Le dimissioni, due settimane fa inaspettate, dell’Amministratore di Banca Popolare del Lazio, hanno aperto una situazione di revisione della governance che il CDA dell’Istituto di via Martiri della Fosse Ardeatine di Velletri, ha dovuto fronteggiare immediatamente. Ieri pomeriggio, nel corso di un altro CDA convocato, Massimo Lucidi si è dimesso anche dal Consiglio di Amministrazione della Popolare del Lazio, con effetto immediato.
Nel frattempo il CDA ha nominato nuovo direttore generale Cosimo Damiano Capolupo, vice di Lucidi, con un passato in Banca d’Italia e poi in Iccrea. La scelta potrebbe essere ricaduta su Capolupo anche per via del suo trascorso in Banca d’Italia.
Tutto questo accade mentre i soci, dopo anni di silenzio o di mormorio, cominciano ad uscire allo scoperto con lettere aperte e richieste di chiarimenti e chiarezza. Il comunicato stampa dell’istituto afferma che il “Consiglio di Amministrazione di Banca Popolare del Lazio ha
definito un accordo volto a disciplinare l’avvicendamento ai vertici della Banca, assicurando
continuità nella gestione e ponendo le basi per una nuova fase di sviluppo.“
E non potrebbe essere altrimenti visto il ribollio da parte dei soci dopo l’aver appreso delle dimissioni di Massimo Lucidi.
In attesa della completa transizione con la nomina di Capolupo, sul quale Banca d’Italia dovrà effettuare la procedura di accertamento dei requisiti previsti dalla normativa vigente, Massimo Lucidi ha “confermato la propria disponibilità a mantenere l’incarico di Direttore Generale fino all’insediamento del successore, così da accompagnare ordinatamente il passaggio di consegne.” Si legge nel comunicato stampa.
“La scelta di affidare la Direzione Generale a una professionalità interna conferma la volontà
della Banca di valorizzare le competenze maturate all’interno del Gruppo e di assicurare un
avvicendamento ordinato, garantendo continuità gestionale e, al contempo, impulso al
percorso di evoluzione e crescita della Banca.” Conclude la nota della presidente della BPL, avv. Sabrina Morelli.
Anche questo è un segnale ai soci, che chiedono chiarezza sulle scelte operate dal CDA. Inevitabilmente sarà necessario un periodo di assestamento e non è escluso che questo avvicendamento possa portare, anche all’interno del CDA ad una riflessione più profonda.
Per far questo però sarebbe necessaria una attenta analisi della situazione, alle opinioni espresse, senza troppi giri di parole, da un nutrito numero di soci costituitisi in associazione SIBPL e che ha dato battaglia nell’ultima assemblea dei soci, sul modus operandi di BPL sui territori.
Chiusa una fase adesso se ne deve aprire un’altra che possa portare ad una assemblea di rilancio complessivo dell’istituto veliterno. Da più parti in queste ore si parla di un segnale di vera discontinuità e di una corretta gestione. Un combinato disposto del genere potrebbe mettere in moto una operazione di vero rilancio della BPL che avrebbe bisogno della condivisione di tutta la base sociale.
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