Ieri, venerdì 24 aprile, a Palazzo Munari si è tenuto l’evento “Verso il 25 aprile”, promosso dal Consiglio Comunale dei Giovani di Frosinone. Si è trattato di un convegno volto a ricordare l’importanza del continuare a celebrare l’anniversario della Liberazione italiana dall’occupazione nazi-fascista.
Nel corso dell’incontro, presieduto dal consigliere di Forza Italia Giovani Vincenzo Rinzivillo, si è parlato dell’importanza che ha il ruolo della democrazia all’interno del nostro Paese e si è reso omaggio a coloro che hanno preso parte alla Resistenza. Durante l’evento sono intervenuti Alessandra Maggiani, presidente provinciale dell’ANPI di Frosinone, Biagio Cacciola, responsabile del comitato Scientifico e Culturale dell’Amministrazione Provinciale, e Angelo D’Agostini, direttore della Biblioteca Comunale di Frosinone.
Vi è stata un’assenza, però, che non è passata inosservata durante l’incontro: quella di Avanti Frosinone, unica lista del Consiglio dei Giovani a non essere presente al convegno. Un segnale politico chiaro, che dimostra come quella del 25 aprile ad oggi sia ancora considerata una data «divisiva», i cui valori non sono condivisi all’unanimità dal popolo italiano.
Avanti Frosinone assente, Ruffini: «segnale politico»
Ad evidenziare l’assenza del gruppo di maggioranza nel corso dell’evento è stato il consigliere Edgar Ruffini, capogruppo della lista civica Frosinone Next-Gen, durante il suo intervento. «La decisione di non presentarsi in toto, senza neanche il Presidente o il Vicepresidente, penso sia un segnale politico che sottolinea che, in questo Paese, la Festa della Liberazione non è concepita da tutti allo stesso modo».
Ha poi proseguito insinuando «Molto spesso ciò avviene per partito preso e non per una questione di ideali. Io sono convintissimo che tra quei ragazzi non ci sia nessuno che abbia argomenti contrari al festeggiare il 25 aprile. Penso però, purtroppo, che ad oggi si tenda a seguire la logica del “io faccio parte del mio partito, quindi seguo indiscriminatamente le idee del mio partito”».
Abbiamo provato a contattare i Consiglieri della lista Avanti Frosinone per avere il loro punto di vista in merito alla questione, ma non abbiamo ricevuto risposta. La redazione de La Spunta rimane a disposizione qualora volessero fornire delle dichiarazioni.
25 aprile «divisivo»: lo scenario nazionale
Del resto, quanto verificatosi nella Sala Consiliare di Palazzo Munari, non è altro che il riflesso dello scenario politico sul piano nazionale. Negli scorsi giorni, infatti, diversi politici di destra hanno dimostrato per l’ennesima volta la loro avversione nei confronti della celebrazione del 25 aprile. Fra questi i due nomi che più di tutti hanno fatto rumore sono stati quello del Presidente del Senato Ignazio La Russa (FDI), che ha auspicato che venisse reso omaggio anche ai caduti della Repubblica Sociale Italiana, e del Presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, che ha detto di festeggiare San Marco al posto della Festa della Liberazione, poiché quest’ultima non sarebbe «unitaria».
Rinzivillo: «La libertà è una responsabilità»
Vi è una fetta di popolazione che tende a considerare quella del 25 aprile come una festa «di sinistra», ma i fatti smentiscono. L’evento di Palazzo Munari, infatti, è stato proposto dal Consigliere di Forza Italia Giovani, storico partito di centro-destra. Nel suo discorso introduttivo, Vincenzo Rinzivillo si è espresso in questo modo:
«Il 25 aprile non è una semplice data del calendario: è il simbolo di una conquista collettiva, di una rinascita. È il giorno in cui l’Italia ha riconquistato la libertà, la dignità e la possibilità di scegliere il proprio futuro. Una libertà che non è mai scontata, ma che è il frutto di sacrifici enormi e di un coraggio che ancora ci parla. Personalmente, sento profondamente che senza quella Liberazione – senza il coraggio di chi ha lottato allora – io oggi non avrei avuto la possibilità, la libertà, di proporre in Consiglio dei Giovani l’idea di organizzare un convegno come questo. Questo pensiero mi ricorda quanto sia preziosa la democrazia, e quanto dobbiamo custodirla, viverla, alimentarla ogni giorno. Celebrare il 25 aprile significa riconoscere che la libertà non è solo un diritto, ma una responsabilità. Ognuno di noi, nel proprio ruolo, può e deve contribuire a mantenerla viva.»






