La proposta di Anselmo Pizzutelli sul parco del fiume Cosa a Frosinone, ha acceso e trovato un valido sostenitore in Angelo Pizzutelli consigliere del Partito Democratico.
Un argomento che, tra l’altro sta a cuore ad Angelo Pizzutelli che già anni fa si fece promotore del Parco fluviale del fiume Cosa, riprendendo proprio una proposta di Anselmo Pizzutelli che all’epoca, siamo nel 2021, era presidente di Laboratorio Scalo, rilanciando una proposta che era stata fatta anni addietro e che aveva trovato, nel 1988, anche una delibera consiliare votata in tal senso, ma rimasta lettera morta.

Dice infatti Angelo Pizzuttelli “Il sottoscritto siede in consiglio comunale dal lontano 2002, inclusi 9 anni di Giunta. Più volte dal 2013 e 2014 ho iniziato a lanciare ed attenzionare come questa opera possa essere la sola a poter rilanciare concretamente, sotto ogni punto di vista, la città di Frosinone. Purtroppo solo tanto fumo e nulla in questi anni. Si sperava in una accelerazione ma tutto rimasto su carta e nelle intenzioni. Gli investimenti sulle ciclabili o ciclopedonali potevano essere indirizzati con una progettualità che includesse ed anzi partisse dal concepimento del Parco del fiume Cosa.”
“Sono anni che lo esterno in ogni consesso e fa piacere che anche altri colleghi lo dicano apertamente. Più volte abbiamo sollecitato la fattibilità di questo progetto alle amministrazioni di centro destra che si sono susseguite, in questi, purtroppo 13 lunghi anni di opposizione ma che è rimasto lettera morta, nonostante la mole di lavoro prodotta.” Prosegue il consigliere PD.
“Lavoro che mi ha consentito di essere sempre il più votato della Città. Nonostante lo stare all’opposizione. Segnale evidente di gradimento oggettivamente riscontrabile negli anni da sempre da parte dei cittadini”. Precisa Pizzutelli.
La storia del parco del fiume Cosa
Nel 1988, il Consiglio comunale approvò, con una delibera, l’istituzione del Parco delle Antiche Mole, ossia il parco del fiume Cosa. Nel 2013, arrivò un’altra delibera, in cui l’assise comunale ribadiva la volontà di valorizzare e tutelare l’area che costeggia il Cosa, promuovendo la riqualificazione della zona.
L’allora sindaco Nicola Ottaviani, all’epoca cercò di coinvolgere Ministero e Regione per concretizzare la realizzazione di un progetto preliminare per la riqualificazione delle sponde idrauliche del fiume, che si estende sull’area urbana ed extraurbana per circa 10 km.
Anselmo Pizzutelli, nel gennaio 2021, presidente del Laboratorio Scalo, chiese di utilizzare i fondi europei per il Parco Fiume Cosa, i fondi del Recovery found e la sua proposta fu sostenuta e caldeggiata oltre che da Angelo Pizzutelli anche dal consigliere d’opposizione Marco Mastronardi, di “Frosinone Indipendente”.
“Il Pd ha sempre sostenuto la necessità di creare un’area di parco fluviale che dalle cascate dello Schioppo di De Matthaeis arrivasse sino alla zona scalo.” Aggiunge Angelo Pizzutelli.
“Realizzare un percorso pedonale ed una pista ciclabile lontano dalle strade cittadine ingolfate dal traffico ed a contatto stretto con la natura, per lunghi tratti incontaminata, realizzare una serie di staccionate di sicurezza e di delimitazione delle aree accessibili, un impianto di illuminazione, panchine, aree ristoro e per barbeque. Tutti interventi che non richiedono tantissimi fondi”. Prosegue Angelo Pizzutelli.
“Per arrivare a questi obiettivi occorre dapprima mettere in sicurezza il fiume, le sponde e drenare il fondo del fiume con interventi mirati volti alla sua bonifica.” Cnclude Pizzutelli.
Tra l’altro con la congiuntura favorevole tra comune, regione e governo centrale in mano al centro destra, non sarebbe nemmeno complicato giungere ad un finanziamento per il parco fluviale del fiume Cosa, sempre che ci sia la volontà politica di farlo e una visione di città.
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