Sul distretto sociosanitario Velletri-Lariano torna ad accendersi lo scontro politico. Dopo l’intervento del sindaco di Velletri Ascanio Cascella, che aveva definito la vicenda legata alla delibera regionale n. 846 del 24 settembre una questione tecnico-amministrativa, ribadendo che i servizi sociali sono garantiti, arriva la replica di AVS Velletri.
Il gruppo di opposizione contesta la lettura fornita dal primo cittadino e mette al centro della propria posizione un dato: la Regione Lazio ha disposto l’esercizio del potere sostitutivo, prevedendo la nomina di un commissario ad acta per arrivare alla stipula della convenzione associativa tra Velletri e Lariano.
«Ha elencato venti servizi per convincerci che non è successo nulla. Una difesa d’ufficio, ci può stare. Ma il punto politico vero è un altro», afferma AVS.
«La Regione ha esercitato il potere sostitutivo»
Secondo AVS, il nodo della vicenda non sarebbe dunque la continuità dei singoli servizi, ma il funzionamento complessivo del distretto.
«Con la delibera 846 del 24 settembre, la Regione Lazio – la sua Regione, del suo stesso colore politico – ci ha commissariati», sostiene il gruppo.
La deliberazione regionale è intervenuta dopo una situazione di stallo sulla convenzione associativa tra i Comuni. La precedente convenzione risultava scaduta nel giugno 2024 e, dopo diversi solleciti e una diffida, la Regione ha ritenuto persistente la situazione di inerzia, arrivando a disporre il potere sostitutivo.
Per AVS, proprio questo passaggio rappresenterebbe il cuore della vicenda.
«Non si commissaria un distretto che funziona: si commissaria un distretto che ha fallito», afferma il gruppo, attribuendo però questa lettura politica ad AVS e non alla deliberazione regionale.
Lo scontro sulla ricostruzione della Regione
La replica dell’opposizione entra poi nel merito delle dichiarazioni di Cascella sulla ricostruzione contenuta nell’atto regionale.
Il sindaco aveva espresso «rammarico e delusione» per il metodo con cui, a suo giudizio, sarebbe stata costruita la deliberazione, sostenendo che le comunicazioni del Comune con gli uffici regionali non sarebbero state adeguatamente rappresentate. Cascella aveva anche affermato che le interlocuzioni esistono, sono protocollate e potrebbero essere prodotte nelle sedi opportune.
AVS interpreta queste affermazioni come un elemento politicamente rilevante.
«Tra le righe, il Sindaco lancia un’accusa gravissima: sostiene che l’Assessore regionale ai Servizi sociali di Fratelli d’Italia e i suoi stessi uffici abbiano costruito un documento ad hoc per screditarlo», sostiene il gruppo.
Da qui la richiesta di un Consiglio comunale straordinario, affinché, secondo AVS, il sindaco possa chiarire pubblicamente i rapporti con la Regione e le ragioni della mancata stipula della convenzione.
La convenzione tra Velletri e Lariano al centro del confronto
Un altro punto contestato da AVS riguarda la definizione della vicenda come una semplice questione di «forma della convenzione».
«No, Sindaco, è pura sostanza», afferma il gruppo di opposizione, ricordando che la convenzione riguarda la gestione associata delle funzioni sociali tra Velletri e Lariano.
La convenzione è infatti lo strumento attraverso il quale i due Comuni organizzano in forma associata le funzioni sociali del Distretto RM 6.5, con Velletri nel ruolo di Comune capofila. La Regione, dopo i ripetuti solleciti, è intervenuta proprio per sbloccare questo passaggio amministrativo.
Secondo AVS, il fatto che la nuova convenzione non sia stata ancora sottoscritta rappresenterebbe quindi un problema politico e amministrativo, non soltanto formale.
«Dov’è il Piano di Zona per i prossimi tre anni?»
AVS sposta quindi il confronto dalla convenzione alla programmazione dei servizi.
«I servizi sociali non vanno avanti da soli, per inerzia e con le vecchie carte. Vanno programmati», afferma il gruppo, ponendo alcune domande all’Amministrazione: «Dov’è il Piano di Zona per i prossimi tre anni? Dov’è la programmazione per l’autismo, per i caregiver, per le famiglie più fragili?».
Il sindaco, nella sua precedente dichiarazione, aveva invece elencato numerosi servizi già attivi o avviati, tra cui assistenza domiciliare, sostegni ai caregiver, dimissioni protette, assistenza alle persone con disabilità, servizi per l’autismo, Pronto Intervento Sociale e Centro per le Famiglie.
Il confronto politico si concentra dunque su due piani distinti: da una parte la continuità delle prestazioni, rivendicata dall’Amministrazione; dall’altra la programmazione complessiva e l’assetto istituzionale del distretto, che AVS considera insufficienti.
«Le carte le abbiamo studiate»
AVS risponde anche all’invito rivolto dal sindaco alle opposizioni a «leggere e comprendere gli atti» prima di formulare giudizi.
«Le abbiamo studiate benissimo. E dicono che ci hanno mandato un Commissario ad acta», replica il gruppo, riferendosi al provvedimento regionale.
La nomina del commissario ad acta è prevista dalla deliberazione regionale: il commissario dovrà adottare l’atto amministrativo sostitutivo della convenzione associativa tra Velletri e Lariano. Il mandato previsto è di 30 giorni dalla notifica del decreto di nomina, con la possibilità di una proroga fino a ulteriori 30 giorni in presenza di una richiesta motivata.
Il caso del genitore di un bambino con autismo
Nella parte finale della nota, AVS porta nel dibattito anche la testimonianza di un cittadino, riportata nei commenti al post del sindaco.
Il gruppo cita le parole di un genitore che afferma di avere presentato tre anni fa una domanda per i servizi destinati al figlio con autismo e di non avere ancora ricevuto risposta:
«Sono il genitore di un bambino con autismo: ho presentato domanda per i servizi che tanto vantate tre anni fa, e ad oggi non ho ricevuto neanche una risposta.»
AVS utilizza questa testimonianza per contestare la rappresentazione di una piena continuità dei servizi e conclude la propria nota con una frase fortemente critica nei confronti dell’Amministrazione: «Tre anni senza una risposta. Eccola, la vostra continuità».
La testimonianza, va precisato, è quella riportata da AVS e non costituisce di per sé una verifica dell’effettivo iter della domanda o delle ragioni dell’eventuale mancata risposta.
Il confronto politico è destinato a proseguire
La vicenda del distretto sociosanitario Velletri-Lariano resta quindi al centro del confronto tra maggioranza e opposizione.
Da una parte il sindaco Cascella sostiene che il commissariamento riguardi la mancata stipula della convenzione e non comporti un’interruzione dei servizi, rivendicando le prestazioni garantite dal Comune.
Dall’altra AVS considera l’intervento sostitutivo della Regione un segnale politico e amministrativo di particolare gravità e chiede un Consiglio comunale straordinario.
Il punto sul quale ora potrebbe concentrarsi il dibattito è dunque duplice: chiarire le responsabilità e le interlocuzioni che hanno portato allo stallo della convenzione e verificare come il commissariamento inciderà sull’organizzazione futura della gestione associata dei servizi sociali di Velletri e Lariano
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