← Torna a Sport
Sport

Dario Hübner sul Frosinone: «Conta come si costruisce la squadra»

L'ex attaccante analizza Frosinone e Como: strategia, giovani e rosa costruita bene valgono più della sola spesa

Di Redazione • • • Sport

Sport

Frosinone e Como rappresentano due modelli diversi di crescita nel calcio italiano. Dario Hübner, ex attaccante di Brescia e Piacenza e capocannoniere della Serie A, ha analizzato i percorsi dei due club in un’intervista a Scommesse.io, soffermandosi sugli investimenti, sulla valorizzazione dei giovani e sulla programmazione.

«Nel calcio di oggi, per una provinciale come il Frosinone, è fondamentale avere una strategia precisa: scegliere giocatori di qualità, valorizzare i giovani e costruire una squadra competitiva. Non conta soltanto quanto si spende, ma anche come si investono le risorse a disposizione».

Per Hübner, la disponibilità economica non è dunque l’unico fattore per ottenere risultati. La costruzione della rosa, la scelta dei profili adatti e la capacità di sviluppare i calciatori restano elementi decisivi, in particolare per le realtà che non possono contare sui budget dei principali club italiani.

Il modello Como e il confronto con l’Atalanta

L’ex bomber distingue il percorso del Como, che ha scelto una linea basata su investimenti rilevanti e su giocatori giovani. «Il Como, per esempio, ha fatto investimenti importanti, soprattutto su calciatori giovani. È una provinciale soltanto in apparenza, perché economicamente è una grande società. Ha scelto un progetto preciso e sta dimostrando di poter competere ad alti livelli».

Hübner individua un possibile riferimento nel cammino dell’Atalanta: «Credo che il Como possa diventare quello che è stata l’Atalanta negli anni passati: una squadra considerata provinciale, ma con una qualità e un valore da grande club».

Le difficoltà delle piazze storiche

Il tema della programmazione, secondo Hübner, riguarda anche società dalla tradizione importante che oggi militano nelle categorie inferiori. Parlando di Piacenza, Brescia e Ancona, sottolinea come nome e storia non siano sufficienti per vincere.

«Vincere in Serie C o in Serie D non è semplice. Non vinci soltanto perché hai un nome importante o una grande storia alle spalle. Vinci perché hai i giocatori giusti, che scendono in campo ogni domenica e riescono a ottenere risultati. Non sempre le squadre più blasonate riescono a imporsi. Devi avere una rosa costruita per quella categoria e un allenatore che la conosca bene. Soltanto così puoi pensare di vincere il campionato».

Nella sua analisi rientra anche la formazione dei talenti italiani. Hübner osserva che la presenza di meno giocatori italiani nelle categorie inferiori rende più difficile maturare esperienza e arrivare in Serie A, con conseguenze anche sulle possibilità di scelta per la Nazionale.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →