L’approvazione da parte del Governo del provvedimento che istituisce la Zona Logistica Semplificata (ZLS) per il Lazio continua ad alimentare un acceso dibattito politico. Se da un lato c’è chi parla di un passo in avanti per le imprese e il sistema produttivo regionale, dall’altro c’è chi considera il provvedimento un “ripiego” rispetto alla mancata istituzione della Zona Economica Speciale (ZES).
A intervenire nel confronto sono Lorenzo Fiorini del PSI, l’UGL Lazio, attraverso il segretario regionale Armando Valiani, e Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione Latina.

PSI: “La montagna ha partorito un topolino”
Durissimo il giudizio del socialista Lorenzo Fiorini (PSI), secondo cui il Governo avrebbe creato un surrogato della ZES:
“Alla fine la montagna ha partorito un topolino. La ZLS può essere istituita solo nelle regioni più sviluppate. Significa che il Lazio non sarà una regione della ZES unica. Fine della commedia.”
Per Fiorini, la ZLS non può in alcun modo compensare la mancata ZES:
- La ZES garantisce defiscalizzazioni, sconti doganali, incentivi agli investimenti e agevolazioni fiscali su larga scala.
- La ZLS, invece, offre soprattutto semplificazioni burocratiche e benefici logistici.
Fiorini si domanda provocatoriamente: “A un investitore conviene investire nel Lazio (ZLS) o in Campania (ZES)?”
E aggiunge che la misura difficilmente potrà incidere sulla crisi industriale del Sud Lazio che riguarda:
- desertificazione industriale
- cassa integrazione
- competitività di Stellantis
- settore farmaceutico tra Frosinone e Latina
- distretto ceramico viterbese
Secondo Fiorini, la Presidente Meloni, pur non avendo mai promesso la ZES, ha mostrato un pragmatismo che la maggioranza regionale non avrebbe dimostrato:
“Detto fatto, ecco la ZLS. Con buona pace di chi da un anno vantava risultati che non sarebbero mai arrivati.”

UGL Lazio: “La ZLS è un risultato importante. Ora avanti verso la ZES”
Diametralmente opposto il giudizio dell’UGL Lazio, che parla di un passo avanti significativo.
Il segretario regionale Armando Valiani sottolinea: “L’istituzione della ZLS rappresenta un risultato importante e atteso, che rafforza la competitività del Lazio.”
Valiani ringrazia la Regione Lazio e il presidente Francesco Rocca per aver sbloccato un iter che era rimasto fermo troppo a lungo. Per il sindacato, la ZLS:
- semplifica le procedure
- offre meccanismi di accelerazione
- aumenta l’attrattività delle aree industriali
- crea nuove opportunità occupazionali
Ma l’obiettivo resta la ZES: “La ZLS è un traguardo importante, ma deve essere lo stimolo per conquistare la ZES, che garantirebbe un quadro di incentivi fiscali molto più forte.”
L’UGL annuncia anche di attendere un incontro con la Regione sui 100 milioni destinati al Consorzio Industriale del Lazio.

Azione: “Meglio di niente, ma non risolve i problemi del Sud Lazio”
Più moderata, ma comunque critica, la posizione di Arcangelo Palmacci, segretario provinciale di Azione Latina:
“Le ZLS sono meglio di niente, ma non sono la ZES per cui ci siamo battuti.”
Palmacci sottolinea che la ZLS offre vantaggi limitati:
- snellimento burocratico
- semplificazioni amministrative
Ma mancano gli elementi più incisivi tipici delle ZES:
- crediti d’imposta
- agevolazioni sugli investimenti
- defiscalizzazione del lavoro
- regimi fiscali speciali per attrarre imprese
Secondo Azione, il rischio è che la ZLS si riveli una misura di facciata: “Utile, sì, ma insufficiente a generare un reale impatto economico e occupazionale.”
Palmacci conclude con un interrogativo politico: “Perché le Marche ottengono una ZES e il basso Lazio no? Forse vengono ascoltate di più dal Governo?”
Il messaggio finale è chiaro: “Lo sviluppo non può essere una concessione a metà. Serve una visione strategica, non il minimo sindacale.”
Il dibattito resta aperto
L’unica certezza, al momento, è che la ZLS smuove entusiasmi e critiche in egual misura.
Resta da capire se le semplificazioni previste riusciranno davvero a incidere sul tessuto produttivo del Lazio o se, come sostengono PSI e Azione, serviranno misure ben più strutturali.


