Si svolgerà venerdì 14 novembre presso il Fornaci Village Dream Cinema di Frosinone un convegno promosso dall’UGL Frosinone per discutere l’inclusione della provincia nella Zona Economica Speciale (ZES) e le conseguenze dei criteri applicati per l’ammissione.
L’iniziativa è stata presentata dal Segretario Provinciale UGL Frosinone, Enzo Valente, che sottolinea come questo appuntamento sia “una giornata importante per l’intero territorio”.
L’attenzione sarà focalizzata sui parametri socio-economici adottati per l’accesso alla ZES. Secondo Valente, “il criterio di ammissione basato su indicatori socio-economici valutati a livello regionale sia scorretto e penalizzante“.
Valente evidenzia il peso che Roma ha nel calcolo del PIL medio del Lazio, affermando che “il PIL medio del Lazio è drogato dai dati di Roma e questo impedisce l’inclusione delle province del sud, Latina e Frosinone, che, se valutate singolarmente, avrebbero invece i requisiti di difficoltà economica”.
La UGL sottolinea la necessità di un’azione condivisa e di una maggiore coesione tra le realtà locali. “Per questo intendiamo accendere i riflettori sulla necessità di rilanciare con forza una richiesta unitaria e condivisa. Abbiamo messo nello stesso tavolo le forze politiche ed economiche del territorio perché occorre fare squadra per dare forza alle nostre richieste”, ha spiegato Valente.
Il convegno, che prenderà il via alle ore 15, mira a incentivare il dibattito intersettoriale e a catalizzare attenzione verso le problematiche di sviluppo di Frosinone e del basso Lazio, auspicando una revisione dei criteri che determineranno l’ammissione alle ZES e, di conseguenza, alle opportunità di sostegno economico.
La partecipazione delle principali forze politiche ed economiche locali testimonia l’urgenza del tema e l’intenzione di promuovere una strategia concertata per il rilancio del territorio.

Valentina Grippo
Nel frattempo i deputati di Azione, Valentina Grippo ed Elena Bonetti hanno presentato un Ordine del Giorno al Governo proprio sulla inclusione nella ZES dei comuni del basso Lazio.
Secondo le deputate, questa esclusione ha creato “una distorsione competitiva tra aree contigue”, dove imprese che operano nelle stesse filiere – come quella dell’automotive o della logistica – si trovano ora a competere con condizioni fiscali e burocratiche differenti.
Il Lazio meridionale, ricordano Grippo e Bonetti, ospita un ecosistema formativo e industriale di rilievo nazionale, con l’ITS Meccatronico del Lazio, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICAS) e diversi poli tecnologici e laboratori legati alla manifattura avanzata.
Un sistema che, se adeguatamente valorizzato, potrebbe favorire reskilling e upskilling rapidi, attrarre nuovi investimenti e sostenere la transizione verde e digitale delle imprese.

Richiesta al Governo: “Estendere la ZES alle aree cuscinetto”
Con l’ordine del giorno, le deputate impegnano il Governo a:
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valutare l’estensione dei benefici ZES alle cosiddette “aree cuscinetto”, ovvero ai territori contigui alle regioni già incluse, come il Lazio meridionale;
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mappare, insieme alla Regione Lazio e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le aree sub-regionali più colpite dalla crisi industriale e dalla perdita occupazionale, definendo misure coordinate per la reindustrializzazione e la riconversione produttiva;
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valorizzare le strutture formative del territorio (ITS Meccatronico e UNICAS) come infrastrutture abilitanti per la transizione industriale;
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verificare la possibilità di aggiornare l’area di crisi industriale complessa di Frosinone e del sud pontino, attivando gli strumenti previsti dalla legge 181/1989 (accordi di programma, contratti di sviluppo, incentivi all’occupazione).
Il Governo dovrà riferire alle Commissioni parlamentari competenti entro 90 giorni sugli esiti della valutazione e sulle misure che potranno essere attivate.
La proposta di inclusione dell’area di Frosinone e Latina nella ZES, intende ridare respiro a un territorio duramente colpito dalla crisi del comparto automotive, dalla deindustrializzazione e dalla perdita di attrattività per gli investimenti, che rischia di subire un ulteriore svantaggio competitivo rispetto alle aree limitrofe incluse nella ZES.
Un’azione, sottolineano Grippo e Bonetti, “in linea con i principi costituzionali di uguaglianza sostanziale e di equilibrio territoriale, e coerente con le regole europee sugli aiuti di Stato”.



