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Velletri, la critica de La Spinosa per l’Ambiente: “Un mondo a parte tra cemento e acciaio”

Di Eugenio Siracusa • • • Prima pagina

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 “Velletri, un mondo a parte”. È il titolo scelto da La Spinosa per l’Ambiente per intervenire sul nuovo intervento realizzato in città e, più in generale, sulle scelte urbanistiche che riguardano gli spazi pubblici e il rapporto tra cemento, acciaio, verde e gestione del territorio.

Al centro della presa di posizione dell’associazione c’è un’area che, secondo quanto evidenziato, era precedentemente utilizzata come parcheggio per circa cento automobili. Un’area non completamente asfaltata, nella quale erano presenti anche alcuni alberi e superfici in grado di consentire l’assorbimento delle acque piovane.

La trasformazione dello spazio viene letta dall’associazione come un esempio di una concezione dello sviluppo urbano che privilegerebbe cemento e strutture rispetto alla permeabilità del suolo e alla presenza di vegetazione.

“Dove prima c’era un’idea, ora c’è acciaio, cemento e visione”

A suscitare la reazione de La Spinosa per l’Ambiente è in particolare una frase utilizzata dal sindaco di Velletri per descrivere l’intervento: “Dove prima c’era un’idea ora c’è acciaio, cemento e visione”.

L’associazione contesta il significato attribuito alla trasformazione e sostiene che, prima dei lavori, non ci fosse semplicemente uno spazio privo di funzione, ma un’area destinata alla sosta delle automobili, con una parte non impermeabilizzata e alcuni alberi.

Da qui la critica alle parole utilizzate per celebrare il nuovo assetto.

Secondo La Spinosa per l’Ambiente, infatti, la trasformazione rappresenterebbe “un passo indietro di almeno 60 anni”, proprio in un momento nel quale il tema della gestione degli spazi urbani viene sempre più collegato alla necessità di affrontare temperature elevate, periodi di siccità e fenomeni meteorologici estremi.

Il tema del clima e della permeabilità del territorio

La posizione dell’associazione parte da una considerazione più ampia: gli effetti dei cambiamenti climatici renderebbero necessario ripensare anche il modo in cui vengono progettati gli spazi urbani.

Tra le strategie frequentemente indicate in ambito ambientale rientrano infatti la riduzione delle emissioni, l’incremento della vegetazione e il mantenimento o il recupero della permeabilità dei suoli.

È su questo terreno che La Spinosa per l’Ambiente colloca la propria critica alle scelte effettuate a Velletri.

L’associazione sostiene che, mentre in molte realtà si discute di come aumentare il verde urbano, ridurre l’impermeabilizzazione dei terreni e creare spazi capaci di mitigare le temperature, a Velletri si sarebbe scelta una direzione differente.

La contestazione riguarda quindi non soltanto il singolo intervento, ma il modello di sviluppo urbano che, secondo l’associazione, emerge dalla trasformazione dell’area.

Il riferimento ironico a Cetto La Qualunque

Nel suo intervento La Spinosa per l’Ambiente ricorre anche all’ironia, mettendo in relazione l’espressione “cemento e acciaio” con Cetto La Qualunque, il personaggio interpretato da Antonio Albanese noto per la caricatura della politica fondata su grandi opere e cementificazione.

Il riferimento viene utilizzato dall’associazione per sottolineare quello che considera il contrasto tra le politiche di adattamento ai cambiamenti climatici e una progettazione urbana maggiormente orientata alla realizzazione di strutture in cemento.

L’associazione richiama così, in chiave satirica, la contrapposizione tra la necessità di preservare e aumentare gli spazi verdi e una visione dello sviluppo nella quale cemento e infrastrutture assumono un ruolo centrale.

“Un passo indietro”

La Spinosa per l’Ambiente conclude la propria presa di posizione tornando al punto di partenza: il rapporto tra trasformazione urbana e tutela ambientale.

Secondo l’associazione, la questione non riguarda soltanto l’estetica di una nuova opera, ma la funzione che gli spazi urbani possono svolgere in un contesto caratterizzato da temperature sempre più elevate e da periodi di siccità.

La richiesta implicita è quindi quella di considerare, nella progettazione degli interventi, anche elementi come la presenza degli alberi, la permeabilità del terreno e la capacità delle aree urbane di contribuire alla mitigazione degli effetti del caldo.

Una posizione che apre un confronto sul futuro urbanistico di Velletri e sulle modalità con cui conciliare trasformazione della città, infrastrutture e tutela del territorio.

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