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Data center a Colleferro: il Presidio Civico aderisce alla Moratoria Nazionale

Di Redazione • • Ambiente

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Il Presidio Civico Colleferro Valle del Sacco ha formalizzato la propria adesione alla Moratoria Italiana sui Data Center promossa dalla Rete Nazionale dei Comitati Stop Data Center. L’annuncio arriva mentre continua la raccolta firme per richiedere un Consiglio Comunale straordinario sul progetto del nuovo data center previsto a Colleferro, già approvato dall’Amministrazione comunale ad agosto 2026 senza voti contrari.

Il territorio della Valle del Sacco, definito a livello istituzionale a “vocazione industriale”, viene descritto dal Presidio Civico come una delle aree più inquinate d’Italia. La storia industriale della zona, che ospita siti come la SNIA BPD di Colleferro e il fiume Sacco segnata da inquinamento da metalli pesanti e beta-HCH, è associata a continue bonifiche annunciate e mai completate, con impatti sanitari documentati.

Negli ultimi anni, l’area ha visto insediarsi nuove attività ad alto impatto: polo logistico Amazon, varianti urbanistiche legate al gruppo Avio, biodigestori, impianti fotovoltaici, rilancio dell’industria bellica con KNDS e ampliamento del cementificio. Il progetto del data center, sostenuto dal Comune e promosso da Cobra Green Hyperscale (Tendercapital), coprirà 76 ettari di suolo agricolo, con una potenza di 150 MW assegnata da Terna. Si prevede che la struttura diventi il data center più grande del Centro Italia, destinato a società come Amazon AWS, Google Cloud e Oracle.

Il Coordinamento Civico sottolinea che il progetto ha ottenuto il via libera istituzionale senza opposizioni, esprimendo preoccupazione per l’impatto ambientale e per la mancata coerenza fra le stime occupazionali fornite dal Comune (220 posti dichiarati) e dal proponente (meno di 60). Il Sindaco Giulio Calamita ha affermato che “il data center ha un impatto trascurabile rispetto alla chimica”, ma il Presidio replica: “Proprio perché veniamo dalla chimica non possiamo permetterci di aggiungere altro impatto a quello esistente. L’effetto cumulativo è ciò che sta uccidendo la nostra Valle.”

La Moratoria Nazionale sui Data Center chiede il ritiro della Strategia MIMIT per l’attrazione degli investimenti, la stesura di un Piano Nazionale sottoposto a VAS, aggiornamenti normativi sulle valutazioni ambientali e la sospensione dell’iter di legge in corso sul tema. Il Presidio annuncia la prosecuzione della raccolta firme e invita cittadini e stampa a informarsi sui prossimi banchetti tramite la loro pagina Facebook.

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