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Frosinone, la Prefettura emette l’interdittiva antimafia alla Super Eco: a rischio la raccolta rifiuti

L'interdittiva antimafia alla Super Eco potrebbe cambiare la gestione dei rifiuti nei comuni della Provincia di Frosinone, Latina e in Campania, dove la società svolge il servizio

Di Eugenio Siracusa • • • Cronaca

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Un’interdittiva antimafia alla Super Eco, società che opera nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, apre un nuovo scenario per la gestione dell’igiene urbana su tutta la Provincia di Frosinone. Il provvedimento, emesso dalla Prefettura di Frosinone, potrebbe infatti avere conseguenze sui servizi attualmente svolti dall’azienda nei comuni di Frosinone, in proroga, San Vittore nel Lazio, Pignataro Interamna, Aquino, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Pico, Sant’Elia Fiume Rapido, Vico nel Lazio Villa Santa Lucia, in provincia di Latina a Ventotene, Terracina oltre che i vicini comuni campani di Forio, Lacco Ameno e Serrara Fontana.

La Super Eco gestisce attualmente il servizio di raccolta dei rifiuti in diversi comuni della Provincia di Frosinone, tra cui il comune capoluogo, in proroga, dopo il provvedimento del Consiglio di Stato che ha rimandato al Comune e alla SUA di Frosinone di rivedere i paramenti dell’affidamento, appalto originariamente affidato alla Super Eco, che il comune ha provveduto a sospendere ormai circa un mese fa. L’interdittiva antimafia pone ora interrogativi sulla prosecuzione dei contratti e sull’organizzazione del servizio nei territori interessati. In provincia di Latina gestisce il servizio a Ventotene e a Terracina, entrambi affidamenti che sono stati oggetto di cause contenziosi.

Il provvedimento prefettizio, infatti, impedisce all’impresa destinataria di intrattenere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione. Si apre quindi la questione della gestione dei rapporti in essere, tenendo conto delle disposizioni normative che consentono di garantire la continuità dei servizi pubblici essenziali.

Cosa faranno i Comuni?

Adesso i Comuni sulla base della comunicazione di interdittiva, emessa dal prefetto Scala che ha fatto riferimento alle richieste di documentazione antimafia inserite nella Banca Dati Nazionale Antimafia, dovranno correre ai ripari per garantire da un parte la continuità del servizo e anche l’occupazione sul territorio. L’interdittiva è stata indirizzata attraverso una nota alle amministrazioni interessate.

L’interdittiva non costituisce una condanna penale e non comporta automaticamente l’accertamento di responsabilità criminali, ma produce effetti rilevanti sull’attività della società nei confronti degli enti pubblici. Per questo motivo le amministrazioni comunali che hanno incarico il servizio con la Super Eco dovranno adesso muoversi di conseguenza. Questo potrebbe portare ad evidenti disservizi sul territorio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

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