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Aprilia, ASAM in liquidazione: quasi 15mila euro in un mese per “vigilanza attiva” sul personale. Ragusa chiede verifica alla Commissione straordinaria

Due determine del 2024 affidano alla stessa società di investigazioni incarichi per "controllo del personale". Atti che non descrivono attività, durata e risultati

Di Eugenio Siracusa • • Attualità

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APRILIA – Poco meno di 15.000 euro, IVA esclusa, in un mese, per “controllare il personale”. Tanto ha impegnato nel 2024 l’Azienda Speciale Aprilia Multiservizi (ASAM), oggi in liquidazione e interamente controllata dal Comune di Aprilia, con due incarichi affidati alla stessa società di investigazioni.

Le determine non indicano in che cosa siano consistite concretamente le attività, con quali modalità siano state svolte e con quali risultati. È su questi punti che Andrea Ragusa, del Movimento 5 Stelle, ha preparato una richiesta di verifica da inviare alla Commissione straordinaria per chiedere chiarimenti.

I due incarichi

Con la determina n. 15 dell’11 marzo 2024 il Collegio dei liquidatori di ASAM ha affidato a una società un incarico di “Consulenza di Vigilanza attiva” per 9.800 € più IVA. Un mese dopo, con la determina n. 31 del 12 aprile 2024, è arrivato un secondo incarico con lo stesso titolo e allo stesso operatore, per 4.788 € più IVA. In tutto 14.588 € più IVA.

Entrambi gli atti motivano la spesa con “esigenze di gestione e controllo del personale”, la tutela del patrimonio comunale e la necessità di ricorrere a consulenti esterni “per effettuare controlli”. La seconda determina parla di “servizi per il controllo della gestione e consulenza di vigilanza attiva”.

La discordanza negli atti

La prima determina contiene una discordanza. L’intestazione parla di vigilanza e le premesse di controllo del personale. Nella parte che descrive il contratto, però, l’oggetto è indicato come “fornitura di materiale di ferramenta” per il settore tecnologico, con il fine della “manutenzione ordinaria dei beni comunali”. Entrambi gli atti, inoltre, escludono il documento sui rischi da interferenze (DUVRI) definendo la prestazione “mera fornitura di materiale”. Nelle determine non risultano indicati il nome del Responsabile unico del progetto, la durata degli incarichi, il numero degli interventi e gli elementi usati per valutare la congruità del prezzo. Questi elementi potrebbero comunque trovarsi in altri atti della procedura.

“Può trattarsi di errori di redazione, magari dovuti all’uso di un modello. Proprio per questo nella richiesta di verifica chiedo quale prestazione risulti davvero dal preventivo, dal contratto e dai documenti di esecuzione“, spiega Ragusa.

Che tipo di controllo?

“Che tipo di controllo sul personale è stato svolto? Gli atti pubblici non permettono di rispondere. Le determine dicono che l’incarico riguardava il controllo del personale, ma non descrivono le attività svolte. Nella richiesta di verifica l’ho precisato: Non si afferma che siano stati eseguiti controlli occulti o attività vietate”. Prosegue Ragusa

La legge, però, traccia un confine preciso. Secondo un orientamento costante della Cassazione, un datore di lavoro può ricorrere a un’agenzia investigativa per accertare comportamenti illeciti del dipendente, e non per controllare come svolge il proprio lavoro. Gli illeciti devono avere rilievo penale o essere comunque in grado di raggirare l’azienda o di danneggiarne il patrimonio, e le indagini devono svolgersi in luoghi pubblici.

Il controllo di soggetti esterni “non può riguardare, in nessun caso”, né l’adempimento né l’inadempimento della prestazione, che lo Statuto dei lavoratori riserva al datore e ai suoi collaboratori. Secondo la giurisprudenza, le indagini che superano questi limiti violano gli articoli 2, 3 e 4 dello Statuto, e i loro risultati non possono essere usati contro il lavoratore.

“Per questo la formula ‘controllo del personale’ merita di essere chiarita. Se l’incarico mirava a verificare specifici sospetti di illecito, per esempio furti o danni al patrimonio, rientrerebbe nei limiti indicati dalla giurisprudenza. Diverso sarebbe il caso di un controllo sull’ordinario svolgimento del lavoro. Dagli atti pubblici non è possibile capire quale fosse la finalità effettiva”.Aggiunge Ragusa.

C’è anche un altro punto. Entrambe le determine richiamano l’art. 54 del d.lgs. 165/2001, cioè i doveri dei “pubblici dipendenti”. Ma i lavoratori di un’azienda speciale, come l’ASAM, hanno un rapporto di diritto privato. Secondo una relazione ispettiva della Ragioneria Generale dello Stato del 2016, all’epoca ASAM applicava al personale il contratto collettivo degli Enti locali. Il richiamo potrebbe quindi avere una base nel contratto di lavoro, ma è utile chiarire su quale fonte si fondi e quale collegamento abbia con gli incarichi affidati. C’è poi la questione del Comune. ASAM è soggetta al “controllo analogo” dell’Ente, lo stesso previsto per le società in house.

Nella relazione del 2016 la Ragioneria aveva rilevato che lo statuto attribuisce la vigilanza anche a un ufficio comunale “a ciò preposto, senza peraltro individuarlo”, e aveva giudicato il controllo esercitato allora “non in linea” con la legge. Si tratta di un rilievo che riguarda quel periodo, in cui la città era amministrata da liste civiche.

Nella richiesta di verifica Ragusa chiede alla Commissione straordinaria chi esercitasse il controllo nel 2024 e se fosse stato informato dei due incarichi.

Le 5 domande alla Commissione

Quali attività ha svolto concretamente l’operatore, e per quanto tempo; Quali esigenze specifiche hanno motivato il ricorso a un soggetto esterno; Quali istruzioni e limiti sono stati dati all’operatore e quali garanzie sono state previste per i lavoratori e i loro dati personali; Quali autorizzazioni sono state considerate per le attività affidate, visto che le determine non ne riportano gli estremi; Quanto è stato effettivamente pagato.”Spetta ora agli organi competenti fornire queste risposte, che consentiranno di chiarire natura e finalità degli incarichi”, conclude Ragusa.

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