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Satricum, la Mostra riaprirà solo nel 2028. L’Acropoli di Mater Matuta resta chiusa fino al 2027

La risposta del vicesindaco Massimiliano Carnevale all'interrogazione di Nazzareno Ranaldi (Per Latina Duemilatrentadue) non chiarisce costi, finanziamenti e tempi degli interventi

Di Redazione • • Politica

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Nazzareno Ranaldi

La Mostra di Satricum resterà chiusa fino alla fine del 2028, mentre per la riapertura dell’Acropoli di Mater Matuta bisognerà attendere il 2027. Sono queste le tempistiche indicate dall’Amministrazione comunale di Latina nel corso del Consiglio comunale, dove è stata discussa l’interrogazione a risposta orale presentata da Nazzareno Ranaldi, capogruppo di Per Latina Duemilatrentadue, sulla situazione dei due importanti siti archeologici.

A rispondere è stato il vicesindaco Massimiliano Carnevale, dopo due rinvii della discussione: il primo dovuto all’assenza dell’assessore, il secondo legato alla consegna tardiva della risposta. La delega alla Cultura, infatti, è rimasta in capo alla sindaca Matilde Celentano, non essendo attualmente assegnata a un assessore.

Per Ranaldi, tuttavia, le risposte fornite in aula non sono state soddisfacenti. Le date indicate per la riapertura della Mostra di Satricum, ospitata nell’ex Cartiera di Borgo Le Ferriere, e dell’Acropoli di Mater Matuta non sarebbero accompagnate da un cronoprogramma dettagliato, dalla quantificazione delle risorse necessarie o da una precisa copertura finanziaria.

Il consigliere aveva chiesto chiarimenti sullo stato dei due siti archeologici e sugli investimenti previsti per renderli nuovamente accessibili al pubblico. In aula, secondo quanto riferito da Ranaldi, è stato spiegato che l’Amministrazione è alla ricerca di finanziamenti, senza però indicare risorse già disponibili o impegni economici definiti.

Satricum, il Parco Museale approvato all’unanimità

La questione assume particolare rilievo anche alla luce della deliberazione del Consiglio comunale numero 37 del 4 giugno 2026, con la quale è stata approvata all’unanimità l’istituzione del Parco Museale Civico di Satricum.

«Un voto unanime ha senso solo se si traduce in atti concreti», sottolinea Ranaldi, ricordando che l’immobile dell’ex Cartiera è di proprietà comunale e che le utenze e le manutenzioni ordinarie risultano già coperte dal bilancio.

La Mostra di Satricum, curata dall’Università di Amsterdam e composta da reperti archeologici di grande valore, rimane chiusa da anni. Anche l’Acropoli di Mater Matuta è interdetta al pubblico, con la conseguente interruzione delle attività didattiche che ogni anno coinvolgevano centinaia di studenti delle scuole di Latina.

Un patrimonio storico e archeologico che, secondo il consigliere, potrebbe rappresentare una risorsa fondamentale per la crescita culturale e turistica del territorio.

Una grande mostra per il Centenario di Latina 2032

Nell’interrogazione Ranaldi ha chiesto anche di avviare un’interlocuzione con la Fondazione Latina 2032 e con il Ministero della Cultura per programmare una grande mostra di rilevanza internazionale dedicata a Satricum, con il possibile ritorno a Latina dei reperti oggi custoditi a Villa Giulia.

Un obiettivo che si inserisce nel percorso verso il Centenario della fondazione di Latina, nel 2032. La città potrebbe infatti valorizzare la storia millenaria del territorio, precedente alla nascita del capoluogo pontino, attraverso un progetto culturale di respiro internazionale.

Lo stesso emendamento approvato insieme alla delibera sul Parco Museale impegna il Comune a muoversi in questa direzione. Per trasformare l’obiettivo in un progetto concreto, secondo Ranaldi, servono però un referente politico, una programmazione definita e tempi certi.

«A Latina il patrimonio culturale si restringe»

Nel suo intervento in Consiglio comunale, il capogruppo di Per Latina Duemilatrentadue ha allargato il ragionamento alla situazione complessiva dei luoghi della cultura cittadini. Ranaldi ha ricordato che a Latina sono chiusi anche il Procoio e la Pinacoteca, mentre il Museo della Medaglia dedicato a M. Valeriani non è attivo. Il Garage Ruspi, invece, è stato consegnato all’Università ed è diventato una sala studio.

Secondo il consigliere, il patrimonio culturale della città, anziché essere ampliato e valorizzato, sta progressivamente perdendo spazi e opportunità. La gestione di un museo, ha osservato, richiede continuità amministrativa, una direzione artistica, risorse economiche certe e personale qualificato.

A questo quadro si aggiunge la questione della delega alla Cultura, tuttora nelle mani della sindaca Matilde Celentano. Una situazione che, secondo Ranaldi, non garantirebbe la necessaria presenza politica in un settore che richiede programmazione e attenzione costante.

I due rinvii dell’interrogazione, nella lettura del consigliere, rappresenterebbero un segnale delle difficoltà organizzative. Una condizione che, secondo Ranaldi, dovrebbe essere superata soprattutto in vista del Centenario del 2032.

Le richieste di Ranaldi: sopralluogo, fondi e riapertura anticipata

Per affrontare la situazione, il capogruppo di Per Latina Duemilatrentadue ha avanzato alcune richieste concrete all’Amministrazione comunale.

Tra queste, un sopralluogo della Commissione Cultura alla Mostra di Satricum e all’Acropoli di Mater Matuta, con la partecipazione dei tecnici comunali e dei referenti scientifici dell’Università di Amsterdam, per verificare direttamente le condizioni dei luoghi.

Ranaldi chiede inoltre un cronoprogramma degli interventi, con la quantificazione dei costi e l’indicazione dei relativi capitoli di bilancio. Un altro punto riguarda la possibilità di anticipare almeno parzialmente la riapertura dei siti, consentendo l’accesso alle scuole senza dover attendere il completamento dell’intero progetto del Parco Museale.

Infine, viene sollecitato l’avvio di un confronto con il Ministero della Cultura e con Villa Giulia per dare seguito all’emendamento approvato dal Consiglio comunale e lavorare alla realizzazione della mostra dedicata a Satricum.

Ranaldi assicura che continuerà a seguire la vicenda nelle sedi istituzionali, in Commissione e in Consiglio comunale. L’obiettivo dichiarato è fare in modo che il Parco Museale Civico di Satricum non rimanga soltanto una dichiarazione di intenti, ma diventi un progetto concreto, capace di restituire alla città il proprio patrimonio archeologico e culturale.

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