La prima medaglia d’oro italiana ai Giochi di Milano-Cortina 2026 porta il nome di Francesca Lollobrigida e parla anche castellano. Nata a Frascati, ma cresciuta a Casal de’ Pazzi, in zona Tiburtina, a Roma, l’azzurra ha scritto una pagina storica dello sport italiano dominando i 3.000 metri di pattinaggio di velocità e firmando il nuovo record olimpico con il tempo di 3’54’’28.
Una prova perfetta, costruita giro dopo giro con progressione e controllo, che le ha permesso di staccare la norvegese Ragne Wiklund di oltre due secondi, mentre il bronzo è andato alla canadese Valérie Maltais. Fuori dal podio, a sorpresa, le olandesi, tradizionali potenze della specialità.
Un oro che entra nella storia
Per l’Italia si tratta di un risultato senza precedenti: è la prima volta che il pattinaggio di velocità femminile azzurro conquista l’oro ai Giochi invernali. Un traguardo che proietta definitivamente Lollobrigida nell’élite mondiale della disciplina e che arricchisce la storia sportiva di Frascati, già terra di campioni in diverse discipline.
La gara si è disputata sulla pista allestita nei padiglioni di Rho Fiera Milano, trasformati per l’occasione in un’arena del ghiaccio capace di ospitare una delle prove più attese del programma olimpico. Ed è proprio lì che, al termine della sua prova, Lollobrigida ha lasciato spazio all’emozione: occhi lucidi, tricolore sulle spalle e l’inno di Mameli cantato dal gradino più alto del podio.
Compleanno perfetto
Il successo è arrivato in un giorno speciale: il suo 35° compleanno. Una coincidenza che rende ancora più simbolica un’impresa destinata a restare negli annali. Subito dopo il traguardo, l’abbraccio al figlio sugli spalti ha aggiunto un’immagine potente a una giornata già storica.
Atleta del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare, Lollobrigida conferma anche il ruolo centrale dei corpi militari nello sport italiano di alto livello. Il suo oro ha fatto il giro delle istituzioni e dei social in pochi minuti, diventando il primo grande squillo azzurro della rassegna olimpica.
Per Frascati e per tutto il territorio dei Castelli Romani è motivo di orgoglio: una campionessa cresciuta lontano dalle grandi piste del Nord Europa che, con talento e perseveranza, è riuscita a salire sul tetto del mondo del ghiaccio. E per l’Italia, oltre al valore simbolico della “prima volta”, c’è la consapevolezza di aver trovato una leader capace di aprire una nuova strada anche al femminile in una disciplina storicamente avara di medaglie azzurre.
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