← Torna a Notizie
Ambiente

Tuscia, 150 reati ambientali nel 2025: 123 persone denunciate

Di Redazione • • • Notizie

Notizie

Sono 150 i reati ambientali accertati nella Tuscia nel 2025, secondo i dati del rapporto annuale Ecomafia di Legambiente, elaborati sulla base delle attività delle forze dell’ordine.

La provincia di Viterbo si colloca al 57° posto nella graduatoria nazionale. Nel corso dell’anno sono state denunciate 123 persone e sono stati effettuati 13 sequestri.

Nel Lazio, Viterbo è la quarta provincia per numero complessivo di illeciti ambientali. Davanti ci sono Roma con 1.113 casi, Latina con 541 e Frosinone con 228. Rieti si ferma invece a 135.

Rifiuti, 59 reati nel Viterbese

Una delle principali criticità riguarda il ciclo illegale dei rifiuti. Nel Viterbese sono stati accertati 59 reati, dato che colloca la provincia al 54° posto in Italia.

Le persone denunciate sono state 68, mentre i sequestri sono stati sette.

Nel complesso, nel Lazio gli illeciti legati al ciclo dei rifiuti sono stati 859. Roma ne ha registrati 347, Latina 193, Frosinone 124, Viterbo 59 e Rieti 42.

La regione si colloca così al quarto posto nazionale per questo tipo di reati.

Abusivismo edilizio, 33 illeciti

Altro capitolo è quello dell’abusivismo edilizio. In provincia di Viterbo sono stati accertati 33 reati, con 42 persone denunciate e due sequestri.

Il Lazio ha registrato complessivamente 461 casi, risultando la sesta regione italiana per numero di illeciti legati all’abusivismo edilizio.

A livello provinciale Roma ne conta 155, Latina 108, Frosinone 41, Rieti 36 e Viterbo 33.

Incendi boschivi, Viterbo nella parte alta della classifica

È però il capitolo degli incendi boschivi a portare la provincia di Viterbo nella parte più alta della graduatoria nazionale.

Nel 2025 sono stati accertati 39 reati, un dato che vale il 20° posto in Italia. Le persone denunciate sono state due.

Viterbo precede in questa graduatoria province più popolose come Napoli, al 37° posto, Roma, al 45°, e Milano, al 65°.

Nel Lazio i reati legati agli incendi boschivi sono stati complessivamente 254.

Sedici reati contro la fauna

Sono invece 16 i reati contro la fauna accertati nel Viterbese. La provincia occupa il 78° posto nella graduatoria nazionale, con nove persone denunciate e quattro sequestri.

Nel Lazio i casi complessivi sono stati 398: 260 nella provincia di Roma, 71 a Latina, 29 a Rieti, 16 a Viterbo e 13 a Frosinone.

Nel Lazio 2.358 reati ambientali

Il quadro regionale conta complessivamente 2.358 reati ambientali, in diminuzione rispetto ai 2.654 dell’anno precedente.

Secondo i dati riportati nel rapporto, si tratta di una media di 6,5 reati al giorno, pari a uno ogni 3,7 ore, e del 6,6% del totale nazionale.

Nel corso dell’anno sono stati effettuati 109.822 controlli, con 2.140 persone denunciate, 17 arresti e 511 sequestri. Gli illeciti amministrativi sono stati 5.391, mentre le sanzioni contestate hanno raggiunto quota 4.081.

Il Lazio è inoltre la terza regione italiana per furti o gravi infrazioni ai danni del patrimonio culturale, con 236 episodi.

Sul fronte degli incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti, tra il 2013 e l’aprile 2026 sono stati registrati 162 roghi nel Lazio. Nello stesso arco temporale, secondo i dati citati, le inchieste sulla corruzione ambientale sono state 194.

Legambiente: «Ancora lontano un Lazio libero dall’ecomafia»

Sul quadro regionale è intervenuto Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, che ha indicato nel ciclo illegale dei rifiuti e nell’abusivismo edilizio due delle questioni ancora aperte.

Tra le priorità indicate dall’associazione figurano il contrasto al cemento illegale, la ripresa degli abbattimenti, il controllo del consumo di suolo, il contrasto agli scarichi irregolari e la realizzazione degli impianti necessari per una corretta gestione dei rifiuti.

Per Scacchi, l’azione delle istituzioni e delle forze dell’ordine resta centrale, mentre il raggiungimento dell’obiettivo di un Lazio libero dall’ecomafia, secondo la valutazione di Legambiente, resta ancora distante.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →