Terracina e le sue periferie, Azione chiede una maggiore attenzione per borghi, frazioni e contrade del territorio. Da Borgo Hermada a La Fiora, da Calcatore a Badino, passando per San Vito, Frasso e Campo Soriano, l’obiettivo è superare una gestione concentrata prevalentemente sul centro cittadino e costruire una programmazione amministrativa capace di garantire servizi e opportunità a tutti i residenti.
A lanciare la proposta è Arcangelo Palmacci, segretario di Terracina in Azione, che richiama l’attenzione sulle esigenze delle numerose comunità che vivono nelle zone periferiche, spesso alle prese con problemi di manutenzione, collegamenti e carenza di servizi.
«Terracina non finisce in centro», è il messaggio al centro dell’intervento politico, che punta a promuovere una visione unitaria della città, nella quale nessun cittadino debba sentirsi dimenticato o considerato di serie B.
Da Borgo Hermada a Campo Soriano: le periferie chiedono attenzione
Secondo Palmacci, accanto alle zone più conosciute e valorizzate della città, come il centro storico, il lungomare e le aree turistiche e commerciali, esiste un territorio più ampio che necessita di interventi programmati e di una presenza costante delle istituzioni.
Nel suo intervento vengono citate numerose località: Calcatore, Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, Frasso, Campo Soriano, Pantani da Basso, San Silviano, Lungo Sisto, Macchia di Piano e Barchi.
Comunità composte da famiglie, lavoratori, agricoltori, giovani e anziani che, secondo il segretario di Terracina in Azione, contribuiscono quotidianamente alla crescita della città, ma che troppo spesso vedono le proprie necessità affrontate soltanto quando un problema diventa motivo di protesta.
La critica riguarda soprattutto un metodo amministrativo che, secondo Palmacci, privilegerebbe gli interventi d’emergenza rispetto a una pianificazione di lungo periodo.
Trasporti, scuole, sanità e sicurezza: le criticità indicate
L’attenzione alle periferie, sottolinea Azione, non può limitarsi alla manutenzione ordinaria di strade, illuminazione pubblica, pulizia e verde. Tra le questioni sollevate figurano anche i trasporti pubblici, la sicurezza stradale, i collegamenti con le scuole, i servizi sanitari e i collegamenti con la stazione ferroviaria di Monte San Biagio.
A questi problemi si aggiungono la necessità di nuovi spazi per i giovani, impianti sportivi e servizi adeguati per la popolazione anziana.
«Il problema, quindi, non è soltanto la manutenzione, ma la qualità della vita», evidenzia Palmacci. Nel documento viene inoltre criticato il ricorso ai social network come principale strumento per ottenere risposte dalle istituzioni. Secondo Azione, i cittadini non dovrebbero essere costretti a trasformare una segnalazione in una protesta pubblica per ricevere attenzione.
La proposta: un Piano pluriennale per periferie e frazioni
La proposta politica di Terracina in Azione è quella di dotare la città di un Piano pluriennale per le periferie e le frazioni. Uno strumento che dovrebbe individuare interventi, risorse economiche, scadenze e modalità di aggiornamento pubblico, consentendo ai residenti di conoscere le opere programmate e verificarne concretamente l’avanzamento.
L’obiettivo è costruire un percorso condiviso con gli abitanti, raccogliendo segnalazioni e proposte per stabilire le priorità di ciascuna zona.
Tra gli interventi indicati:
- Sistemazione e manutenzione delle strade.
- Potenziamento dell’illuminazione pubblica.
- Miglioramento della sicurezza stradale.
- Riqualificazione delle aree verdi.
- Potenziamento dei collegamenti e del trasporto pubblico.
- Recupero degli spazi pubblici e degli impianti sportivi.
- Maggiore attenzione ai servizi per anziani e giovani.
Un programma che, nelle intenzioni di Azione, non dovrebbe rimanere un semplice documento, ma diventare uno strumento concreto di verifica dell’attività amministrativa.
Terracina in Azione apre un canale per le segnalazioni dei cittadini
A sostegno dell’iniziativa, il gruppo di Terracina in Azione, in particolare attraverso il proprio gruppo under 30, ha già avviato un percorso di ascolto del territorio.
Per raccogliere proposte, segnalazioni e suggerimenti è stato messo a disposizione dei cittadini un indirizzo di posta elettronica: azione.terracina@gmail.com
L’intenzione è coinvolgere direttamente chi vive nei borghi e nelle contrade, affinché le priorità vengano individuate partendo dalle esigenze quotidiane dei residenti. «Non si tratta di distribuire favori o di privilegiare una zona rispetto a un’altra, ma di garantire equità», sottolinea Palmacci.
Palmacci: «Tutti i cittadini devono avere gli stessi diritti»
Nel suo intervento, il segretario di Terracina in Azione richiama anche il tema delle pari opportunità tra centro e periferie. Un bambino che cresce a Borgo Hermada, sostiene, deve poter contare sulle stesse opportunità di chi vive in centro. Un anziano residente a La Fiora deve avere accesso a collegamenti e servizi adeguati, così come le famiglie del Frasso e chi lavora nelle campagne deve poter contare su infrastrutture efficienti.
Il messaggio politico si chiude con un richiamo alla responsabilità delle istituzioni e alla necessità di superare le divisioni territoriali. «Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Esistono cittadini di Terracina, tutti con gli stessi diritti e la stessa dignità», afferma Arcangelo Palmacci.
E conclude ribadendo il senso della proposta: «Terracina non finisce in centro: comprende ogni borgo, ogni quartiere e ogni contrada. E nessuno deve sentirsi dimenticato».
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