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ASL Latina, scontro sulla mobilità interna: la FP CGIL chiede gli atti e l’intervento della Regione

L'obiettivo è ottenere piena trasparenza sulle procedure, verificando le motivazioni delle decisioni e le modalità con cui sono state individuate le sedi di destinazione dei lavoratori

Di Redazione • • Cronaca

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LATINA – La mobilità interna ASL Latina continua ad alimentare il confronto tra l’azienda sanitaria e le organizzazioni sindacali. La FP CGIL Frosinone-Latina torna sulla vicenda dopo le precisazioni diffuse a mezzo stampa dai direttori delle UOC Professioni Sanitarie, Stefano Mastrobattista e Silviano Di Mauro, giudicandole insufficienti e prive di risposte concrete alle questioni sollevate dal sindacato. Al centro della contestazione ci sono la trasparenza delle procedure, i criteri utilizzati per i trasferimenti del personale e l’impiego dei lavoratori assunti per le Case della Comunità.

Mobilità interna ASL Latina, la replica della FP CGIL

La presa di posizione del sindacato, datata 30 ottobre 2026, arriva dopo mesi di richieste formali che, secondo la FP CGIL, sarebbero rimaste senza risposta. L’organizzazione contesta in particolare la scelta dell’Azienda di intervenire pubblicamente soltanto dopo che la vicenda è stata portata all’attenzione dei giornali.

«Evidentemente, per ottenere una risposta su problemi che riguardano i lavoratori, alla ASL Latina non bastano le note sindacali: occorre passare dalla stampa. Non è il modo corretto di gestire le relazioni sindacali», dichiarano Vittorio Simeone, segretario generale, e Claudio Maggiore, segretario territoriale della FP CGIL Frosinone-Latina.

Il sindacato sottolinea quindi la necessità di ripristinare un confronto diretto con l’azienda, soprattutto su questioni che incidono sull’organizzazione del lavoro e sulle condizioni professionali del personale del Comparto.

Trasferimenti e graduatorie: chiesti gli atti e i criteri applicati

Nel merito, la FP CGIL ritiene che le precisazioni dei dirigenti aziendali non abbiano affrontato i punti principali della contestazione. Tra le richieste ancora inevase c’è quella relativa alla trasmissione della documentazione amministrativa, a partire dai provvedimenti di assegnazione e dai criteri concretamente utilizzati per disporre gli spostamenti del personale.

Il sindacato chiede inoltre chiarimenti sui trasferimenti che, secondo quanto denunciato, sarebbero stati effettuati al di fuori delle graduatorie. Una questione che, nella ricostruzione della FP CGIL, non riguarderebbe soltanto i casi già richiamati dall’Azienda nelle proprie precisazioni.

L’obiettivo è ottenere piena trasparenza sulle procedure, verificando le motivazioni delle decisioni e le modalità con cui sono state individuate le sedi di destinazione dei lavoratori.

Il caso del personale assunto per le Case della Comunità

Un ulteriore punto riguarda i dipendenti reclutati per le Case della Comunità e successivamente impiegati, secondo quanto evidenziato dal sindacato, in diverse sedi ospedaliere. Per la FP CGIL, le stesse precisazioni aziendali avrebbero confermato l’esistenza di queste assegnazioni, rendendo ancora più urgente conoscere gli atti amministrativi, le motivazioni organizzative e soprattutto i tempi previsti per il rientro nelle sedi per le quali il personale era stato assunto.

Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante anche in relazione allo sviluppo della sanità territoriale e all’attivazione dei nuovi servizi previsti dal modello delle Case della Comunità.

«Il personale si sente demotivato»: chiesto un confronto con l’Azienda

Al di là degli aspetti amministrativi, la FP CGIL pone l’accento sulle ricadute che la gestione della mobilità avrebbe prodotto sul clima lavorativo.

«Soprattutto, la risposta ignora il punto che ci sta più a cuore: un personale che si sente demotivato e percepisce un’Azienda che non lo tutela abbastanza e non si attiva per risolvere i suoi problemi. Questo non si supera con un comunicato, ma con il confronto», affermano Simeone e Maggiore.

Secondo il sindacato, la questione non può essere affrontata soltanto attraverso dichiarazioni pubbliche sulla correttezza delle procedure, ma richiede un dialogo concreto con i rappresentanti dei lavoratori.

La richiesta alla ASL e l’intervento della Regione Lazio

La FP CGIL Frosinone-Latina rinnova quindi due richieste principali: la trasmissione degli atti relativi alla mobilità interna e la convocazione di un incontro con le organizzazioni sindacali e la RSU per discutere la gestione delle assegnazioni e dei trasferimenti.

L’organizzazione sindacale ribadisce inoltre la richiesta di un intervento della Regione Lazio, affinché venga fatta chiarezza sulle criticità segnalate all’interno della ASL di Latina.

La vicenda resta dunque aperta e il confronto tra sindacato e Azienda è atteso soprattutto sul terreno della documentazione e delle risposte operative. Per la FP CGIL, dopo le precisazioni diffuse pubblicamente, è arrivato il momento di passare dalle dichiarazioni al confronto istituzionale, con l’obiettivo di garantire trasparenza nelle procedure e maggiore attenzione alle esigenze del personale sanitario.

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