Incendio in via Giuseppe Di Vittorio a Velletri, a due settimane dal rogo che ha colpito un cantiere edile e gravemente danneggiato una scala del complesso condominiale ATER, le forze politiche di opposizione chiedono un intervento più incisivo per garantire una sistemazione alle 10 famiglie rimaste fuori dalle proprie abitazioni.
A sottoscrivere l’appello sono Pd, AVS, Noi Domani e Buona Velletri, che chiedono all’amministrazione comunale di accelerare ogni iniziativa utile per superare l’emergenza abitativa. L’incendio, che secondo quanto riferito sarebbe presumibilmente di natura dolosa, ha provocato danni tali da rendere difficile ipotizzare un rientro nelle abitazioni in tempi brevi.
“L’accertamento delle responsabilità avrà la sua tempistica”
Per le forze di opposizione, l’accertamento delle eventuali responsabilità penali seguirà necessariamente i propri tempi, ma l’emergenza abitativa non può attendere.
“I fatti sono noti, l’accertamento delle responsabilità avrà la sua tempistica, ma la gravità della situazione non termina”, sottolineano Pd, AVS, Noi Domani e Buona Velletri.
Il problema riguarda infatti le condizioni di vita delle dieci famiglie coinvolte, che al momento non avrebbero certezze né sui tempi del rientro né sulla soluzione abitativa da adottare nel periodo necessario alla ristrutturazione.
Comune e ATER, gli interventi già avviati
La macchina della solidarietà, secondo le forze di opposizione, si è attivata a diversi livelli. Anche l’amministrazione comunale ha stanziato un fondo destinato a far fronte alle prime necessità delle famiglie coinvolte.
Nel frattempo, il Comune di Velletri avrebbe preso atto delle difficoltà di ATER, ente pubblico economico strumentale della Regione Lazio che gestisce oltre 11mila immobili, nell’intervenire direttamente sui dieci appartamenti interessati.
Per questo, attraverso un accordo sostitutivo previsto dalla legge 241/1990, l’amministrazione comunale si è assunta temporaneamente i relativi oneri.
Per l’opposizione, tuttavia, questo non è sufficiente.
“Non si può vivere per mesi in albergo”
L’entità dei danni fa ritenere alle forze politiche che il ritorno nelle abitazioni potrebbe richiedere diversi mesi.
“Non sarà questione di settimane, ma di mesi e ci auguriamo non di più”, affermano Pd, AVS, Noi Domani e Buona Velletri.
Nel frattempo, però, le famiglie non possono essere costrette a vivere per un periodo indefinito in strutture ricettive, rinunciando alla propria autonomia e alla propria intimità.
Da qui una serie di proposte rivolte all’amministrazione comunale.
Le proposte dell’opposizione
Le forze politiche chiedono innanzitutto di aprire un’interlocuzione con la Diocesi di Velletri, per verificare la disponibilità, nell’ambito del patrimonio gestito dalle parrocchie, di eventuali spazi abitativi destinabili temporaneamente alle famiglie.
La seconda proposta riguarda l’attivazione di una manifestazione di interesse rivolta ai privati per reperire sul territorio comunale alloggi ammobiliati, con un contratto garantito. Secondo l’opposizione, esisterebbero già esperienze analoghe applicate con successo.
Infine viene chiesta la nomina di un referente unico per l’emergenza, che possa seguire la situazione e garantire soprattutto un flusso informativo costante con le dieci famiglie coinvolte.
“Impegno unitario per arrivare alla soluzione”
Pd, AVS, Noi Domani e Buona Velletri rivendicano un impegno comune sulla vicenda e assicurano che continueranno a sostenere, nelle sedi istituzionali, ogni passaggio utile a riportare le famiglie nelle proprie abitazioni.
L’impegno non si limiterà però al livello istituzionale. Le forze di opposizione annunciano anche l’intenzione di attivare, attraverso il mondo associativo, percorsi di sostegno solidale per affrontare le ulteriori necessità che potrebbero emergere nella vita quotidiana delle famiglie.
L’appello finale è rivolto direttamente ai residenti di via Giuseppe Di Vittorio.
“Ai nostri concittadini di Via Giuseppe Di Vittorio, diciamo che ci siamo. Se e quando lo desiderano siamo disponibili ad incontrarli lontano dalle passerelle”, concludono le forze politiche di opposizione.






