← Torna a Cronaca
Cronaca

Ferentino, incredulità e afflizione. In centinaia a S.Agata per l’ultimo saluto a Luigi Vittori. Il racconto di Berretta piombato in ospedale

La scomparsa prematura del consigliere comunale e provinciale Luigi Vittori, già vicesindaco di Ferentino, ha sconvolto la sua amata città.

Di Aldo Affinati • • Cronaca

Cronaca

Stenta a riprendersi Ferentino. Sembra ancora smarrita all’indomani del giorno doloroso delle esequie (giornata di lutto cittadino) dell’amministratore 57enne, che hanno richiamato un bagno di folla nel rione Sant’Agata e nella chiesa omonima. E’ il suo quartiere, la sua roccaforte, per tanti residenti Vittori era il “sindaco” di Sant’Agata. Lo testimonia anche il post di un cittadino sui social «Senza di te Sant’Agata non è più la stessa».

Nella chiesa, in strada e nella piazza antistante ieri c’erano centinaia di persone, tante con i volti rigati dalle lacrime, ciò sta a dimostrare il bel ricordo che ha lasciato di sé il buon Luigi a Ferentino ed anche in provincia. Tante le autorità cittadine e provinciali che hanno partecipato al rito funebre, gli ha reso omaggio perfino il picchetto della polizia provinciale; ai primi banchi, in chiesa, il sindaco di Ferentino Piergianni Fiorletta in fascia tricolore particolarmente turbato, in lacrime anche lui, come diversi altri amministratori comunali, colleghi di Vittori (tra i presenti il presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano e il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli). Significative e toccanti le parole del parroco celebrante don Juan Manuel (ha concelebrato don Giuseppe Principali), che ha descritto molto bene Luigi Vittori, campione di bontà, umiltà e generosità.

E’ stato un lunedì drammatico quello passato, tra l’altro giorno della commemorazione dei defunti. Tra i primi a precipitarsi nell’ospedale di Frosinone, di prima mattina, non appena appresa la notizia del malore del loro amico (rivelatosi poi qualcosa di più grave), il consigliere comunale Maurizio Berretta accompagnato dall’ex assessore Amedeo Mariani. La loro corsa però purtroppo non è stata favorevole, poiché quando sono arrivati ormai non c’era più niente da fare per lo sfortunato politico. Avrebbero desiderato, naturalmente, trovarlo ancora in vita benché sofferente. Sono stati frangenti drammatici per loro e per gli altri presenti, immaginiamo strazianti per i suoi cari. Secondo alcuni, se l’amministratore deceduto si fosse recato qualche ora, se non alcune ore prima in ospedale, probabilmente avrebbe potuto essere salvato.

Abbiamo ascoltato il consigliere Berretta sulla vicenda. Conosceva molto bene il suo collega e amico, stamane ancora scosso ci ha raccontato quanto accaduto lunedì mattina: «abbiamo fatto 30 anni di politica attiva io e Luigi, da alleati, colleghi, ed anche su posizioni contrastanti, ma avevamo la capacità di ritrovare spesso il punto d’incontro, sempre e comunque per l’interesse pubblico. Lunedì è stato un giorno traumatizzante. Uno di quei giorni che difficilmente dimentichi. Arrivare in ospedale tra i primi, realizzare quanto accaduto poco prima, pensare alla sofferenza degli ultimi istanti di vita di Luigi. Nulla sarà come prima. Io perdo una persona che nel momento del bisogno non si tirava mai indietro, era sempre il primo ad intervenire. Provo infinita tristezza».

Lascia un vuoto incolmabile, soprattutto nella politica cittadina. Forse, chissà, da buon stratega e mediatore politico qual’era, può darsi che Luigi Vittori stesse già pianificando qualcosa in vista delle prossime elezioni comunali del 2028, che invece purtroppo dovranno fare a meno di lui.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →