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“Rimbalzi dell’anima”, in libreria la nuova raccolta poetica di Orazio Mercuri: un inno alla resistenza contro l’indifferenza

Il drammaturgo, attore e regista pontino, originario di Bassiano e residente a Sezze, pubblica con Fuorilinea Editore una nuova silloge che esplora fragilità umana, memoria e responsabilità collettiva

Di Eugenio Siracusa • • Cultura

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Orazio Mercuri

SEZZE – La poesia come forma di resistenza all’indifferenza, come strumento per interrogare le coscienze e recuperare il valore delle relazioni umane. È questo il filo conduttore di “Rimbalzi dell’anima”, la nuova raccolta poetica di Orazio Mercuri, artista pontino originario di Bassiano e residente a Sezze, ora disponibile nelle librerie e nei principali store digitali.

Il volume, pubblicato da Fuorilinea Editore nella collana “Rosso sospeso”, rappresenta un nuovo percorso creativo per Mercuri, drammaturgo, attore e regista che mette la propria esperienza artistica e teatrale al servizio di una scrittura intensa, capace di intrecciare riflessione esistenziale, ricerca spirituale e osservazione critica della società contemporanea.

In “Rimbalzi dell’anima” la parola poetica non è soltanto espressione di emozioni e stati d’animo, ma diventa uno strumento per comprendere le contraddizioni del presente. I versi attraversano temi universali come la fragilità, la memoria, la consapevolezza e il senso dell’esistenza, invitando il lettore a recuperare un rapporto autentico con se stesso e con gli altri.

La poesia contro l’indifferenza e l’individualismo

Al centro della raccolta c’è la condizione dell’essere umano in una società sempre più caratterizzata dall’individualismo e dalla progressiva perdita di sensibilità verso le sofferenze altrui.

Mercuri costruisce un dialogo continuo tra dimensione personale e coscienza collettiva. Le poesie interrogano il valore delle relazioni, la capacità di ascoltare, il bisogno di solidarietà e l’importanza di riconoscere nell’altro una parte fondamentale della propria umanità.

Non si tratta di una scrittura che offre risposte definitive. Al contrario, i componimenti aprono domande, suggeriscono percorsi interiori e invitano a rallentare lo sguardo, restituendo dignità alle emozioni e alle esperienze quotidiane. La poesia assume così una precisa dimensione civile: si oppone alla superficialità, al cinismo e all’assuefazione al dolore, proponendosi come un antidoto all’apatia sociale.

Nella ricerca dell’autore trovano spazio anche suggestioni del pensiero buddhista, richiami alla filosofia di Kahlil Gibran, riferimenti al mito e alla memoria. Elementi che non rappresentano semplici citazioni culturali, ma diventano occasioni per interpretare il presente e riflettere sulle trasformazioni della società.

La prefazione: «Un invito a custodire l’umano»

Ad aprire il libro è la prefazione del critico Franco I. Esposito-Soekardi, che riconosce nella scrittura di Mercuri una capacità particolare di riportare al centro il valore della relazione umana. «Le poesie di Orazio Ananda Mercuri sono un invito a custodire l’umano: a non sottrarsi allo sguardo dell’altro, a non scivolare nell’indifferenza, a riconoscere nella fragilità una forma autentica di forza», scrive il prefatore.

Un giudizio che sintetizza efficacemente il messaggio dell’intera silloge: restare capaci di emozionarsi, comprendere e partecipare alla vita degli altri significa preservare ciò che rende autenticamente umana una comunità.

L’Arco di San Lidano e il legame con il territorio pontino

Un elemento particolarmente significativo della pubblicazione è il riferimento al territorio e alla sua memoria storica. Fin dalle prime pagine compare infatti un disegno, realizzato in stile litografico, dell’antico e monumentale Arco di San Lidano. Non una semplice scelta ornamentale, ma un’immagine che dialoga direttamente con il significato della raccolta.

L’architettura romana diventa una metafora della vita comunitaria: proprio come un arco mantiene la propria solidità grazie all’equilibrio e al sostegno reciproco delle sue pietre, anche una comunità può resistere nel tempo soltanto attraverso partecipazione, solidarietà e responsabilità condivisa. Un richiamo che lega l’opera alle radici culturali del territorio pontino, senza limitarne il respiro universale.

«Restare umani è l’unico modo per non diventare complici del buio»

Il senso profondo di “Rimbalzi dell’anima” trova una sintesi nelle parole conclusive della prefazione di Franco I. Esposito-Soekardi: «Mercuri sembra ricordare che restare umani è l’unico modo per non diventare complici del buio».

È una dichiarazione che restituisce tutta la forza del progetto poetico: non cercare rifugio nell’evasione, ma confrontarsi con le fragilità dell’esistenza, le ferite del quotidiano e le responsabilità individuali e collettive.

Con questa nuova pubblicazione, Orazio Mercuri propone dunque un’opera che invita a riscoprire la poesia come esperienza di conoscenza e consapevolezza, ma anche come gesto di partecipazione civile.

Un viaggio dentro l’animo umano che parte dalla sensibilità individuale per arrivare a una riflessione più ampia sulla società. Perché, nel movimento evocato dal titolo, ogni emozione, ricordo e pensiero può rimbalzare da chi scrive a chi legge, generando nuove domande e nuove consapevolezze.

“Rimbalzi dell’anima” di Orazio Mercuri, pubblicato da Fuorilinea Editore nella collana “Rosso sospeso”, è disponibile nelle librerie e online attraverso le principali piattaforme di vendita di libri, tra cui IBS e Libreria Universitaria.

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