È scontro sulla vendita di legname a Cori. I consiglieri comunali Germana Silvi ed Evaristo Silvi contestano il nuovo avviso pubblicato dall’Amministrazione comunale per la vendita del materiale legnoso proveniente da alcune particelle forestali e chiedono che la procedura venga annullata in autotutela.
La vicenda riguarda le particelle forestali interessate dal taglio di fine turno e dagli interventi di dirado. Un precedente procedimento era stato avviato nel 2025 e, secondo quanto riferito dai due consiglieri, l’asta si era conclusa senza offerte.
L’Amministrazione comunale ha successivamente pubblicato un nuovo avviso per la vendita del materiale legnoso relativo alle particelle forestali interessate. È proprio su questo nuovo procedimento che si concentrano le contestazioni dell’opposizione.


Silvi: “Il procedimento presenta molte irregolarità”
Secondo Germana ed Evaristo Silvi, il procedimento del 2025 sarebbe stato impostato in maniera non corretta. I consiglieri sostengono che la vendita del materiale legnoso fosse stata classificata come “servizio” e che, sulla base di tale impostazione, fossero stati applicati incentivi tecnici con la contestuale nomina del DEC.
«Per le stesse particelle si era già tentato la vendita del legname un anno fa, ma l’asta andò deserta», affermano i consiglieri, che definiscono problematiche sia la precedente procedura sia quella attualmente in corso.
Per i due esponenti politici, il nuovo avviso presenterebbe infatti ulteriori elementi di criticità.
Il nodo della modalità di presentazione delle offerte
Una delle principali contestazioni riguarda la modalità prevista per la presentazione delle offerte.
Secondo Germana ed Evaristo Silvi, l’avviso stabilisce la presentazione della documentazione in formato cartaceo, mentre, a loro giudizio, la procedura avrebbe dovuto essere gestita attraverso la piattaforma digitale in dotazione al Comune.
I consiglieri richiamano in particolare gli obblighi previsti dal Codice degli Appalti in materia di digitalizzazione delle procedure e contestano il riferimento al Regio Decreto del 1924 contenuto nell’impostazione dell’asta.
«Questo è un obbligo del Codice degli Appalti diventato inderogabile dal gennaio 2024», sostengono Silvi, secondo i quali il richiamo alla normativa del 1924 non sarebbe sufficiente a garantire le esigenze di trasparenza delle procedure amministrative.
“Date errate nella documentazione”
Un’altra contestazione riguarda le date riportate nella documentazione.
I consiglieri segnalano infatti la presenza di riferimenti temporali che, a loro giudizio, renderebbero incoerente la documentazione dell’avviso. In particolare, sostengono che in alcuni atti sia ancora indicato un termine per la presentazione delle offerte riferito al novembre 2025.
Per Germana ed Evaristo Silvi si tratterebbe di un ulteriore elemento che renderebbe necessario intervenire sulla procedura.
«Insomma, l’Avviso è un vero e proprio “pasticcio” e per le gravi irregolarità che presenta andrebbe annullato in autotutela, come abbiamo richiesto», affermano i consiglieri.
Il confronto sul Piano di Assestamento Forestale
La contestazione si estende anche al Piano di Assestamento e Gestione Forestale, il documento che disciplina la gestione del patrimonio boschivo comunale.
Secondo i consiglieri, una delle particelle inserite nell’avviso per il diradamento risulterebbe destinata, nel nuovo PGAF, alla produzione di crediti di carbonio certificati.
Silvi contestano quindi la coerenza tra quanto previsto dal Piano e la procedura di vendita avviata dall’Amministrazione, sostenendo che sarebbe stata introdotta una modifica rispetto alle destinazioni previste dal PGAF prima dell’esame e dell’eventuale approvazione da parte della Regione Lazio.
È un punto sul quale i due consiglieri chiedono chiarezza, collegando la questione dell’avviso alla più ampia discussione sulla gestione del patrimonio forestale di Cori.
Critiche anche sulla gestione del PGAF
Nel mirino dell’opposizione finisce quindi anche il percorso che ha portato all’approvazione del Piano di Assestamento e Gestione Forestale.
Germana ed Evaristo Silvi sostengono che il documento, composto da circa 600 pagine oltre agli allegati, non sarebbe stato adeguatamente discusso prima dell’approvazione in Consiglio comunale.
I consiglieri ricordano inoltre che il piano è stato finanziato con circa 70mila euro attraverso fondi PNRR e contestano i tempi con cui la documentazione sarebbe stata messa a disposizione dei consiglieri.
Secondo la loro ricostruzione, la discussione in Commissione sarebbe stata convocata a ridosso della seduta consiliare, senza lasciare un tempo sufficiente per un esame approfondito della documentazione.
«A nulla è valsa la richiesta di avere il tempo per la sua analisi: si è andati in Consiglio e la maggioranza lo ha approvato», affermano.
“Un’altra occasione perduta per il patrimonio boschivo”
Per Germana ed Evaristo Silvi, la nuova procedura per la vendita del legname rappresenterebbe quindi anche la conseguenza di una gestione che, a loro giudizio, non avrebbe consentito una discussione adeguata sul futuro del patrimonio forestale comunale.
I consiglieri chiedono l’annullamento dell’avviso e contestano alla maggioranza guidata dal sindaco De Lillis di aver approvato il PGAF senza un confronto sufficientemente ampio.
«Ora questo Avviso d’asta che va annullato è anche la riprova che nessuno sa cosa contenga il PGAF, un piano regolatore non condiviso, né partecipato e, soprattutto, sconosciuto alla stessa Amministrazione», sostengono.
La vicenda della vendita di legname a Cori riporta così al centro del confronto politico la gestione delle aree boschive comunali, le modalità di valorizzazione del patrimonio forestale e le procedure amministrative adottate per la vendita del materiale legnoso.
Per i consiglieri Silvi, il nuovo avviso rappresenta «un’altra occasione perduta di valorizzazione del nostro patrimonio boschivo».
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