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Frosinone

Sora calcio, Cesariello “E’ mancata la città.” Intanto il sindaco cerca rassicurazioni dalla FIGC

Di Eugenio Siracusa • • Prima pagina

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Saranno settimane di apprensione per i tifosi del Sora Calcio

Col passare dei giorni e dopo lo sfogo dei protagonisti che hanno resa pubblica la trattativa, mai conclusa, per la cessione del Sora Calcio 1907, registriamo due fatti. Il primo l’intervento di Gianluca Cesariello, imprenditore napoletano che nella prima fase e fino al 16 giugno aveva affiancato Angelo Tinto come possibile socio sostenitore nel Sora Calcio. Una esperienza che si è fermata poi al 16 giugno quando l’operazione sembrava avere trovato una quadra, ma difatti non si è mai concretizzata.

L’altro fatto la mobilitazione di alcuni tra amministratori e professionisti che si sono recati dal presidente Malagò per chiedere rassicurazioni circa la possibilità di far ripartire una nuova società di calcio non dalla terza categoria. Un attivismo, con il coinvolgimento anche di alcuni professionisti che forse i tifosi avrebbero voluto vedere messo in piedi qualche settimana fa. Ma purtroppo cosa fatta a capo va.

Partiamo però con Cesariello. Al di la della chiacchierata sulla trattativa, l’imprenditore campano si è soffermato su un aspetto che più lo ha colpito, ovvero lo scarso interesse della società civile sorana e non far sparire il Sora Calcio. “E’ evidente e lo dico da osservatore esterno che ha avuto un ruolo in questa vicenda, che se ci fosse stata un maggiore coinvolgimento delle forze buone della città, probabilmente oggi staremmo parlando d’altro e non della scomparsa del Sora calcio” Afferma Cesariello.

“Io conosco Angelo Tinto per via delle mie attività lavorative e quindi conobbi Angelo quando andai a fare il sovralluogo allo stadio del Sora per quel che riguarda l’installazione dell’illuminazione a led. Abbiamo incominciato un pochettino a ragionare e lui all’epoca mi disse che cercava qualcuno che lo affiancasse, diciamo, nella stagione successiva per quel che riguarda la parte sportiva.”

Chiediamo a Cesariello se è vero che nella trattiva con Russo si parlò di quote. “Quando si inizia un percorso nuovo nel quale più soggetti, che non si conoscono, fanno un investimento è evidente che si vuole avere voce in capitolo. Per questo si paventò l’idea della trasformazione del Sora calcio in Società Dilettantistica, in questo modo il contributo di ognuno e rapportato in maniera proporzionale. Io ero disponibile a dare una mano, ovviamente, ma non mi chieda per quale motivo poi questa operazione non è andata più avanti perchè non ne conosco i dettagli”.

“Io ho affincato Russo nella prima parte ero anche disponibile a rilevarla insieme a lui. Ma fin da subito ho chiesto al sindaco Di Stefano di farmi incontrare degli imprenditori, di animare anche la società civile di Sora, che per prima si sarebbe dovuta mettere a disposizione. Debbo dire che il sindaco istituzionalmente ha dato rassicurazioni, sull’impianto, sulla possibilità di usare lo stadio, ma non è andato oltre la forma istituzionale.” Dice Cesariello

Gli chiediamo perchè secondo lui il Sindaco non ha messo in campo una moral suasion in proposito “Il problema, le dico la verità, che è comunque anche la mia perplessità è stata il fatto che non c’è stato nessun attore della scena civile del posto che ha detto ok, vi diamo una mano, ok, se vi serve noi ci siamo. L’ho sempre detto, al sindaco Luca DI Stefano, ma noi per fare questa cosa abbiamo bisogno anche della società civile del posto, di sponsorizzazioni, abbiamo bisogno di una serie di attività che per certi versi chi sta sul posto ci può aiutare. Non è mai successo che abbiamo fatto un appuntamento con imprenditori locali, potenziali sponsor, mai. E questo, le dico la verità, mi ha anche per certi versi un po’ raffreddato. Perché se non ci crede il tessuto sociale locale, perché ci dovrei credere io che vengo da Napoli?“

Una osservazione sulla quale non si può dissentire più di tanto, ma Cesariello aggiunge “I conti tornano quando si chiede a un imprenditore locale se te la senti devi dare una mano alla squadra per farla rimanere qua con una sponsorizzazione. Qui si parla sempre di tutte cose regolari, pienamente regolari. Questo il sindaco non l’ha fatto, insomma. Quindi le dico la verità, io non posso dar torto ad Angelo Tinto, anche se molto spesso ho sempre cercato un po’ di mediare con Angelo ovviamente, però le dico la verità, io non posso dar torto quando poi Angelo quando dice lo vedi mi hanno lasciato solo e ovviamente non riesco da solo a fare tutto“

L’imprenditore napoletano poi precisa “Però non voglio criticare nessuno, faccio delle constatazioni da osservatore esterno, anche perché torno a dire io sono stato accolto benissimo e comunque rimarrò sempre affezionato umanamente al territorio. Mi dispiace per come è finita” dice Cesariello che ripete il concetto

Di fatto, pur avendo più volte detto agli interlocutori sorani (sindaco e assessore ndr) di fare un tavolo con gli imprenditori, non si è mai concretizzata questa cosa. Avevo anche proposto l’idea dell’azionariato popolare. Se effettivamente i sorani avessero voluto salvare il calcio a Sora, quindi avessero veramente tenuto alla squadra, alla storia della città, la storia sportiva ovviamente, avrebbero dovuto effettivamente essere sensibilizzati o sensibilizzare chi realmente doveva poi organizzare questi tavoli. E sono convinto che se ci fosse stata questa massa critica anche Angelo Tinto sarebbe stato più conciliante”

“Oggi capisco l’amarezza dei tifosi che se la prendono con Angelo Tinto che avrà le sue responsabilità non c’è dubbio, ma credo che una parte di responsabilità se la deve prendere la città” Conclude Cesariello.

Nel frattempo la città si è svegliata e il sindaco insieme ad altri personaggi noti a Sora è andato con l’assessore Maltese in FIGC, dove è stato ricevuto dal presidente Malagò. Un incontro per spiegare quanto è accaduto consegnando un dossier al presidente federale e chiedendo di poter iscrivere la futura Sora calcio che verrà, in un campionato diverso dalla terza categoria. Cosa succederà lo scopriremo solo nelle prossime settimane.

Per restare sul calcio giocato a questo punto il sindaco potrebbe avviare un tavolo con il duo Russo e Lunghi, che pur non essendo di Sora, si sono prodigati, questo è innegabile, per cercare di rilevare il Sora Calcio 1907. Se erano disponibili ad investire centinaia di mila euro per una serie D, a maggior ragione potrebbero far ripartire una nuova realtà calcistica, magari trovando anche maggiore disponibilità negli imprenditori locali e investendo molto meno.

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