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Ciociaria, Lorenzo Fiorini (Psi) attacca il governo Meloni: «Quattro anni di stagnazione e territorio allo sbando»

Il dirigente socialista interviene sui 48 mesi di governo del centrodestra e punta il dito sulle difficoltà dell'industria, sulla crisi di Stellantis a Cassino, sulle emergenze ambientali e sull'assenza di una strategia di sviluppo per la provincia di Frosinone

Di Redazione • • Politica

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La Ciociaria continua a fare i conti con una crisi industriale, economica e ambientale che, secondo Lorenzo Fiorini del Psi, rappresenta il risultato di anni di mancanza di programmazione e di una politica incapace di dare risposte concrete al territorio. Nel suo intervento sui 48 mesi di governo del centrodestra guidato da Giorgia Meloni, Fiorini traccia un quadro fortemente critico della situazione nazionale, regionale e provinciale, concentrando l’attenzione sulle difficoltà del sistema produttivo e sulle prospettive sempre più incerte della provincia di Frosinone.

«Quattro anni di governo Meloni, quattro anni di recessione», esordisce Fiorini, che parla di 48 mesi consecutivi di stagnazione industriale, difficoltà della manifattura italiana, deficit energetico e crisi delle esportazioni. Da qui una domanda che attraversa tutto il suo ragionamento: «Esiste una politica energetica, nazionale e locale, in questo Paese o si va avanti alla giornata?».

Nel mirino finiscono anche le politiche sulla sicurezza e la gestione delle tensioni sociali. Fiorini richiama gli otto decreti sicurezza adottati dal governo, sostenendo che non abbiano contribuito ad affrontare le cause profonde del disagio sociale. Il giudizio sull’esecutivo è particolarmente severo, con un’accusa di scarsa propensione al dialogo istituzionale e di autoreferenzialità.

Lorenzo Fiorini

Lazio e Ciociaria, le difficoltà dei settori produttivi

Dalla situazione nazionale il ragionamento si sposta sul Lazio, con particolare riferimento alle condizioni economiche della provincia di Frosinone.

Fiorini chiama direttamente in causa i rappresentanti istituzionali del territorio, dall’assessore regionale ai consiglieri della Pisana fino ai parlamentari eletti nelle circoscrizioni interessate, chiedendo quali iniziative concrete siano state messe in campo per sostenere l’economia locale.

Tra le criticità evidenziate figura innanzitutto l’esclusione del Lazio dalla Zona economica speciale, insieme alle difficoltà dell’automotive, del comparto chimico, del turismo, della nautica, della pesca e dell’agricoltura. Un quadro che, nella lettura del rappresentante socialista, richiederebbe interventi strutturali e una strategia di sviluppo capace di superare la frammentazione degli interventi.

Fiorini non risparmia critiche neppure alle forze di opposizione, accusate di non riuscire a incalzare adeguatamente il governo Meloni e l’amministrazione regionale guidata da Francesco Rocca sulle questioni economiche e sociali.

Provincia di Frosinone, industria e Stellantis al centro della crisi

È però sulla provincia di Frosinone che si concentra la parte più dura dell’intervento. Secondo Fiorini, il territorio soffre l’assenza di opere strutturali, un tessuto industriale indebolito e una scarsa capacità di attrarre nuovi investimenti. Nel mirino finisce anche il Consorzio industriale, il cui ruolo viene giudicato poco incisivo rispetto alle esigenze dell’economia provinciale.

«Nessuna opera strutturale programmata e realizzata, il tessuto industriale è sfibrato e arranca in competitività ed innovazione», sostiene Fiorini, che definisce la programmazione industriale regionale inadeguata rispetto alle trasformazioni economiche in corso. Particolare attenzione viene riservata alla situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino, una delle questioni più delicate per il futuro industriale del territorio.

Per Fiorini, mancherebbe una strategia credibile per affrontare le difficoltà del comparto automobilistico e rendere nuovamente attrattiva la provincia di Frosinone per le imprese.

Critiche anche agli strumenti delle Zone logistiche semplificate e delle zone franche doganali, considerati insufficienti, da soli, a invertire la tendenza.

Data center e ambiente, l’allarme di Fiorini

Un altro passaggio riguarda la diffusione dei data center, rispetto ai quali il rappresentante del Psi invita a limitare ampiamente le nuove realizzazioni.

Fiorini li considera un possibile fenomeno speculativo e mette in guardia dalle conseguenze ambientali di insediamenti che, a suo giudizio, rischiano di produrre un impatto significativo sul territorio senza garantire un adeguato ritorno economico e occupazionale.

Il tema ambientale rappresenta uno dei punti centrali della sua analisi. Secondo Fiorini, le criticità attuali sarebbero il risultato di decenni di gestione inadeguata del territorio e di scelte che oggi presentano il conto alle comunità locali. A sostegno della propria denuncia richiama due vicende recenti e particolarmente delicate: l’incendio alla REMAT e l’ampliamento della discarica di Cerreto.

Sul primo episodio, Fiorini parla di un segnale preoccupante di instabilità territoriale, con possibili conseguenze sociali ed economiche. Sulla discarica di Cerreto, invece, esprime forti perplessità rispetto alle prospettive di tutela ambientale e alla capacità delle istituzioni di difendere il territorio.

«Questo è oggi il sud del Lazio, un territorio allo sbando»

L’intervento di Lorenzo Fiorini si conclude con una domanda che riassume la preoccupazione per il futuro della provincia e dell’intero sud del Lazio: «C’è da essere ottimisti?».

Una riflessione che chiama in causa le responsabilità della politica a tutti i livelli e che mette al centro alcune questioni decisive per il futuro della Ciociaria: rilancio industriale, occupazione, innovazione, tutela ambientale e capacità di attrarre investimenti.

Per Fiorini, senza una programmazione territoriale seria e una strategia condivisa tra istituzioni regionali e nazionali, il rischio è quello di lasciare la provincia di Frosinone ai margini dei processi di sviluppo.

Un quadro che il rappresentante socialista affida al dibattito pubblico con una critica netta alle politiche del centrodestra e un richiamo alla necessità di tornare a investire concretamente sul futuro del territorio.

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