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Pomezia, via libera alle varianti urbanistiche: coinvolti Tre Cannelle, San Pancrazio, Viceré e Via Naro

Napolitano "Una città non si misura in metri cubi di costruzione, ma garantendo servizi, strade e spazi verdi"

Di Redazione • • Politica

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Pomezia, varianti urbanistiche per Tre Cannelle, San Pancrazio, Viceré e Via Naro: il Consiglio comunale ha approvato quattro provvedimenti destinati a ridefinire la pianificazione di alcune aree della città. L’obiettivo è intervenire su situazioni che risalgono agli anni Novanta, aggiornando gli strumenti urbanistici e creando le condizioni per il recupero di servizi, infrastrutture e standard urbanistici.

Le decisioni riguardano sia il recupero urbanistico di nuclei già edificati sia l’ampliamento di piani di recupero esistenti. Un percorso che, secondo l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Veronica Felici, punta a rendere la pianificazione più aderente alle trasformazioni avvenute nel corso degli anni.

Tre Cannelle e San Pancrazio, avviato il percorso di recupero urbanistico

Per i nuclei di Tre Cannelle e San Pancrazio il Consiglio comunale ha adottato le varianti speciali finalizzate al recupero urbanistico. Gli interventi riguardano aree edificate da tempo, per le quali l’Amministrazione intende avviare un percorso di riordino e pianificazione, nel quadro previsto dalla normativa regionale.

L’obiettivo è affrontare le criticità urbanistiche accumulate negli anni e individuare regole più chiare per lo sviluppo delle aree interessate, favorendo il recupero degli standard urbanistici e una migliore organizzazione del territorio.

Viceré e Via Naro, ampliamento dei Piani di Recupero

Gli altri due provvedimenti riguardano Viceré e Via Naro, per i quali sono state adottate varianti finalizzate all’ampliamento dei rispettivi Piani di Recupero. Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, gli strumenti urbanistici esistenti risalgono agli anni Novanta e non rispondono più pienamente alle caratteristiche attuali dei territori.

L’aggiornamento punta quindi a rendere la pianificazione più coerente con la crescita dei quartieri, definendo prescrizioni per le parti ancora da attuare e creando le condizioni per migliorare la dotazione di servizi e infrastrutture.

La sindaca Felici: «Risposte a questioni aperte da decenni»

La sindaca di Pomezia, Veronica Felici, sottolinea la necessità di intervenire su situazioni che riguardano direttamente la vita quotidiana dei residenti. «Stiamo affrontando questioni rimaste aperte per decenni. Parliamo di quartieri nei quali vivono famiglie e cittadini che hanno il diritto di avere risposte, servizi e una pianificazione adeguata alla realtà di oggi», dichiara Felici.

La sindaca evidenzia inoltre l’intenzione di affrontare le criticità urbanistiche senza rinviare ulteriormente le decisioni, con l’obiettivo di governare lo sviluppo della città e aggiornare la pianificazione alle trasformazioni avvenute nel tempo. «Questi quattro provvedimenti rappresentano un altro passo concreto in questa direzione», aggiunge.

Mambelli: «Superare situazioni ferme da troppo tempo»

Anche l’assessore all’Urbanistica Roberto Mambelli evidenzia il lavoro svolto dagli uffici comunali e dall’Amministrazione per aggiornare gli strumenti di pianificazione. «Viceré e Via Naro avevano strumenti urbanistici risalenti agli anni Novanta e ormai non più pienamente rispondenti alla situazione reale dei territori», spiega l’assessore.

Per Tre Cannelle e San Pancrazio, invece, l’intervento si concentra sull’avvio del recupero urbanistico dei nuclei edificati, secondo quanto previsto dalla normativa regionale.

L’obiettivo comune, sottolinea Mambelli, è superare situazioni rimaste a lungo senza una soluzione complessiva e creare le condizioni per recuperare standard urbanistici, servizi e una migliore organizzazione territoriale.

Pianificazione urbanistica, il percorso per i quartieri di Pomezia

Le quattro varianti si inseriscono nel programma di aggiornamento della pianificazione comunale, in una città che negli ultimi decenni ha conosciuto importanti trasformazioni urbanistiche e demografiche.

«Non si tratta semplicemente di modificare delle carte urbanistiche, ma di dare prospettive concrete a interi quadranti della città», concludono Veronica Felici e Roberto Mambelli, ribadendo la volontà di proseguire il lavoro di riordino urbanistico quartiere dopo quartiere.

L’adozione delle varianti costituisce un passaggio del percorso amministrativo: i successivi adempimenti previsti dalla normativa urbanistica saranno determinanti per arrivare alla definizione degli strumenti e alla loro attuazione.

Eleonora Napolitano «La città non si misura in metri cubi di costruzioni»

«In Consiglio comunale sono state discusse e approvate dalla maggioranza quattro varianti urbanistiche relative ai nuclei nati abusivi: Via Naro, San Pancrazio, Viceré e Tre Cannelle. Il risultato? 69.217 m³ di nuove costruzioni.» Ha detto la consigliera

«Quanti servizi in più ci saranno per chi abita in quei quartieri? Al momento, nessuno di certo. Eppure riqualificare un territorio dovrebbe significare prima di tutto migliorare la vita di chi lo abita, garantendo strade, scuole, spazi pubblici, verde e servizi adeguati. Perché una città non si misura soltanto in metri cubi costruiti, ma nella qualità della vita che riesce a offrire ai suoi cittadini.

Le varianti approvate prospettano interventi e servizi, ma li rinviano a una fase successiva, subordinandoli all’adesione dei privati, alla rimozione di vincoli ancora esistenti e a cessioni di aree che risultano ancora in corso e sulle quali restano interrogativi. Oggi, dunque, la certezza è che si potrà costruire ancora mentre sui servizi restano condizioni da verificare e impegni da concretizzare.

Io penso che l’urbanistica debba seguire una logica diversa: prima si programmano e si realizzano i servizi necessari, poi si valutano le nuove cubature, partendo dai bisogni reali di una comunità e non dalle possibilità edificatorie dei terreni. Perché il suolo è un bene comune e il valore che le scelte pubbliche attribuiscono a un terreno non può trasformarsi in un regalo a chi lo possiede, mentre i costi della crescita ricadono sull’intera collettività.

Il compleanno di Pomezia dovrebbe essere l’occasione per chiederci quale città vogliamo lasciare a chi la vive ogni giorno. Io voglio una città in cui il territorio venga riqualificato nell’interesse di tutti, non una città in cui si costruisce oggi e si promettono i servizi domani.» ha concluso Napolitano

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