Il luogo bello e ordinato di alcuni anni fa, vale a dire quando venne inaugurato il parcheggio e i giardinetti contigui colorati e abbelliti da piante e fiori, è soltanto un ricordo. Staccionate spaccate dai vandali (non certo da oggi) e ricoperte dalla vegetazione, che nasconde anche buste piene di rifiuti lasciate dai soliti incivili e cestini danneggiati; il verde spontaneo ha invaso ampi spazi intorno al parcheggio, tra l’altro ristretto da tempo per via di un cantiere a valle.
Uno scenario indecente, biasimato dai cittadini e da parte del personale dell’attuale Casa della Comunità, la quale entro novembre dovrebbe essere inaugurata (sebbene già in ritardo è d’obbligo il condizionale, atteso che ci sono ancora lavori di rifinitura, evidentemente, da ultimare nella struttura sanitaria ristrutturata grazie ai fondi Pnrr). Non resta che sperare che il giorno della cerimonia inaugurale, l’area di sosta posteriore alla Casa della Comunità, a servizio della struttura sanitaria, sia stata bonificata dal Comune e casomai abbellita come in origine. Il decoro urbano per una città è importante e conservare l’ordine, normalmente, impedisce il diffondersi di atti vandalici e comportamenti incivili.
Sostieni La Spunta
La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.
Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.
Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.
Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.
La Spunta vuole essere lì.
Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.
Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.
Fare del bene attraverso il giornalismo.
È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.
Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.
Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.
Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.
Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.
La Spunta è nata per questo.
E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.