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inSania Fest, a Cori il gran finale con inPride: corteo, cultura e musica per raccontare la salute mentale

Di Redazione • • • Editoriali

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Cori si prepara al gran finale della quarta edizione di inSania Fest, il festival della contronarrazione della salute mentale. Dopo una settimana ricca di incontri, presentazioni, spettacoli, musica e momenti di confronto, il programma entra nelle sue giornate conclusive con due appuntamenti dedicati alla riflessione sulla follia, alla cultura e alla lotta allo stigma.

Il momento più atteso sarà inPride, il corteo-performance in programma domani, sabato 5 settembre alle ore 18, con partenza da piazza Signina. Il percorso attraverserà il centro storico di Cori passando per via della Pace, via della Fortuna, piazza Dante Alighieri, il Tempio di Ercole, piazza Monte Pio e piazza San Giovanni.

La giornata si concluderà con la musica del dj serD.

inPride e il simbolo di Marco Cavallo

L’appuntamento di inPride rappresenta uno dei momenti centrali della manifestazione. Lo scorso anno il festival aveva avuto come ospite speciale Marco Cavallo, la grande scultura azzurra realizzata nel 1973 all’interno dell’ospedale psichiatrico di Trieste diretto da Franco Basaglia.

Alta quattro metri e realizzata in legno e cartapesta, la figura di Marco Cavallo è diventata negli anni uno dei simboli della battaglia per il superamento degli ospedali psichiatrici e per una nuova concezione della salute mentale.

Una settimana tra libri, cinema, teatro e musica

La quarta edizione di inSania Fest ha proposto nel corso della settimana numerosi appuntamenti, affrontando il tema della “follia” da prospettive differenti.

Tra gli incontri più partecipati quello al MUG – Museo Giannini di Latina con Alcide Pierantozzi, autore de Lo Sbilico (Einaudi), organizzato insieme a Letture Agonistiche, la Rete dei Gruppi di Lettura di Latina e Provincia.

Spazio anche al cinema con l’incontro e la proiezione di The Madman Coach, film di Carlo Liberatore, con la sceneggiatura di Valentina Di Tommaso e Santo Rullo.

Il programma ha inoltre affrontato il rapporto tra gli antichi greci e la follia nell’incontro con la professoressa Laura De Angelis, mentre la dimensione teatrale e musicale è stata protagonista del dj set teatrale “Baccanti Rave”, con Alessandro Balestrieri feat. Alektron.

Particolare attenzione ha suscitato anche la mostra “Canti Minuscoli” di Giacomo Doni, dedicata a un epistolario custodito nell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico di Colorno, in provincia di Parma.

Si tratta di lettere, appunti e scritti a mano lasciati da persone internate tra gli anni Trenta e Cinquanta del Novecento e mai arrivati ai destinatari. Un patrimonio di testimonianze rimasto per decenni negli archivi e che la mostra restituisce alla memoria collettiva.

Oggi il vernissage di “Marco Cavallo a Cori”

Il programma prosegue oggi, venerdì 4 settembre, con un pomeriggio e una serata particolarmente ricchi.

Alle 18 è in programma il vernissage della mostra del fotografo pontino Marcello Scopelliti, “Marco Cavallo a Cori”. A seguire si terrà il talk “Marco Cavallo libera tutti”, con Francesca De Carolis, Francesca Miranda Rossi e Daniele Lauri di Radio 32, moderato da Lavinia Bianchi.

Alle 19.30 spazio alla presentazione del libro “Sono schizofrenica e amo la mia follia” (Meltemi, 2024), con l’autrice Elena Cerkvenič.

Il memoir racconta il rapporto dell’autrice con la diagnosi di schizofrenia e il percorso personale intrapreso dopo il ricovero in ospedale psichiatrico. Tornata a Trieste, sua città natale, Cerkvenič affronta un lungo viaggio interiore attraverso il quale impara a convivere con la propria malattia, fino a riconoscerla come parte della propria storia.

Un racconto diretto e senza retorica, nel quale trovano spazio anche la possibilità di una vita piena e la ricerca della felicità. Sullo sfondo c’è Trieste e la rivoluzione culturale e sanitaria legata a Franco Basaglia. L’incontro sarà moderato da Carlo Miccio.

Dal braccio della morte alla pizzica

La serata proseguirà alle 20.30 con Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International, protagonista del talk “Nella Mente di un condannato a morte”, moderato da Lavinia Bianchi.

Alle 21.30 sarà invece la volta di Luigia Berti, professoressa ordinaria di Pedagogia Musicale e Psicologia, e dell’artista e psicologa Silvia Palamara, insieme nel talk “Il morso del ragno”.

A seguire, la musica prenderà il posto delle parole con “La cura dei battiti – dove l’energia della pizzica diventa pura medicina per l’anima”, il concerto dei Folkardìa, con la partecipazione del gruppo Kinetiche, progetto di Armonie del K1 a cura della maestra Eleonora Giorgi.

A chiudere la giornata sarà ancora una volta la musica del dj serD.

Con inPride, domani, il festival si avvia così alla conclusione di una settimana che ha scelto di utilizzare cultura, arte, musica e confronto pubblico per mettere in discussione i luoghi comuni sulla salute mentale e dare spazio a narrazioni differenti della follia.

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