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Francesco Silenti arrestato a Barcellona per traffico di stupefacenti

Di Redazione • • Cronaca

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Francesco Silenti, classe 1992, è stato arrestato il 30 ottobre 2026 a Barcellona dalla Policia Nacional. Il cittadino italiano era destinatario di un mandato di arresto europeo e deve scontare una pena residua di due anni, legata al possesso di circa 300 chilogrammi di sostanze stupefacenti di varia tipologia e armi.

L’operazione è maturata nell’ambito dello scambio informativo tra i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Roma ed ENFAST Italia del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Alla cattura hanno lavorato, in stretta sinergia, la Policia Nacional di Barcellona e il Gruppo I della Sezione Localizzazione Latitanti della UDYCO spagnola.

Il provvedimento europeo è collegato a un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia. Silenti rimane detenuto in Spagna, in attesa delle procedure previste per il trasferimento in Italia.

Il monitoraggio delle piattaforme digitali

Le attività investigative hanno riguardato anche il monitoraggio delle piattaforme digitali. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, insieme alle altre unità investigative interessate, hanno individuato i canali di consegna a domicilio utilizzati dal ricercato nel territorio spagnolo.

Secondo quanto comunicato dal Comando Provinciale di Roma, per avvalersi di questi canali Silenti avrebbe utilizzato anche documenti di identità falsificati. L’individuazione delle modalità di consegna ha consentito agli investigatori di localizzare il catturando e di arrivare al suo arresto in Spagna.

I collegamenti familiari

I Carabinieri precisano che Francesco Silenti è figlio di Ferdinando Silenti, attualmente ristretto nel carcere di Spoleto. Ferdinando Silenti è gravemente indiziato di essere contiguo al clan Pagnozzi, storicamente federato al clan Senese.

L’arresto si inserisce nella cooperazione internazionale di polizia tra le autorità italiane e spagnole, attivata per l’esecuzione del mandato di arresto europeo. Le procedure di consegna dovranno ora definire il rientro dell’arrestato in Italia per l’espiazione della pena residua.

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