Quello del mercato coperto di Velletri, meglio conosciuto come il mercato di piazza Metabo, rischia di passare alla cronaca come uno dei cantieri PNRR più controversi della città . I lavori dovano durare 80 giorni, sono passati due anni e la fine di questo lavoro ancora non si vede.
O meglio la struttura così come la vedete in foto è finita, almeno da progetto PNRR. Restano però da finire i lavori di completamento dei box che dovrebbe completarsi, il condizionale è d’obbligo, entro gennaio del prossimo anno. Successivamente il comune dovrebbe mettere a bando tutti gli spazi interni ricavati e alla fine del bando assegnarli ai proprietari.

Il ritardo nei lavori e le incertezze per il futuro destano però preoccupazione tra gli operatori del mercato che ormai sono alla terza generazione. Per lo più ragazzi giovani tra i 30 e 40 anni che hanno rilevato le attività che erano dei genitori e prima ancora dei loro nonni, che oggi stanno lavorando, non senza difficoltà e vivono questo progetto, che avrebbe dovuto dare loro nuova visibilità , con una crescente ansia, legato proprio al futuro.
I costi del Progetto
Intanto va detto che i lavori del mercato coperto sono stati aggiudicati per 698.463 euro, come riportato nel cartello esposto, il progetto prevedeva il rifacimento della pavimentazione, le opere fognarie e la sola intelaiatura di alluminio per la delimitazione dei box e il restyling di piazza Metabo.
Lavori che però invece di 80 giorni per tutta l’area mercatale, sono stati eseguiti in due anni con il mercato che di fatto è ancora un cantiere aperto, anche se transennato. Gli oltre 600 mila euro prevedevano anche il resyling della piazza che è stata completata, anche se formalmente ancora non è stata aperta al pubblico.
Ma i costi del mercato sono già lievitati, perchè l’amministrazione comunale guidata dal sidnaco Ascanio Cascella, visti i ritardi che si sono accumulati e le crescenti lamentele, legittime, degli operatori, ha provveduto a completare la prima parte dei box per eseguire delle assegnazioni provvisorie. Questo ha comportato un esborso per le casse comunali, quindi con i soldi dei cittadini di oltre duecento mila euro.
Tra lavori di sistemazione complementari e spese tecniche, nell’ultima variazione di bilancio votata in consiglio comunale, sono stati spesi 225 mila euro. Per il completamento dell’opera molto probabilmente, se ne dovranno spendere altrettanti.
Un’altra situazione che lascia qualche perplessità è proprio il progetto in se, molto diverso da quello messo in gara. A detta degli operatori del mercato e anche di alcuni consiglieri comunali, sarebbero intervenute delle prescrizioni da parte della Soprintendenza che hanno comportato a modifica del progetto originario.
Se tutto va bene, per avere il nuovo mercato, con un progetto modificato e senza la vocazione di stret food si spenderanno oltre un milione di euro, secondo le stime. Forse un po troppo.

Come sarà il nuovo mercato
Molto probabilmente non ci sarà l’area che originariamente era destinata allo strett food, per il fatto che i box che sono stati previsti sarebbero addirittura minori a quelli presenti prima dei lavori di ristrutturazione.
Questo è un problema, visto per esempio che in questa prima fase dei lavori, un operatore commerciale era stato allocato dentro un camion frigo, perchè non era stato predisposto il box necessario ad ospitarlo. Tutti costi che sono stati sostenuti dal Comune ed a questo punto è lecito domandarsi questi maggiori costi da cosa siano stati generati, come anche il rimborso previsto sul fatturato per un altro operatore commerciale, oramai chiuso da due anni.
Il nuovo mercato dunque prenderà forma dopo ottobre, quando verranno deliberati i progetti definitivi degli spazi, con il contributo, si spera, degli operatori commerciali. Poi ci sarà il bando per l’assegnazione che con la Direttiva Bolkestein deve essere aperta a tutti, non solo agli operatori mercatali. E qui nascono le preoccupazioni degli operatori che rischiano di vedere vanificati i sacrifici di tre generazioni.

Le richieste degli operatori del mercato
Nonostante le preoccupazioni, gli operatori stanno continunando ad investire nelle loro attività , nonostante le difficoltà che i nuovi box presentano. Nei box delle pescherie, manca la possibilità di far defluire correttamente l’acqua, tanto che ristagna e costringe gli operatori ad ingegnarsi per far defluire l’acqua. La concezione di questi box non ha tenuto conto di uno spazio aperto e delle griglie di raccolta dell’acqua e la dovuta pendenza.
Negli altri box la vivibilità è poco agevole, visto che non potendo occupare spazie esterni la merce deve restare all’interno togliendo spazio proprio alla vivibilità del box stesso. Eppure a guardare bene ci sono ben 9 metri di spazio tra il blocco centrale e i box delle pescherie, oggi occupato dai banchi provvisori, che successivamente non dovrebbero esserci più. Spazi che potevano essere gestiti diversamente probabilmente.
“Quello che noi chiediamo adesso è trovare una soluzione per i parcheggi. Su viale regina Margherita si è liberato il trattto che prima era destinato a disco orario, abbiamo chesto all’assessore Quattrocchi un interessamento ma ad oggi non abbiamo riceevuto risposta” ci hanno detto gli operatori del mercato.
Lementele anche per la pulizia del mercato. La nuova pavimentazione necessita di essere lavata, come accadeva prima, ma ultimamente si sono registrate delle problematiche. “La pavimentazione va lavata, così come le cassette, soprattutto del pesce, debbono essere ritirate e non possono restare per più giorni. Anche i bidoni andrebbero lavati, soprattutto adesso che fa molto caldo.” aggiungono gli operatori del mercato.

Ed infatti avvicinandosi alla zona di raccolta dei rifiuti è palpabile un olezzo abbastanza fastidioso. Anche qui la Volsca ambiente è chiamata in causa. Precedentemente il mercato veniva sanificato ogji fine settimana, una macchina pulitrice veniva utilizzata per lavare i pavimenti, tutte operazioni che adesso non vengono fatte.
C’è poi il tema dei costi per l’utilizzo degli spazi. Oggi gli operatori pagano in base agli spazi utilizzati, ma di fatto con la ristrutturazione in atto, buona parte degli spazi sono stati, necessariamente ridimesionati. “Abbiamo chiesto all’amministrazione di venirci incontro visto che paghiamo per degli spazi che non abbiamo e di creare un meccanismo di compensazione, ma ci è stato risposto che non è possibile” Hanno dichiarato gli operatori, anche perchè una volta completato il mercato gli spazi potrebbero non bastare ad ospitare i 17 operatori commerciali presenti oggi nell’area del mercato.
Resta un ulteriore problema non di meno conto, ovvero la mancanza di un accesso dedicato per le persone con problemi di deambulazione o i diversamente abili. Non c’è un accesso, che sarebbe previsto da piazza Metabo che però adesso è chiusa. Poteva bastare inserire una rampa di accesso dalle scalette su viale regina Margherita? Ma nessuno ci ha pensato, nonostante le segnalazioni degli operatori del mercato.

A questo punto, tante ombre e poche luci per gli operatori del mercato che però, visto la loro giovane età non vogliono perdersi d’animo “Sono tre generazioni che lavoriamo qui, vorremmo poter continuare a lavorare al mercato, possibilmente poter sviluppare il nostro lavoro per il quale stiamo investendo, vorremmo solo essere ascoltati e sostenuti“






