La vicenda della villa abusiva a Cori torna al centro del confronto politico. Germana Silvi ed Evaristo Silvi chiedono all’Amministrazione comunale di fare chiarezza sullo stato dei procedimenti relativi all’immobile realizzato, secondo quanto riportato nel comunicato, al posto di una falegnameria.
La minoranza, in una nota, torna a sollevare interrogativi sulle conseguenze amministrative delle vicende giudiziarie che hanno interessato la costruzione e sulle iniziative che il Comune avrebbe intrapreso dopo le sentenze.
La posizione sulla responsabile dell’urbanistica
Nel comunicato, Germana Silvi ed Evaristo Silvi affermano che, a seguito dell’avviso di garanzia ricevuto dalla responsabile comunale dell’urbanistica, “non risulta che siano stati assunti provvedimenti, neanche spostare la succitata Responsabile ad altro incarico, per motivi cautelativi”.
Secondo i firmatari, il mantenimento degli incarichi urbanistici in capo alla stessa responsabile “non rappresenta una garanzia di rispetto della terzietà e della legalità”, richiamando quanto evidenziato dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio.


Le dimissioni dalla Presidenza del Consiglio comunale
Un altro passaggio del comunicato riguarda le conseguenze politiche della vicenda. La minoranza ricorda le dimissioni dell’allora presidente del Consiglio comunale, moglie del proprietario dell’immobile.
“Direttamente coinvolta nella vicenda, perché trasferì nella Villa la propria residenza, in assenza di tutti i requisiti”, scrivono Germana ed Evaristo Silvi, aggiungendo che la consigliera avrebbe comunque mantenuto le deleghe assegnate, “soprattutto quella alle attività produttive”.
Le sentenze e la richiesta di chiarimenti
Il punto centrale dell’intervento riguarda ora gli effetti dei procedimenti giudiziari. La minoranza richiama la sentenza penale del Tribunale di Latina, pubblicata il 7 agosto 2025, e la sentenza del TAR Lazio del 20 febbraio 2026.
Secondo quanto riportato nel comunicato, la sentenza penale, pur riconoscendo la prescrizione del reato per decorrenza dei termini, avrebbe riconosciuto l’esistenza dell’abuso edilizio e disposto la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite al passaggio in giudicato della sentenza.
La minoranza richiama inoltre la decisione del TAR Lazio del 20 febbraio 2026, che avrebbe respinto il ricorso del proprietario contro l’ordinanza del Comune di Cori relativa alla demolizione e al ripristino dei luoghi.
Nel comunicato si afferma inoltre che il TAR avrebbe trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina “per la valutazione dell’eventuale rilevanza penale dell’operato e delle omissioni di vari soggetti dell’Amministrazione Comunale“.
“Perché non si procede alla demolizione o alla confisca?”
È questa la domanda posta dalla minoranza. Germana ed Evaristo Silvi sostengono che i termini per eventuali impugnazioni delle due sentenze “sembrerebbero decorsi” e chiedono quindi di conoscere se siano stati presentati eventuali ricorsi alla Corte d’Appello o al Consiglio di Stato.
Nel caso in cui non fossero stati presentati ricorsi, secondo i firmatari, “l’Amministrazione comunale dovrebbe procedere con la confisca o con l’ottemperanza alla propria ordinanza di demolizione, ripristinando lo stato dei luoghi, nonché con l’applicazione delle sanzioni pecuniarie previste”.
Si tratta, dunque, di una richiesta di chiarimento sullo stato degli atti e sulle iniziative concretamente assunte dall’Amministrazione comunale.
Il riferimento al Consiglio di Stato
La minoranza richiama anche quanto affermato dal sindaco De Lillis durante un Consiglio comunale straordinario convocato su richiesta dell’opposizione.
Secondo il comunicato, il sindaco avrebbe dichiarato che, qualora il proprietario avesse presentato ricorso al Consiglio di Stato, “l’Amministrazione comunale si sarebbe costituita in giudizio“. I firmatari sostengono tuttavia che “non risulta alcuna costituzione in giudizio da parte dell’Ente”.
Presentata un’interrogazione
In assenza, secondo la minoranza, di informazioni e atti pubblici sufficienti a chiarire la situazione, Germana Silvi ed Evaristo Silvi annunciano di aver presentato un’interrogazione consiliare.
L’obiettivo dichiarato è “conoscere lo stato delle cose e le eventuali azioni intraprese dall’Amministrazione”.
I due esponenti dell’opposizione concludono collegando la vicenda della villa abusiva a Cori a una più ampia richiesta di trasparenza sulla gestione del settore urbanistico e, in particolare, sulle procedure relative agli abusi edilizi.





