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Latina

Terracina, denuncia di Giuseppe Sannino: “L’accessibilità non è una concessione”

Di Redazione • • • Notizie

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Quella che doveva essere una vacanza si è trasformata, ancora una volta, in una battaglia per i diritti delle persone con disabilità. A raccontare la propria esperienza è Giuseppe Sannino, presidente dell’A.N.I.D.A., che denuncia una serie di criticità legate all’accessibilità riscontrate durante il soggiorno, dal 10 al 24 agosto 2026, presso un noto e rinomato Hotel di Terracina, dove aveva prenotato una camera doppia privilege.

Una vicenda che Sannino afferma di aver documentato attraverso fotografie, video e comunicazioni via PEC e che, a suo giudizio, riporta al centro una questione più ampia: quella della reale accessibilità delle strutture turistiche e della possibilità per una persona con disabilità di usufruire degli stessi servizi messi a disposizione degli altri ospiti.

“Spiagge e discese a mare inaccessibili”

Secondo la denuncia di Sannino, le principali criticità sarebbero state riscontrate negli spazi esterni e nei servizi della struttura.

In particolare, il presidente dell’A.N.I.D.A. segnala l’assenza in battigia della sedia Job, ausilio utilizzato per consentire alle persone con difficoltà motorie di raggiungere il mare, e una passerella che, a suo dire, non garantirebbe un percorso sicuro e lineare dall’ingresso della spiaggia fino al bagnasciuga.

Problemi vengono segnalati anche nella zona della scogliera, dove Sannino riferisce di aver riscontrato scale di accesso che considera particolarmente pericolose e una pavimentazione «completamente disconnessa».

Nel mirino anche il passamano in acciaio che, secondo la sua denuncia, durante le ore più calde diventerebbe particolarmente caldo, rendendone difficoltoso l’utilizzo.

Solarium, idromassaggio e palestra

Tra le criticità indicate dal presidente dell’associazione ci sono anche alcuni servizi interni alla struttura.

Sannino sostiene infatti di non aver potuto usufruire in condizioni di accessibilità di solarium, vasca idromassaggio e palestra.

Le problematiche, riferisce, sarebbero state segnalate tempestivamente alla direzione dell’hotel.

La risposta della struttura, secondo il racconto del presidente A.N.I.D.A., sarebbe arrivata soltanto dopo alcuni giorni.

“Mi è stato proposto di lasciare la struttura”

È proprio sulla gestione delle segnalazioni che Sannino concentra una parte importante della propria denuncia.

Secondo quanto riferisce, a fronte delle richieste di quelli che definisce «accomodamenti ragionevoli», la direzione avrebbe prospettato la possibilità di lasciare la struttura, offrendo il rimborso delle notti non ancora usufruite.

Una soluzione che Sannino considera tutt’altro che adeguata rispetto alle proprie richieste.

“La pezza era peggio del buco”, sintetizza il presidente dell’A.N.I.D.A., descrivendo quello che definisce uno scambio di comunicazioni via PEC caratterizzato da proposte che, a suo giudizio, non avrebbero risolto i problemi segnalati.

“L’accessibilità non è una concessione”

Per Sannino, il punto non riguarda soltanto la propria esperienza personale, ma il principio generale secondo cui una persona con disabilità dovrebbe poter accedere ai servizi di una struttura ricettiva alle stesse condizioni degli altri ospiti.

“Le persone con disabilità devono poter accedere come gli altri ospiti agli stessi servizi messi a disposizione dell’hotel “, sostiene.

Il presidente dell’A.N.I.D.A. richiama quindi tre concetti che considera fondamentali: accessibilità, fruibilità e qualità inclusiva.

«Senza se e senza ma», ribadisce.

La sua denuncia si inserisce così in una battaglia che Sannino porta avanti da tempo sul tema dei diritti delle persone con disabilità e che, anche in questa occasione, intende proseguire nelle sedi che riterrà opportune.

“Continuerò questa battaglia”

La vicenda, secondo quanto annunciato dal presidente dell’A.N.I.D.A., non si fermerà alla denuncia pubblica.

Sannino sostiene di avere raccolto e conservato la documentazione relativa alla propria esperienza, comprese comunicazioni, immagini e video, e annuncia che continuerà a portare avanti la questione nelle sedi che riterrà opportune.

Il principio rivendicato resta uno: «L’accessibilità non è una concessione. È un diritto».

Una vicenda che, al di là del singolo caso, riporta così al centro del dibattito il tema dell’accessibilità nel turismo e della necessità che strutture ricettive e servizi siano realmente fruibili dalle persone con disabilità, non soltanto sulla carta ma nella vita quotidiana.

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