Non si placa la polemica tra commercianti, imprenditori e l’amministrazione comunale di Velletri circa l’estensione dell’APU in tutto il centro storico con la chiusura totale al traffico veicolare. Una decisione presa dal Sindaco Cascella e che ha visto i commercianti del centro storico ribellarsi con tanto di manifestazione di protesta con l’affissione di cartelli e slogan contro l’amministrazione e tutto il consiglio comunale, in occasione della festa dell’Uva e della notte bianca.
Nonostante le richieste di incontro protocollate, l’amministrazione comunale non ha ritenuto di procedere all’incontro promesso e mai concesso e da qui la decisione di passare oltre.

Così i cittadini si sono organizzati ad hanno iniziato a raccogliere le firme per richiedere di revocare l’APU e di istituire la ZTL, unico atto che sarebbe formalmente valido, stando a quanto sostengono i ricorrenti.
Oltre alla petizione però, che ha raggiunto e superato le 600 firme, commercianti, artigiani e proprietari degli immobili del centro storico si sono organizzati ed hanno presentato un ricorso al Capo dello Stato contro le delibere dell’APU chiedendone l’annullamento.
Un atto forte che inevitabilmente avrà degli strascichi anche a livello politico in città .

A spiegare l’azione posta in essere è Gianni Cerini, ex amministratore del Comune di Velletri ed ex dipendente dello stesso comune che per anni ha gestito l’ufficio trasporti e viabilità .
Gianni Cerini è un ingegnere specializzato in traffico e mobilità , quindi competente per materia, oggi esponente di Rinascita Veliterna e di Noi Moderati.
Una materia quella della viabilità molto tecnica e che risponde a delle norme molto precise come spiega lo stesso Gianni Cerini.
“Il ricorso al Capo dello Stato è stato presentato da 24 persone tra commercianti, cittadini, artigiani e proprietari di immobili.” Afferma Gianni Cerini
“Con questo ricorso si chiede la nullità delle delibere n. 101 del 25 maggio 2022, dell’ordinanza n. 210 del 31 maggio 2022 a firma del Dirigente del 1 settore, delle delibere n. 184 del 4 agosto del 2025 e n. 197 del 2 settembre del 2025. Tutte delibere di giunta comunale che istituiscono l’APu in violazione della normativa vigente” Prosegue Gianni Cerini
“La delibera 101 è della giunta Pocci che istituisce l’area pedonale urbana (APU) a partire dal 25 maggio del 2022, seguita dall’ordinanza del dirigente del 1 settore. Ad agosto del 2025 la giunta Cascella ha approvato una delibera sempre relativa all’APU e una successiva del settembre 2025 nella quale si chiude definitivamente piazza Cairoli e il corso della Repubblica”.
“Contestiamo gli atti perché sono nulli per difetto di attribuzione, visto che non sono mai passati in consiglio comunale e lo stratagemma del disciplinare non regge” Sostiene Cerini.
Cosa accadrà adesso? Lo spiega sempre Cerini “Il Capo dello Stato trasmetterà il ricorso per competenza al Ministero dei trasporti il quale lo valuterà chiedendo anche chiarimenti al Comune. Poi ci sarà il tempo necessario per le controdeduzioni. Il ricorso così arriverà al Consiglio di Stato che si dovrà esprimere definitivamente”.
Un tempo che potrebbe essere lungo, dal punto di vista burocratico, ma Cerini precisa “Abbiamo chiesto in via precauzionale la sospensiva delle delibere che istituiscono l’APU e su questa parte il Ministero si dovrà esprimere abbastanza velocemente, anche perché l’unico atto valido che rispetta la normativa è l’istituzione della ZTL che facemmo nel 2002, quando ero assessore al comune di Velletri” . afferma Cerini.
“La sospensiva è stata chiesta per danni irreparabili e per la possibilità che questa situazione possa provocare delle speculazioni a danno dei commercianti e dei proprietari dei locali” Aggiunge Cerini che spiega meglio il concetto
“Molti commercianti hanno fatto degli investimenti quando il centro storico era regolato dalla ZTL, con l’accesso in determinate fasce orarie. L’istituzione dell’APU fatta senza il rispetto dei criteri previsti dalla normativa, ha generato dei danni sia ai commercianti che avevano fatto gli investimenti sia ai proprietari dei locali ed oggi vista la situazione di crisi che si è generata anche per via di queste decisioni, chi vuole vendere è costretto a “svendere” e questa situazione potrebbe attirare speculatori non proprio raccomandabili.”

La sospensiva farebbe riattivare la ZTL che a detta dei ricorrenti e di Gianni Cerini sarebbe la soluzione ottimale. “In tutte le città italiane, compresa la Capitale esistono le ZTL, soprattutto nei centri storici e ce l’avevamo anche a Velletri. La ZTL consentiva a tutti di transitare dalle 7 alle 10 e dalle 14 alle 17 e negli altri orari l’area era pedonalizzata ed inoltre si consentiva di parcheggiare nelle ore di chiusura. La ZTL permetteva ai cittadini di passeggiare, ai commercianti di fare il proprio lavoro”
Secondo Cerini l’istituzione dell’APU è un atto complesso che necessita delle valutazioni approfondire, anche rispetto agli eventuali danni procurabili dall’istituzione dell’ Area Pedonale Urbana “Valutazioni che sia la giunta Pocci che la giunta Cascella non hanno fatto”
“Nel 2002 l’istituzione della ZTL fu proceduta dalla realizzazione del piano dei parcheggi e dallo studio del traffico e della mobilità . Furono installati i sensori e fatto un lavoro di analisi dei flussi, insieme ad esperti del settore e all’università . Un lavoro che durò un anno. ” Ricorda Cerini.
“Ogni momento della giornata era monitorato e si poteva sapere esattamente come e quale era il flusso del traffico. Queste indicazioni portarono alla realizzazione del piano dei parcheggi che prevedeva la realizzazione di 9100 posti intorno al centro storico di cui circa 1000 posti vennero fatti, tra il 2002 e il 2004 ed il traffico veniva regolato, in centro dalla ZTL. Tutto questo lavoro venne discusso e approvato dal consiglio comunale, unico organo deputato dalla normativa a deliberare sulle linee strategiche della città ”
Poi però quel piano dei parcheggi è rimasto nei cassetti del palazzo comunale.
“Vennero realizzati i parcheggi volsci 1 e Volsci 2, quello al nodo di scambio e in zona 167. IL parcheggio – aggiunge Cerini – è un diritto come è un diritto la mobilità ed un cittadino deve sapere che arrivando in città potrà parcheggiare. Invece oggi molti cittadini non vengono in città perché costretti a fare continui giri alla ricerca di un parcheggio.“
Secondo Cerini proprio questo genera l’allontanamento dei cittadini dal centro storico con le ripercussioni sul commercio “Non essendoci parcheggi i cittadini soprattutto quelli che risiedono fuori Velletri, si spostano altrove”
Non manca anche una vena polemica “Oltre alla mancanza di parcheggi assistiamo anche ad un modus operandi dei vigili che faccio fatica a comprendere. In alcune zone multe a gogò, mentre in altre aree della città , anche in presenza di divieto di sosta, le macchine restano parcheggiate senza che venga elevata una sola multa, basta vedere cosa accade in via Metabo e in via Borgia, tanto per citare due situazioni” Dice Cerini che critica anche la scelta dei progetti PNRR
“I progetti sulla viabilità e parcheggi sono finanziabili dalla Comunità Europea e si è persa l’occasione con il PNRR di completare quel piano dei parcheggi. Invece dei 400 posti auto dietro all’ospedale si poteva realizzare il parcheggio previsto nel piano di 1000 posti auro, realizzare il multipiano in piazza donatori del sangue, con la riqualificazione del giardino e del belvedere, realizzare il parcheggio di via Pia, preservando gli alberi esistenti e il parcheggio nell’ex area Milleluci. Solo questi tre parcheggi avrebbero portato nel centro storico 1826 posti macchina” Aggiunge Cerini
“Invece si stanno spendendo soldi per rifare piazza Cairoli, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti, il mercato coperto e la piscina. Mi domando chi mai riuscirà a gestire una piscina visti gli alti costi di gestione. Registro una involuzione tecnica ed amministrativa e il PNRR è diventata una occasione persa per la città ” Sottolinea Gianni Cerini.
Insomma l’obiettivo è tornare alla ZTL e fare i parcheggi. “L’APU e le modifiche del traffico che si vogliono fare e che riguardano anche via Bruno Buozzi, sono illegittime perché per fare una modifica c’è bisogno di rispettare la normativa. Bisogna fare uno studio, affidare incarichi a professionisti esperti a società specializzate all’università e sono processi che durano almeno un anno e non possono essere invece licenziati in poche settimane.” Conclude Gianni Cerini.


