Il consiglio comunale della verità sarà convocato lunedì 26 ottobre alle ore 18. Se ci sarà un accordo per l’elezione del Presidente per Mastrangelli si potrebbe profilare un ritiro delle dimissioni in extremis, altrimenti si arriverà alla conferma delle dimissioni. Il nodo è nella elezione del presidente del consiglio per capire se intorno al sindaco si è ricompattata una maggioranza.
Ma ad oggi i nodi restano sul tavolo. Non ci sarebbe ancora nessuna convergenza nè sul nome del presidente d’aula da votare, nè sulla composizione della giunta. Proseguono addirittura le polemiche politiche tra i gruppi di maggioranza, a colpi di comunicati stampa. Questo da il termometrro della situazione, che sembra veramente difficile da recuperare.
Restano le dimissioni sul tavolo del sindaco, che però visto quello che accade non sembrano essere uno spauracchio per i partiti e listre civihe che lo sostengono. Molto probabilmente, più di Mastrangeli, hanno già messo in conto una lunghissima campagna elettorale.
Su una cosa i cittadini di Frosinone sono concordi, come questa coalizione si sia autodistrutta in questi 4 anni e mezzo circa di gestione Mastrangeli. Un maggioranza bulgara e granitica con 22 consiglieri comunali eletti, che oggi fatica a metterne insieme forse una dozzina, che da due anni ha governato con il sistema delle doppie convocazioni del consiglio comunale, sul filo del numero legale, che per circa un anno è riuscita a baracamenarsi in consiglio comunale con il sostegno programmatico della stampella “Marzi” e che adesso, da ormai quasi sei mesi, non riesce ad eleggere il presidente del consiglio comunale, dopo le dimissioni di Max Tagliaferri.
Tradotto, significa un fallimento politico di questa coalizione di cui tutti i vertici debbono prenderne atto. In tutto ciò partiti e liste civiche fanno annunci di adesioni di perosnalit del modno civile ed impprenditoriale, quasi a misurarsi a distanza e forse per preparare il dopo Mastrangeli.
A far precipitare la situazione l’atteggiamento della Lista per Frosinone e di Antonio Scaccia che da luglio ha intrapreso un braccio di ferro con il sindaco Mastrangeli ed il resto della coalizione che ha portato il sindaco a rassegnare le dimissioni.
La prima convocazione del consiglio comunale, prevista per giovedì, andrà deserta, come è ormai è abitudine visto che la maggioranza Mastrangeli non ha i numeri per mantenere il numero legale, così la convocazione utile è per lunedì 26, alle ore 18 a sei ore dalla scadenza del termine delle dimissioni di Mastrangeli. Il motivo della convocazione a lunedì 26 sta nell’assenza del presidente facente funzioni Marco Ferrara e di alcuni consiglieri, impossibilitati a presenziare il consiglio per venerdì. Sarà la nona convocazione per eleggere il presidente d’aula. Forse l’ultimo atto dell’esperienza politica del sindaco Mastrangeli, il quale, pur mantenendo un aplomb invidiabile, guarda, quasi da spettatore, l’epilogo della sua consiliatura
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