Close Menu
  • Home
  • Roma Sud
  • Frosinone
  • Latina
  • Sport
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura ed eventi
  • Rubriche
    • Sapori
    • Motori
    • Tesori in streaming
    • Scienza
    • Esteri
Gli ultimi articoli
  • DCA in aumento per ragazze e ragazzi: intervista alla dott.ssa Stefania Caperna
  • Anzio, donne contro la guerra: il comitato “Oltre l’8 Marzo” in piazza questa mattina
  • Ciociaria il lavoro che non c’è. La riflessione di Lorenzo Fiorini (PSI) “Prepariamoci a tempi oscuri”
  • Ciociaria, il lavoro che non c’è. 10 milioni di ore di Cassa Integrazione, disoccupati al 15,5%. Disoccupazione giovanile al 44,1%
  • TecnoLAB: il nuovo laboratorio dell’ITIS Vallauri

Contatti

Facebook X (Twitter) Instagram
Facebook X (Twitter) Instagram TikTok
la Spuntala Spunta
newsletter
  • Home
  • Roma Sud
  • Frosinone
  • Latina
  • Sport
  • Economia
  • Ambiente
  • Cultura ed eventi
  • Rubriche
    • Sapori
    • Motori
    • Tesori in streaming
    • Scienza
    • Esteri
la Spuntala Spunta
Home » Notizie » Economia » 8 milioni e mezzo di italiani a rischio povertà. “Serve un cambio di passo del Governo” ha detto il presidente onorario di Unimpresa, Longobardi.

8 milioni e mezzo di italiani a rischio povertà. “Serve un cambio di passo del Governo” ha detto il presidente onorario di Unimpresa, Longobardi.

RedazioneRedazione30/04/2024 ore 08:004 Mins Read da non perdere Economia Politica
il presidente onorario Unimpresa, Paolo Longobardi
ADV

Sono 8 milioni e 550mila gli italiani che galleggiano nell’area di disagio sociale. L’aumento del dato relativo al mercato del lavoro negli ultimi mesi non cancella le zone ad altissimo rischio, con quasi 2 milioni di disoccupati a cui vanno sommati 6,6 milioni di cosiddetti “working poor” (precari e sottopagati ndr)

Una fetta della popolazione vicina al 15% è a rischio povertà: sono, infatti, oltre 8 milioni e mezzo gli italiani che rientrano nell’area di disagio sociale e quindi vivono in una condizione economica fortemente precaria.

Senza dimenticare gli oltre 5 milioni di soggetti in povertà assoluta che portano il totale degli italiani in difficoltà parziale o estrema a quasi 14 milioni. 

ADV

È quanto emerge da un rapporto del Centro studi di Unimpresa “Ci concentriamo su questo fenomeno da quasi 10 anni. La vera sfida del governo, sta nell’arrivare a fine anno a ridurre l’area di disagio sociale, più contenuto rispetto all’attuale 8,5 milioni. Serve una traiettoria nuova, un cambio di passo verso un orizzonte diverso.”

“È un obiettivo ambizioso, ma a nostro avviso raggiungibile. Si tratta di creare le condizioni affinché le imprese possano crescere, investire e creare nuova occupazione. La ricetta è semplice: meno burocrazia e meno tasse, con una quota consistente di incentivi per chi crea nuova, stabile occupazione. Il consiglio dei ministri in programma martedì è una occasione formidabile anche da questo punto di vista” ha commentato il presidente onorario di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Secondo il rapporto del Centro studi di Unimpresa, che ha elaborato dati Istat, l’area di disagio sociale corrisponde al 14,4% della popolazione: si tratta di 8,5 milioni di persone sul totale di 59,1 milioni di cittadini italiani.

Il fenomeno osservato da Unimpresa riguarda principalmente i disoccupati e i working poor ovvero lavoratori precari o sottopagati: in particolare, questo bacino, negli ultimi anni, ha alimentato la fetta di poveri assoluti: infatti, se i poveri, a partire dal 2005, sono più che raddoppiati, salendo da 2,4 milioni a 5,6 milioni, i “working poor” sono passati, negli ultimi anni, da 10,4 milioni a 8,5 milioni: un “saldo” negativo di 2,2 milioni che va letto come un passaggio da un’area a rischio alla povertà assoluta.

“Mentre vanno definiti sostegni, misure emergenziali e misure per il reinserimento a livello occupazionale per i poveri, è dunque indispensabile evitare che la situazione degli occupati in difficoltà peggiori ancora di più” spiega Longobardi.

I lavoratori a rischio povertà, a fine 2023, erano 8,5 milioni, in leggero calo di 28mila unità rispetto all’anno precedente (-0,3%). I disoccupati, tra il 2022 e il 2023, sono rimasti sostanzialmente stabili, con una lieve variazione negativa: sono passati da 2 milioni e 27 mila a 1 milione e 947mila, in diminuzione di circa 80mila unità (-3,9%).

Tra i disoccupati, gli ex occupati sono passati da 1 milione e 129mila a 1milione e 55mila, in calo di circa 74mila unità (-6,6%); gli ex inattivi sono arrivati a quota 390mila in discesa di circa 3mila unità (-0,8%); coloro che sono senza esperienza di lavoro, infine, sono calati di 3mila unità (-0,6%), passando da 505mila a 502mila.

Quanto ai “working poor” (precari e sottopagati), questa categoria è passata da 6 milioni e 551mila soggetti a 6 milioni e 603mila soggetti, con una crescita di 52mila unità (+0,8%).

Tra gli occupati instabili o a basso reddito, i lavoratori con contratto a termine part time sono passati da 867mila a 920mila, in aumento di 53mila unità (+6,1%); gli addetti con contratto a termine e a tempo pieno sono calati, invece di 93mila (-4,4%) da 2 milioni e 114mila a 2 milioni e 21mila; i lavoratori con contratto a tempo indeterminato part time involontario rappresentano un’altra fascia cresciuta, con un aumento di 17mila unità (+0,6%) da 2 milioni e 638mila a 2 milioni e 655mila; i lavoratori con contratti di collaborazione sono aumentati di circa 2mila unità (+0,8%) da 248mila a 250mila; gli autonomi part time, infine, sono cresciuti di 73mila unità (+10,7%) da 684mila a 757mila.

“Quello dei poveri è un vero e proprio dramma e chi, come me, ogni giorno trascorre del tempo tra le persone, nei negozi e nei mercati si rende conto delle difficoltà delle persone. Chi ha impresa e dà lavoro: crea dignità ed è proprio questo aspetto che sta venendo a mancare.” ha aggiunto Longobardi.

“La perdita di lavoro o una retribuzione da fame rappresentano un elemento di vergogna per molti, in tanti hanno timore di chiedere un aiuto economico. Dobbiamo combattere proprio questo e il governo, se davvero vuole mantenere le promesse fatte fin qui, deve creare le condizioni per far lavorare al meglio le imprese.”

“Noi non crediamo nei sussidi a tempo indeterminato e siamo convinti che i posti di lavoro possano nascere solo dalle imprese, adeguatamente sostenute in termini normativi e in termini fiscali” ha concluso il presidente onorario di Unimpresa.

in collaborazione con ore12.net

Share. Facebook Twitter LinkedIn WhatsApp
Redazione

La Redazione de La Spunta è una testata giornalistica locale indipendente impegnata nel racconto quotidiano del territorio, delle sue comunità e delle sue trasformazioni. Attraverso cronaca, attualità, cultura, ambiente e approfondimenti sociali, La Spunta si propone di offrire un’informazione accurata, verificata e comprensibile, mettendo al centro i fatti, le persone e il contesto in cui vivono.

Possono interessarti

Regione Lazio: stanziati 8 milioni per le Comunità montane e le Isole ponziane

15/03/2026 ore 07:10

Valmontone, Eleonora Mattia incontra la comunità. Il rapporto di metà mandato e l’appello alla fiducia.

15/03/2026 ore 01:26

Consorzio Industriale del Lazio: nuove adesioni e 200 milioni per imprese e innovazione

14/03/2026 ore 07:14
non perderti

DCA in aumento per ragazze e ragazzi: intervista alla dott.ssa Stefania Caperna

15/03/2026 ore 11:51 Notizie

In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla abbiamo deciso di intervistare la dottoressa Stefania…

Anzio, donne contro la guerra: il comitato “Oltre l’8 Marzo” in piazza questa mattina

15/03/2026 ore 09:18

Ciociaria il lavoro che non c’è. La riflessione di Lorenzo Fiorini (PSI) “Prepariamoci a tempi oscuri”

15/03/2026 ore 09:17

Ciociaria, il lavoro che non c’è. 10 milioni di ore di Cassa Integrazione, disoccupati al 15,5%. Disoccupazione giovanile al 44,1%

15/03/2026 ore 07:30
Seguici!
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • YouTube
  • TikTok
le ultime notizie

DCA in aumento per ragazze e ragazzi: intervista alla dott.ssa Stefania Caperna

15/03/2026 ore 11:51 Notizie

In occasione della Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla abbiamo deciso di intervistare la dottoressa Stefania…

Anzio, donne contro la guerra: il comitato “Oltre l’8 Marzo” in piazza questa mattina

Ciociaria il lavoro che non c’è. La riflessione di Lorenzo Fiorini (PSI) “Prepariamoci a tempi oscuri”

Ciociaria, il lavoro che non c’è. 10 milioni di ore di Cassa Integrazione, disoccupati al 15,5%. Disoccupazione giovanile al 44,1%

CHI SIAMO

CONTATTI

PROPRITÀ E FINANZIAMENTO

CRITERI EDITORIALI

La Spunta è una testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Velletri (n. 3/2024 del 30/04/2024). Raccontiamo con attenzione e indipendenza la vita politica, economica, sociale e culturale dei territori del Lazio, con particolare attenzione alle province di Latina, Frosinone e Roma Sud.

La nostra missione è offrire un’informazione chiara, accurata e accessibile, dando spazio sia alle notizie di attualità sia alle storie che spesso restano ai margini del dibattito pubblico.

La redazione è composta da giornalisti pubblicisti e professionisti della comunicazione. Direttore responsabile: Giulio Calenne

Contatti (per segnalazioni e comunicati stampa): redazione@laspunta.it
Sede legale: Via Colle Noce, 44

Facebook X (Twitter) Instagram TikTok
  • Home
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie Policy
La Spunta, è una testata giornalistica iscritta nel Registro Stampa del Tribunale di Velletri il 30 aprile 2024 con numero 3/2024. Sede legale: Via Colle Noce, 44, Velletri, 00049

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

la Spunta
Gestisci la tua privacy
Utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e per mostrare annunci (non) personalizzati. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Gestisci opzioni
  • {title}
  • {title}
  • {title}