Un Primo Maggio che oscilla tra celebrazione e preoccupazione per il lavoro. La Festa dei Lavoratori, in un contesto segnato da crisi economica, aumento dei costi e tensioni internazionali, assume nel territorio del Frusinate un significato particolarmente complesso.
Da un lato le parole del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ribadisce l’impegno delle istituzioni nel garantire dignità, sicurezza e opportunità occupazionali. Dall’altro, la voce critica del sindacato, con Enzo Valente, che denuncia una situazione sempre più allarmante per il tessuto industriale locale.
Rocca: “Il lavoro è dignità e sviluppo”
Nel suo messaggio istituzionale per il primo maggio, Rocca sottolinea come il lavoro rappresenti “presidio di dignità, libertà e uguaglianza”, evidenziando le azioni messe in campo dalla Regione per sostenere imprese, formazione e occupazione, con particolare attenzione anche alla partecipazione femminile.
Un passaggio centrale riguarda la sicurezza: “Non è accettabile che il lavoro possa costare la vita”, ha dichiarato il presidente, ribadendo la necessità di contrastare ogni forma di sfruttamento in un’epoca segnata da innovazione e intelligenza artificiale.
UGL: “Non c’è nulla da festeggiare”
Di tutt’altro tono la posizione dell’UGL, che parla apertamente di un “Primo Maggio amaro”. Il segretario provinciale Valente punta il dito contro le recenti misure governative legate alla ZES, che – secondo il sindacato – penalizzano il basso Lazio.
“La nostra provincia rischia una desertificazione industriale”, afferma Valente, evidenziando come gli incentivi destinati alle aree della ZES meridionale possano spingere aziende del Cassinate e del Sorano a delocalizzare verso territori limitrofi più agevolati.
Da qui la richiesta: includere anche il Lazio sud nella ZES per evitare una concorrenza territoriale considerata sleale e difendere l’occupazione.
Le manifestazioni sul territorio
Il Primo Maggio si celebra anche nelle piazze, con iniziative diffuse in tutta la provincia. A Ceccano torna la festa nel quartiere dedicato a Giuseppe Di Vittorio, simbolo delle lotte bracciantili contro lo sfruttamento, purtroppo ancora attuali.
L’evento, promosso da Pro Loco e associazioni con il patrocinio del Comune, unisce dibattiti, momenti di approfondimento sul lavoro, musica e socialità. Atteso anche un confronto con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Querqui e i rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL.
Analoghe manifestazioni si tengono anche a Isola del Liri, con il tradizionale corteo sindacale, e a Frosinone, dove l’iniziativa è organizzata dal PSI.
Un territorio in cerca di risposte
Tre modi diversi di vivere il Primo Maggio: quello istituzionale, quello della protesta sindacale e quello della partecipazione popolare. Un filo comune li unisce: la necessità di rimettere il lavoro al centro, in un territorio che chiede risposte concrete per il proprio futuro economico e occupazionale.






