Riccardo Mastrageli e gli impegni da mantenere per la composizione della giunta di Frosinone. Lo aveva detto apertamente che chi sottoscriveva l’impegno a riconoscersi nel percorso di centro destra si sarebbe ritrovato nella giunta, ma dopo l’annuncio di ieri sera, i conti non tornano. Infatti oggi alle 14 la giunta si riunisce, ma dei firmatari dell’impegno manca il rappresentante del Polo Civico.
Dopo la decisione di reintegrare gli assessori azzerati, senza modificare nessun assetto, sono cominciati i mal di pancia. Inevitabilmente. Soprattutto se si è sostenuto la tesi che per ricomporre la giunta bisognava ritrovarsi nel perimetro del centro destra con tanto di dichiarazioni pubbliche. Ma la cronaca politico-amministrativa dell’ultima settimana restituisce un eloquente affresco della distanza che può intercorrere tra la solennità degli impegni assunti e la loro effettiva osservanza.
Lunedì, soltanto al nono tentativo, il Consiglio comunale di Frosinone, perviene all’elezione di Paolo Fanelli alla presidenza dell’assise. A determinare l’elezione anche il contributo dei tre consiglieri del Polo Civico, Claudio Caparelli, Andrea Turriziani e Christian Alviani, il cui sostegno ha consentito al sindaco Riccardo Mastrangeli di superare l’impasse istituzionale, ritirare le dimissioni e assicurare la prosecuzione della consiliatura.
Trascorse appena quarantotto ore, è lo stesso Mastrangeli a subordinare l’appartenenza alla ricostituita compagine di maggioranza alla sottoscrizione di un documento di adesione al centrodestra, in conformità agli indirizzi politici regionali e nazionali. Una condicio sine qua non per concorrere alla formazione del nuovo esecutivo, puntualmente osservata anche da Claudio Caparelli, nella sua qualità di capogruppo del Polo Civico.
Eppure, alla vigilia dell’insediamento della nuova giunta, proprio i tre consiglieri che hanno contribuito alla continuità dell’amministrazione risultano gli unici della maggioranza privi di rappresentanza nell’esecutivo.
La discrasia investe direttamente la responsabilità politica del sindaco Riccardo Mastrangeli, artefice delle condizioni poste e titolare delle determinazioni relative alla composizione della giunta. Se l’intesa contemplava una rappresentanza per tutte le componenti aderenti, la mancata inclusione del Polo Civico costituisce un inadempimento dell’impegno prospettato, del quale il primo cittadino è chiamato a rendere conto.
Una spiegazione dovuta non soltanto ai tre consiglieri, ma all’intera comunità politica del Polo Civico, protagonista in questi giorni di numerose adesioni, anche di riconosciuto spessore politico e personale, come hanno fatto anche altri per altro. Un rafforzamento della rappresentatività e del patrimonio umano della maggioranza che avrebbe potuto costituire motivo di compiacimento per il sindaco, invece si è trasformata, per ora, in una mancata rappresentanza nell’esecutivo.
«Promissa verbis, negata factis». Promesse formulate a parole, negate nei fatti. La questione trascende l’attribuzione di un assessorato e investe la reciprocità degli accordi. Se la rappresentanza era stata garantita, non basta invocare genericamente gli equilibri politici per giustificarne l’assenza: occorre chiarire perché l’impegno non abbia trovato attuazione.
Perché un patto non può essere rigorosamente vincolante per chi lo sottoscrive e discrezionale per chi lo propone. Né gli impegni politici possono trasformarsi in cambiali da esigere quando occorre consolidare una maggioranza e da disconoscere al momento dell’incasso.
E questa mattina, nella sala della giunta, tra il cerimoniale delle strette di mano e l’immancabile liturgia delle fotografie ufficiali, il sindaco Riccardo Mastrangeli avrà un interrogativo preciso al quale rispondere: per quale ragione il Polo Civico, pur avendo rispettato le condizioni stabilite, è rimasto escluso dalla rappresentanza nell’esecutivo?
Una domanda che il sindaco dovrebbe fugare, magari prima dell’inizio della giunta con la nomina dell’assessore in capo al Polo Civico, visto che nella comunicazione di ieri lo stesso sindaco ha anticipato la nomina dell’ultimo assessore. Ma per quanto possano calmierarsi i mal di pancia del Polo Civico, ce ne sono altri che avanzano a cominciare da Mani Libere, rappresentato da Sergio Crescenzi, al quale lo stesso Antonio Scaccia aveva strizzato l’occhio in queste settimane e Marco Ferrara che oggi rappresenta Noi Moderati, partito organico nel cento destra nazionale e regionale e non è difficile pensare che i vertici provinciali diranno la loro su questa situazione.
Si insiste nel dire che la composizione della giunta debba rispettare l’esito delle elezioni del 2022. Ma dal 2022 ad oggi di acqua ne è passata sotto i ponti e la coalizione uscita dalle elezioni, oggi, è ben altra cosa con un rimescolamento di gruppi, partiti e liste civiche che di fatto riconsegnano uno scenario politico assai diverso dall’originale. Un dato non di poco conto che il sindaco Mastrangeli avrebbe dovuto tenere in considerazione, ma invece ha ritenuto di tirare dritto per la sua strada. La prova del nove la si avrà nei prossimi consigli comunali, per saggiare la tenuta di questa ritrovata, si fa per dire, maggioranza.
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