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Ceccano, il sindaco Querqui incontra l’arcivescovo Marcianò: nuove iniziative per ricordare gli Internati militari italiani

Di Redazione • • Attualità

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Il sindaco querqui e l'arcivescovo Marcianò

CECCANO – Nuove iniziative per custodire la memoria degli Internati militari italiani (IMI) e approfondire una delle pagine più dolorose della storia del Novecento. Il sindaco di Ceccano, Andrea Querqui, ha incontrato l’arcivescovo Santo Marcianò, vescovo di Frosinone, per avviare un percorso dedicato alla ricerca storica e alla valorizzazione della memoria degli italiani deportati e internati nei campi tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.

Alla riunione ha partecipato anche l’architetto Luigi Compagnoni. Presenti, tra gli altri, Enzo Orlanducci, presidente onorario dell’ANRP, l’Associazione nazionale reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di Liberazione, e il generale di Corpo d’armata Luigi Francesco De Leverano, già consigliere militare della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Internati militari italiani, il valore della memoria a Ceccano

L’incontro, come spiegato dal primo cittadino, fa seguito alla donazione di un volume tratto dal diario clandestino di padre Luca Airoldi, cappellano in un lager nazista. Il libro era stato consegnato dall’Amministrazione comunale all’arcivescovo Marcianò in occasione della Giornata dedicata agli Internati militari italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale.

«Soltanto a Ceccano, purtroppo, si contano 219 internati tra militari e civili», ha ricordato il sindaco Querqui, sottolineando l’importanza di ricostruire le vicende personali e collettive di quanti furono coinvolti in quella tragica esperienza. La ricerca storica e la conservazione delle testimonianze rappresentano strumenti fondamentali per trasmettere alle nuove generazioni la conoscenza degli eventi e il significato delle scelte compiute da tanti italiani durante il conflitto.

Il libro di padre Luca Airoldi sarà ripubblicato

Al centro dell’iniziativa anche un raro volume dal titolo “Zeithain campo di morte ove 900 nostri invocano ancora: Italia!”, ricavato dal diario clandestino di padre Luca Airoldi.

Il libro era stato consegnato in occasione della donazione insieme a Giovanni Gianfelice, nipote di un Internato militare italiano. L’opera ha suscitato interesse e apprezzamento e, secondo quanto riferito dal sindaco, sarà prossimamente ripubblicata per renderla nuovamente accessibile.

La diffusione del volume consentirà di mantenere viva la testimonianza degli internati e di approfondire le condizioni vissute dagli italiani nei campi tedeschi, contribuendo alla conoscenza di una vicenda storica che ha segnato profondamente numerose famiglie.

Un albo degli IMI originari di Ceccano

Tra gli obiettivi annunciati dall’Amministrazione comunale figura anche l’istituzione di un vero e proprio albo degli Internati militari italiani originari del territorio.

L’iniziativa punta a raccogliere e valorizzare i nomi e le storie di quanti furono internati durante la Seconda guerra mondiale, preservandone il ricordo e offrendo uno strumento per future attività di ricerca.

L’incontro tra il Comune di Ceccano, l’arcivescovo Marcianò e i rappresentanti delle realtà impegnate nella conservazione della memoria storica apre così la strada a nuove collaborazioni. L’obiettivo è trasformare il ricordo degli Internati militari italiani in un patrimonio condiviso, capace di unire ricerca, testimonianza e trasmissione della memoria alle generazioni future.

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