Non ci sono parole per descrivere la situazione a dir poco disastrosa del complesso immobiliare di via Fellini a Pomezia. Un enclave dove fanno fatica anche le forze dell’ordine ad inrtervenire. 539 nuclei familiari “deportati” dal Comune di Roma in questi palazzi di Pomezia e li abbandonati. Pur avendo la residenza a Pomezia e pur votando a Pomezia, queste persone sono abbandonate anche dall’aamministrazioe comunale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. A riaccendere i riflettori su questa zona della città, i colleghi di Canale10.

Una situazione indegna, un pastrocchio amministrativo che pagano le persone che vivono li e che pagano tutti i cittadini di Pomezia. Non si capisce chi debba pulire, chi debba raccolgiere l’immondizia. Certo questa è una zona non facile socialmente, dove la microcriminalità prende il sopravvento, ma l’abbandono, trascurare questo complesso ha portato a questo risultato.
Lo spiega la consigliera Eleonora Napolitano che a margine di quanto sta avvenendo ha ricostruito la vicenda di via Fellini. “Quello che sta succedendo oggi in via Fellini non è una sorpresa. Nell’𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟑 avevo presentato una mozione per chiedere un tavolo permanente con Roma Capitale sulla messa in sicurezza delle 539 unità immobiliari di sua proprietà a Pomezia.” Dice Napolitano.
“Nel 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟒 con un’interrogazione, con foto alla mano, avevo già documentato l’accumulo di rifiuti e ottenuto come risposta dall’allora Vicesindaca e Assessora all’Ambiente Francesca Vittori un impegno a lavorare in modo strutturato in sinergia con il Comune capitolino. Dichiarava Vittori nel 2024: “La situazione non deve ripetersi in modo ciclico”. Ne era seguita una bonifica.” Prosegue la consigliera comunale
“Due anni dopo, ciclica lo è stata. Non serve la sceneggiata dell’indignazione a intermittenza: serve capire perché un accordo annunciato come definitivo non ha retto nemmeno due anni, e chi doveva controllare che reggesse.” Aggiunge Napolitano
“Ho ripresentato un’interrogazione per chiederlo formalmente alla Sindaca e alla Giunta perché le cittadine e i cittadini di via Fellini non hanno bisogno di essere riscoperti ogni volta che fa notizia; hanno bisogno che qualcuno tenga il punto anche quando i giornalisti se ne vanno.” Ha concluso Napolitano.

Ma di chi sono queste case?
Questi palazzi sono di prorietà dell’Ater della Provincia di Roma. Oggi ridotti ad una vera e propria discarica sociale e ambientale. “Una bomba a orologeria abbandonata dallo Stato e calpestata da chi dovrebbe amministrare.” Sottolinea la pagina social L’Altra Pomezia.
Una vicenda controversa che va ben oltre l’immaginario. Un pastrocchio per il quale il comune di Roma manda a Pomezia in questi stabili gli “sfrattati” di Roma. Le case vanno all’Ater, le persone che vi arrivano sono di Roma, le rogne che ne scaturiranno dovrebbero essere gestite dai due Comuni, invece Roma se ne dimentica, Pomezia si guarda bene ad intervenire. Questo il risultato.
In dieci anni circa non c’è stata la possibilità, o per meglio dire la volontà politica, di trovare un accordo per definire compentenze ed oneri. E quando non c’è controllo, quando non si capisce chi debba intervenire, in una zona socialmente fragile, il rischio che si trasformi in una terra di nessuno è concreto, come infatti è accaduto.
Le immagini sono eloquenti e come giornale ne parlammo più di un anno fa, raccontando i rifiuti che non venivano raccolti e la presenza di ratti che giravano ovunque. Oggi è la stessa cosa, rifiuti, palazzi fatiscenti, insicurezza.
Ma c’è di più. I garage sono chiusi, sigillati, dentro e fuori topi che scorrazzano liberamente e quando piove i liquami risalgono dalle fogne nelle palazzine. Va anche sottolineato come in questo enclave dimenticato da tutti, vivono 539 nuceli familiari, molti in situazioni di difficoltà, famiglie fragili, famiglie problematiche, ma anche tante famiglie di lavoratori, di gente normale che ogni giorno deve fare i conti con questo degrado assoluto.
Questo è un problema che va affrontato e risolto in maniera definitiva. L’amministrazione comunale e il sindaco Felici hanno la responsaabilità di trovare una soluzione, visto che altri sindaci che si sono succeduti non l’hanno fatto.
Ne va della dignità di queste famiglie, ne va della dignità di tutta Pomezia.






