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Frosinone

Sora Calcio, la replica di Tinto “Lunghi? Mai visto. Con lui solo telefonate” E svela i retroscena degli ultimi giorni di trattativa

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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Angelo Tinto

La scomparsa dal panorama calcistico del Sora è una ferita che resterà aperta per molto tempo e intanto proseguono gli strascichi per quanto è accaduto, con la tifoseria e la città che da giorni si interroga e attribuisce responsabilità per quanto accaduto. Dopo le dichiarazioni di Denny Lunghi arriva però la replica di Angelo Tinto che non ci sta ad essere l’unico agnello sacrificale di questa vicenda che ha visto tanti protagonisti rincorrersi.

“Denny Lunghi? Non l’ho mai visto di persona, l’ho sentito forse cinque volte al telefono. Se voleva fare una trattativa seria, avrebbe trovato il tempo, come ha fatto Mario Russo, di incontrami” Esordisce così Angelo Tinto dopo aver letto le dichiarazioni di Denny Lunghi.

Questo volta però, Tinto, aggiunge altri interessanti dettagli, che se confermati, delineano ancora meglio il livello della trattativa e soprattutto quanto accaduto negli ultimi giorni della scorsa settimana.

La prima parte della trattativa e l’accordo raggiunto con Mario Russo

Ma procediamo con ordine. “Denny Lunghi l’ho sentito una prima volta per telefono il 1 giugno. Nella telefonata mi aveva accennato ad un suo possibile interessamento, ma che sarebbe dovuto andare fuori per lavoro e che ci saremmo risentiti più avanti. In 40 giorni di trattativa io e Lunghi non ci siamo mai incontrati, non ha mai accettato un incontro per definire delle situazioni da vicino, ne tanto meno ci siamo mai stretti la mano” Afferma Angelo Tinto

“Nel frattempo andava avanti la mia trattativa con Mario Russo, nella quale lui avrebbe preso il 70% delle quote e io il 30%. Ci siamo visti tre volte per definire i contorni della trattativa ed è venuto anche a Sant’Antimo per questo. Il 16 giugno la trattativa era definita e l’accordo raggiunto, nei miei uffici a Sant’Antimo, ma fino a quel momento non c’era traccia del signor Lunghi e Mario Russo neanche lo conosceva a Denny Lunghi.” Aggiunge Angelo Tinto.

“Succede che poi esce il comunicato dei tifosi basta chiacchiere basta prese per il culo. Io praticamente vedo questo comunicato e dico ad Antonio Tersigni che è il marito dell’assessore Nike Maltese, guarda io mi tiro indietro, non tengo nemmeno più il 30 per cento, perché ormai si è rotto tutto. Il giorno dopo insieme al mio avvocato ci siamo confrontati con un preliminare che già avevamo fatto con quelli di Latina e l’avvocato mi ha detto prendiamoci tempo vediamo come svincolarci e ci siamo presi quattro giorni di tempo. Russo ha poi fatto un comunicato nel quale aveva posto il limite della mezzanotte per la conclusione dell’operazione. Noi alle 21 e 40 gli mandiamo un’email dicendo che l’operazione si poteva fare che ci potevamo incontrare e Mario Russo ci ha indirizzato ai suoi legali, iniziando così una nuova trattativa” Nel frattempo si arriva così al 25 di giugno.

“Non nascondo che questa presa di posizione di Russo, dopo che l’operazione era concordata e che dovevamo risolvere la questione del preaccordo con il Nuovo Latina mi ha indispettito, ma ci può stare e cominciamo a trattare con gli avvocati.”

Il nodo dei debiti e dei crediti

Lunghi nel suo intervento parla di una situazione debitoria disastrosa del Sora Calcio al quale Tinto risponde in questo modo “Forse Lunghi non è molto addentro a questo mondo del calcio, visto che ci sono squadre di serie D che ho incontrato a dicembre sia del girone F che del girone H, che mi hanno detto di avere debiti di molto superiori a quelli del Sora, alcuni quasi un milione di euro. Noi tra i debiti e i crediti la partita si sarebbe quasi azzerata. Ed è presto detto.” Aggiunge Tinto che questa volta cita le cifre dei crediti 

“Ci sono tre anni di affitti già pagati per gli alloggi dei calciatori e sono 24 mila euro l’anno, poi ci stavano 60.000 euro di credito sul conto federale della federazione, 31.000 euro di fidejussione bancaria 13.000 euro per il pagamento del Trecce, 10.000 euro di identità di trasferte disagiate, 15.000 euro di premio giovani come secondo posto del girone F e c’erano 8.000 euro di plusvalenza di Antinori. Solo con questi crediti stiamo ad oltre 100.000 euro, poi ci stavano 10-15.000 euro di sponsor ancora da incassare quindi i debiti messi a fianco ai crediti si azzeravano e rimanevano solo circa 30 mila euro. È evidente che queste somme, gli affitti degli immobili e dell’impianto del Trecc,e sono soldi che chi subentrava non avrebbe dovuto sborsare, come anche il tesoretto derivante dai crediti federali e dei premi se li sarebbero trovati in dote.” Precisa Tinto che racconta dell’entrata in scena di Lunghi.

“Dopo il comunicato dei tifosi dissi all’assessore Nike Maltese che non era il caso che io restassi con il 30% delle quote. Gli ho detto vedete di trovare qualcuno che si assume il 30 per cento e loro ha questo punto chiamano di domenica a Lunghi ed ho i messaggi nei quali mi dicevano che lo stavano chiamando tutta la giornata, pregandolo di entrare nella trattativa. Lunghi mi chiama il lunedì e mi dice Angelo non ce la faccio più con questi, mi stanno pregando di intervenire, quindi quello che ha raccontato sono tutte falsità.”

Gli domandiamo perché dovrebbero essere falsità quelle di Denny Lunghi “Solo perché loro stanno in provincia di Frosinone e hanno rapporti con Luca Di Stefano, che io spero che prima o poi esca qualcuno a mettere fine a tutta situazione. Per me è assurdo quello che ho visto. Io sono stato per lavoro in tutti i paesi del mondo, non ho visto quello che ho visto a Sora, la sudditanza che c’è, è assurdo, incredibile sono capaci di girare le notizie pur di far vedere che loro non hanno colpe”

Gli ultimi giorni della trattativa

Ma le colpe c’è l’ha Angelo Tinto? Perché alla fine il Sora è scomparso dalla cartina del calcio giocato. Ecco cosa ci ha risposto

“Intanto Lunghi non ha fatto una trattativa con me per 40 giorni, semmai la metà. Ma la situazione è precipitata con il suo ingresso, perché nel frattempo Mario Russo aveva detto che subentrando un’altra persona al mio posto, era giusto che la divisione delle quote fosse del 50% per uno tra Russo e Lunghi. Tutte cose conosciute dall’assessore allo sport Nike Maltese e da suo marito che erano gli intermediari di questa trattativa.” Aggiunge Tinto che prosegue

“Dopo che Russo mi fa parlare con i suoi avvocati l’accordo che avevamo preso io e Russo non viene rispettato e gli avvocati dimezzano la proposta contenuta nella trattativa, gli accordi non erano più quelli. L’accordo viene ridimensionato e mi sento preso in giro, ma continuo la trattativa con la Nike Maltese e praticamente mi propone di rimanere a Sora. Ho fatto notare che ormai con i tifosi non c’era più feeling e che Mario Russo da solo la società non l’avrebbe presa e ci aggiorniamo a mercoledì” Aggiunge Tinto che è un fiume in piena.

Chiediamo a quale mercoledì faccia riferimento Tinto

“Mercoledì scorso a due giorni della scadenza dell’iscrizione al campionato. Vi pare normale? Una trattativa chiusa al 19 di giugno, poi subentrano gli avvocati e Denny Lunghi; la proposta viene rivista al ribasso, ma Lunghi doveva dimostrare di poter pareggiare il 50% dell’investimento che Mario Russo avrebbe messo nell’operazione, nel frattempo i tifosi, che io ho incontrato mi fanno sapere con franchezza che non accettavano né il Latina, né la mia permanenza a Sora”

Insomma una sorta di telenovela che nel frattempo si condiva di comunicati, dichiarazioni e prese di posizione della tifoseria con tanto di manifestazione serale a Sora.

L’accordo raggiunto mercoledì sera, disconosciuto il giorno dopo

“Mercoledì scorso facciamo una proposta che ci viene accettata alle nove di sera con l’assessore allo sport Nike Maltese che chiama il mio avvocato Buonamano e gli dice che va tutto bene e ci propone di vederci il giorno dopo per fare il passaggio delle quote e che la proposta era stata accettata sia Lunghi che da Russo. Chiedo al mio avvocato di chiamare Russo la sera stessa di mercoledì ma Russo dice all’avvocato che lui non si trovava in Campania ma stava a Roma ad una cerimonia. Ho informato subito l’assessore allo sport Nike Maltese, ricordandogli che mancava un solo giorno alla scadenza e di vederci subito, ma mi ha risposto che non poteva, assicurandomi che ci saremmo visti il giorno dopo a Sora. Mi ha anche detto vieni con tutti i membri del consiglio di amministrazione del Sora. Mi attivo sentendo tutti per l’incontro di giovedì. Siamo stati ad aspettare tutto il giorno fino alle 15 ma non è arrivata nessuna chiamata per confermarci dove vederci.” Afferma Tinto che parla senza fermarsi

“Alle 15 io faccio chiamare gli avvocati che dicono che la trattativa non è più quella, è cambiata. Chiamo l’assessore e lei mi dice non sapeva nulla. Giovedì sera mi arriva una chiamata di Lunghi alle 9 meno 20 e mi dice ma allora come dobbiamo fare? Gli ho risposto se stava scherzando, visto che mercoledì sera, per voce dell’assessore l’accordo era stato raggiunto. La sua risposta è stata io non so niente di questo accordo. Gli rispondo ma come l’assessore Nike Maltese mi ha detto che era tutto apposto, che avevate accettato la proposta e Lunghi mi ha detto quello che dice Nike per me non ha valore. Nike non è nessuno, Nike non può entrare in questa situazione, a me l’amministrazione non mi ha dato garanzie, io devo affrontare il campionato” Prosegue Tinto

“A questo punto ho chiamato l’avvocato Buonamano e abbiamo fatto una telefona a tre insieme a Lunghi. L’avvocato Bonamano gli ha letto tutte le mail, gli ha letto le conversazioni con Nike Maltese, gli ha letto le conversazioni con Russo e Lunghi continuava a negare che lui non sapeva nulla. A questo punto ho liberato l’avvocato Buonamano e ho chiamato l’assessore Nike Maltese in un’altra telefonata a tre” Aggiunge Tinto

“Ho detto Nike scusa ma tu mi hai detto che io devo parlare solo con te, che tu ti facevi da tramite con tutti gli altri. Gli ho chiesto se loro lo sapevano della mia proposta e lei ha confermato”

“Ma sia l’assessore e Lunghi hanno cominciato a tergiversare e ho chiesto a Lunghi di ribadire se era vero che l’amministrazione non gli avesse dato garanzie e che dà solo non riusciva a gestire l’operazione. E pure Lunghi ha confermato a quel punto io mi sono arrabbiato perché in tutta questa storia stavamo tutti perdendo tempo e soprattutto se si vuole fare una trattativa non la si fa per telefono di sera. Con quelli del Nuovo Latina ci siamo visti diverse volte a Latina nei loro uffici guardando le carte, i bilanci i numeri dell’operazione perché così si fa una trattativa. Così come è accaduto con Mario Russo. Io penso che né l’amministrazione, né Lunghi avevano interesse di chiudere la trattativa, ma solo di portarla allo stremo e poi far ricadere tutte le colpe su di me. Io avrò delle responsabilità, ma non sono l’unico in questa vicenda. Se Lunghi era interessato avrebbe fatto predisporre un preliminare, si sarebbe reso disponibile ad un incontro”

Che succede venerdì mattina e che c’è di vero della valiggietta?

“Venerdì mattina alcuni tifosi che stavano vicino a me, mi chiedono di fare comunque l’iscrizione e gli dico che non ero nella possibilità di farlo nella mattinata, ma se era vero il loro racconto che l’amministrazione comunale e alcuni imprenditori volevano dare una mano, si poteva fare. Gli ho chiesto di anticipare i soldi per l’iscrizione e poi avremmo avuto fino al 27 di luglio per trovare una soluzione. Ho parlato anche con Nike Maltese. Gli ho detto il marito che vende le birre al Tomei per i prossimi 99 anni poteva fare un piccolo investimento, così come gli altri imprenditori? Facciamo un pò per uno per mettere i soldi. Poteva essere una soluzione. Mi è stato detto andiamo in comune e ti facciamo sapere. Nel frattempo mi sono avvicinato a Cassino dove ho atteso invano, altro che valiggetta. Alle 13,58 mi hanno chiamato che non si poteva fare nulla e a questo punto i tempi per l’iscrizione sono venuti meno” Dice Tinto al quale chiediamo chi altri si era fatto avanti

“Il marito dell’assessore Maltese, qualche sponsor, qualche imprenditore amico dell’assessore Maltese, qualche commerciante. Si sono riuniti nella sala del sindaco ma non hanno chiuso l’operazione.”

Diciamo a Tinto che non poteva andare diversamente visto che non c’era nessuna garanzia e nessun impegno scritto a tutela di questo gruppo di persone

“Avevo posto a garanzia un mio assegno del valore dell’iscrizione e se io non avessi accettato le condizioni pari al 50% delle richieste di entrambi io avrei perso i soldi e la squadra si poteva ritirare entro il 27 luglio. Per me non era un problema di soldi, ma volevo capire fino a che punto queste persone erano interessate a salvare il Sora Calcio.”

Il silenzio di Mario Russo

“Mario Russo probabilmente aveva capito prima di me cosa stava accadendo, essendo persona navigata e più esperta di me. Lo voglio comunque ringraziare per il suo contributo. Abbiamo parlato con i suoi legali, ma la trattativa è andata come vi ho raccontato e ve lo posso dimostrare. Penso anche che ha capito la situazione locale, qualche domanda se la sarà fatta. Perché Tinto non viene supportato, perché Tinto vuole andare via? Credo che abbia capito meglio di me la situazione” Sottolinea Tinto che torna poi sull’amministrazione comunale

“Che brutta gente e che brutta esperienza. Mi rammarico solo di non essere mai uscito mediaticamente e di non aver fatto capire meglio la situazione che stavamo vivendo. Anche se non ci credono io sono dispiaciuto e sono dispiaciuto soprattutto per i tifosi.”

Il rapporto di Tinto con i tifosi

“Sono dispiaciuto ma anche loro qualcosa l’avrebbero potuta fare. Perché se a settembre il sindaco non partecipa alla presentazione della squadra nella sede degli ultras mi sarei aspettato una presa di posizione dai tifosi. Se lo stadio Tomei ha i problemi che ha, perché nessuno lo ha mai detto? Perché se dal 12 aprile si sa che voglio lasciare la società i tifosi non hanno fatto subito una manifestazione sotto al comune? Purtroppo penso che sia un problema di rapporti locali, di una situazione di rapporti anche con alcuni esponenti dell’amministrazione, dal sindaco a qualche assessore. Pensi che gli striscioni sono rimasti affissi solo due ore. Quello che ho vissuto è stato un incubo, altro che trattiva surreale” Afferma Angelo Tinto al quale chiediamo come sia arrivato a Sora

“Fu per via di un commercialista che conosceva l’avvocato Palma e il sottoscritto” Ha concluso Angelo Tinto.

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