← Torna a Prima pagina
Prima pagina

Velletri, l’asilo nido di via De Nicola inaugurato, nel cantiere ancora aperto

Di Redazione • • • Prima pagina

Prima pagina

Lo scorso 1 ottobre, senza enfasi e senza annunci particolari il sindaco Cascella e l’assessore Neri hanno inaugurato il nuovo asilo nido di via De Nicola. Una struttura moderna ed accogliente, ampi spazi interni, tanta luce. Presente il personale e i genitori con i bambini.

Ma quello che è balzato subito agli occhi è che tutt’intorno alla struttura il cantiere è ancora attivo ed operante, nonostante siano trascorsi abbondamentemente i tempi di consegna previsti dal bando PNRR.

Per quale motivo, dunque se l’opera non è ancora completata, se tutto intorno è un cantiere ancora in movimento, l’amministrazione comunale ha inaugurato l’asilo?

Diverse le necessità che sono emerse in queste settimane e che hanno portato il sindaco a decidere di inaugurare, seppur in queste condizioni, l’asilo. I lavori dovevano essere finiti abbondantemente entro 25 mesi dalla data del 30 ottobre 2023, ovvero entro la fine di novembre e i primi giorni di dicembre 2025, visto che nel cartello esposto della Micor si parla di 762 giorni di lavoro previsti per la data della consegna.

Il cartello di cantiere e sotto il dettaglio dei tempi di lavori propedeutici alla consegna

Siamo invece arrivati al 5 ottobre del 2026, quasi un anno di ritardo e il termine del fine lavori ancora non si conosce.

Il sindaco nell’ultimo consiglio comunale di quasi tre mesi fa, ebbe a dire pubblicamente che tutti i lavori del PNRR sarebbero dovuti finire entro il 31 agosto, invece come abbiamo già documentato come laspunta.it a metà settembre nessuno dei lavori di PNRR sarebbe stato ultimato.

Nel frattempo però l’amministrazione comunale ha aperto le iscrizioni al nuovo asilo nido comunale di via De Nicola e, ovviamente tante famiglie hanno iscritto i figli. Ma la data di avvio del 1 settembre non è stata rispettata, è stata spostata a metà settembre, ma anche in quella data non è stato possibile aprire l’asilo.

Così diversi genitori hanno ritirato i loro figli e li hanno portati altrove, soprattutto per la necessità di dover lasciare i piccoli in asilo per via delle incombenze lavorative, mentre altri genitori hanno cominciato a manifestare un certo disappunto.

Così si è deciso di accelerare con le finiture interne, che erano già completate, gli arredi arrivati a settembre, finire il piazzale di ingresso e il parcheggio a monte della struttura e appena possibile e come ulteriore impegno del sindaco, inaugurare l’asilo entro il 1 ottobre.

L’impegno è stato mantenuto ed inaugurazione alla chetichella effettuata, ma ogni giorno i bambini, ricordiamo è un asilo nido, vengono portati dentro ad un cantiere. I genitori sono stati rassicurati che le zone di accesso e l’interno sono al sicuro ma fuori, come potete vedere dalle foto concesse da Massimo Rosatelli scattate questo fine settimana, proseguono tutti i giorni i lavori. Tra bobcat, ruspe, camion, operai, polveri e rumori vari che inevitabilmente vengono prodotti.

Ma nelle attuali condizioni è possibile aprire una scuola ed ospitare bambini di 3-4 anni? Come si fa a garantire la sicurezza dei bambini e delle operatrici scolastiche tra cumuli di terra, cavi a cielo aperto, buche e tombini aperti, mezzi meccanici, materiali edili accantonati?

Un piano di sicurezza e’ stato firmato? Esiste un consigliere di opposizione che si è preso la briga di controllare lo stato dei lavori? Ci domandiamo come abbia fatto la Asl a dare i pareri positivi e come abbia fatto l’RSPP a fare altrettanto. Le porte e le uscite di sicurezza danno sull’area di cantiere? L’uscita di sicurezza utilizzabile è vicina all’entrata e facilmente raggiungibile da tutti? Auspichiamo di si e così vogliamo credere.

Ora, al netto del fatto che all’interno della struttura non ci sono problemi, appare evidente che non si possono aprire le finestre per via delle polveri, che i rumori inevitabilmente interferiscono producendo inquinamento acustico e i cittadini che abitano in zona li sentono chiaramente, ne deriva che i bambini comunque non possono uscire, se non nel piazzale antistante che la maggior parte, però, è adibito a parcheggio.

Con l’arrivo dei bambini i lavori subiranno un ennessimo rallentamento? Tutt’intorno è un cantiere, con scavi, pozzetti delle fogne da sistemare, tubi ammassati, terra ammucchiata. Tutto intorno all’asilo, la cui unica zona, per cosi dire finita, è l’ingresso.

Quanto dureranno ancora i lavori in abbondante ritardo? Quando sarà possibile fare una inaugurazione dell’asilo degno di questo nome? Auspichiamo presto così da poter dire che finalmente Velletri ha il secondo asilo nido comunale, in attesa che il terzo di via fontana delle Rose, anch’esso in ritardo, venga completato.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →