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Home » Prima pagina » Inchiesta Acquanera, reintegrato il responsabile impianto della A&A, estraneo alle accuse di inquinamento

Inchiesta Acquanera, reintegrato il responsabile impianto della A&A, estraneo alle accuse di inquinamento

Amedeo Rota, difeso dall'Ugl e dall'avv. Costantini, reintegrato, dopo tre anni, sul posto di lavoro.
RedazioneRedazione24/01/2025 ore 13:253 Mins Read Cronaca Prima pagina
Il depuratore del consorzio Cosilam
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E’ stato giudicato estraneo ad ogni accusa e reintegrato a lavoro, Amedeo Rota, il responsabile dell’impianto della A&A S.p.A. che, per conto del Consorzio industriale (Cosilam) ha gestito in house il depuratore di via Molinarso a Villa Santa Lucia, dove confluiscono per lo più le acque della cartiera Reno De Medici.

Il lavoratore, iscritto all’UGL e difeso dall’avvocato Remo Costantini, era stato licenziato dall’azienda nel marzo 2022 a seguito dell’inchiesta denominata Acquanera, sugli sversamenti di veleni nella acque del rio Pioppeto.

Il tecnico era stato indagato e rinviato a giudizio, assieme ai vertici dell’azienda, quale corresponsabile dell’inquinamento, per aver, nel suo caso particolare, avuto consapevolezza del superamento dei limiti tabellari riguardo gli inquinanti immessi nel corpo recettore Rio Pippeto e di essere rimasto inerte non attivando quelle procedure necessarie per evitare che lo scarico dell’impianto inquinasse il fiume, compiendo, anzi, condotte tese ad occultare le problematiche.

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A seguito dell’istruttoria, la difesa ha dimostrato la totale estraneità ai fatti contestati. Il giudice del lavoro ha ritenuto insussistente e infondata la contestazione, in quanto Rota era responsabile dell’impianto ma senza potere di spesa né iniziativa, dunque senza poteri e responsabilità effettive tali da poter evitare quanto accaduto.

Al contrario, come emerge dalla sentenza, il tecnico ha fatto tutto quanto in suo potere (segnalando le problematiche riscontrate ai propri superiori gerarchici) e coerente con la propria posizione, non avendo, come detto, capacità di spesa sufficiente per colmare le carenze operative dell’impianto né capacità di incidere sull’afflusso di inquinanti in entrata in concentrazione superiore ai limiti.

Inoltre nessun risultato delle analisi è stato mai occultato ma sempre presentato ai propri superiori. Il Tribunale di Cassino, in funzione di giudice del lavoro, ha annullato il licenziamento e condannato il datore di lavoro A&A S.p.A. alla reintegrazione di Rota e al pagamento in suo favore di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima retribuzione di riferimento.

Felicità da parte di Amedeo Rota: “Sono felice e soddisfatto della sentenza – ha detto – perché  alla fine la giustizia ha fatto il suo corso. Ho dovuto aspettare tre anni per vedere riconosciuta la mia totale estraneità alla vicenda, tre anni in cui io e la mia famiglia abbiamo sofferto molto, ma ora, finalmente, posso tornare al mio lavoro e riprendermi la vita. Ringrazio l’avvocato Remo Costantini per quanto fatto e l’UGL per il sostegno nei miei confronti che ha significato davvero molto”.

Così il Segretario Provinciale UGL Frosinone Enzo Valente ha commentato la sentenza: “Apprendiamo con soddisfazione la decisione del giudice del lavoro che conferma ciò che avevamo sempre detto, cioè che i lavoratori non potevano pagare le conseguenze di quel disastro ambientale creato a Villa Santa Lucia ma che, le responsabilità, stavano altrove. Oggi si fa giustizia”.

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