Sono passati quattro mesi dal 9 novembre scorso, dal crollo del ponte di via Ponte di Ferro a Velletri. Da quel momento per le 8 famiglie che vivono in questa zona della città è iniziato un calvario che sembra ancora lungo dal terminare.

Dopo il crollo la strada è stata ovviamente chiusa al traffico e per consentire ai cittadini di raggiungere Velletri si è resa necessaria una ordinanza sindacale, per far transitare le macchine all’interno di alcune proprietà private.
L’ordinanza sindacale stabilisce che il transito è consentito dalle 6 del mattino alle 22 serali. Fin qui l’emergenza. Subito dopo però è iniziato il calvario dei cittadini che oggi, rivolgendosi a laspunta.it, hanno espresso tutto il loro disappunto per una situazione che sta diventando insostenibile.

Infatti dopo un primo incontro con il Sindaco, era stato loro assicurato la messa in sicurezza urgente del luogo e l’intervento di una ditta incaricata dal Sindaco, con la clausola della somma urgenza, con tanto di determina la n. 2019 del 29 dicembre nella quale veniva indicata la ditta che avrebbe dovuto iniziare i lavori a metà gennaio. Cosa che non si è mai avverata. I cittadini hanno inoltrato ben tre PEC al sindaco e al dirigente, senza ricevere risposta, tanto che una delegazione si è recata in comune per capire cosa stesse accadendo.
I lavori previsti subito dopo la befana non sono mai cominciati mentre il ponte è definitivamente crollato, nella giornata del 24 gennaio, portando con se i fili della luce e la rottura della tubazione idrica. Enel ed Acea sono intervenuti per ripristinare “al volo” luce ed acqua potabile, ma nel frattempo le prime indicazioni del sindaco si sono scontrate con una realtà dei fatti diversa.
Nel successivo incontro con il dirigente del comune, architetto Candidi, svoltosi il 13 febbraio, lo stesso ha comunicato ai cittadini che la ditta incaricata con l’ordinanza del sindaco non avrebbe fatto i lavori e che si sarebbe dovuto provvedere alla redazione di un progetto e alla individuazione di una ditta per la realizzazione dell’opera, tramite una gara, fermo restando la reperibilità delle risorse, che a detta del dirigente sono già state accantonate. Il tutto, dal racconto dei residenti si sarebbero dovuto concludere entro 15 giorni. Ma niente di tutto ciò si è concretizzato.

Nel frattempo a seguito del crollo del ponte a gennaio, nel fosso sottostante, che ha ripreso il suo corso naturale, sono caduti i resti della sede stradale, le vecchie transenne, alberi e detriti vari.
Nell’incontro è stato fatto presente dai residenti che oltre al disagio per la strada chiusa, stava diventando problematico il transito nelle proprietà private, per via delle buche che nel frattempo si erano create per via delle forti pioggie cadute ed hanno proposto la realizzazione di un bypass stradale nella proprietà adiacente al ponte per consentire di uscire su via Ponte di Ferro liberando così i privati che avevano concesso il transto nelle loro proprietà.
Il dirigente Candidi avrebbe anche assicurato che entro il 20 febbraio il comune sarebbe intervenuto per realizzare questo stradello per evitare di continuare a passare nelle prorietà private. Un sopralluogo è stato fatto, ma ad oggi tutto è rimasto come prima. Nessun bypass stradale promesso entro il 25 febbraio è stato realizzato. Anche questo impegno è stato disatteso.
Cresce quindi la rabbia ed anche la frustrazione per una situazione che ad oggi sembra proprio lontana dall’essere risolta.

“Ci sentiamo presi in giro – hanno dichiarato i residenti – da quello che doveva essere un intervento d’urgenza adesso pare che si dovranno appaltare dei lavori e non si sa entro quanti mesi verranno realizzati, con il rischio che questa situazione resti così per molti altri mesi ancora”.
E’ evidente che il disagio cresce. Le persone debbono andare a lavorare, ci sono anziani che necessitano di cure, giovani che stanno limitando la loro socializzazione per l’ordinanza sindacale che impone il transito solo in una determinata fascia d’orario. Il crollo del ponte non signfica solo rendere difficile recarsi a Velletri, ma rischia di trasformare in isolamento le persone che ci vivono a ridosso.
“Qui abitano persone anziane, una di 98 anni, che necessitano di assistenza, di cura ed ovviamente questa situazione sta diventando difficile da gestire” Aggiungono i residenti.
Senza contare il disagio estremo dei proprietari che hanno concesso il transito nelle loro proprietà e che adesso però cominciano a mostrare segni di nervosismo. “Non abbiamo nulla contro le famiglie che abitano dopo di noi e che sono costrette a passare qui – dice uno dei proprietari – ma è assurdo che il Comune si comporti in questo modo. Spendono soldi per feste e festicciole e dimenticano le vere urgenze dei cittadini” .
“Giorni fa sono passati qui una bidoniera e un autospurgo ed hanno dovuto fare diverse manovre per non rimanere incastrate” Ha affermato un altro dei proprietari che hanno concesso il transito.
“La situazione sta diventando insostenibile per chi vive al di la del ponte e per noi e se il comune non accelera nella realizzazione del nuovo ponte va a finire che questa strada la chiudiamo” ha detto un altro dei proprietari visibilmente infastidio da questa situazione.
Un ponte realizzato a metà degli anni 70 a Velletri e che non sarebbe mai stato oggetto di manutenzione in tutti questi anni e che potrebbe essere stata una delle cause del crollo. Nel mentre la zona si è urbanizzata ed il transito sul ponte è aumentato come il transito di mezzi pesanti, soprattutto gli autospurgo che periodicamente debbono svuotare le fosse settiche delle abitazioni, visto che non è possibile realizzare un allaccio in fogna per via delle differenza di quote del terreno.
Da come si sta mettendo la situazione occorrerà aspettare la pubblicazione della gara e la sua assegnazione per vedere l’avvio dei lavori. Se tutto va bene, la strada di via di Ponte di Ferro non verrà riaperta prima dell’autunno prossimo. Una attesa che rischia di compromettere la vivibilità dei cittadini della zona, oltre che la pazienza.
Ha collaborato Gabriele Silardi


