Sabaudia, crisi politica in Comune: dopo le dimissioni annunciate dal sindaco Alberto Mosca, Forza Italia rompe il silenzio e respinge le responsabilità attribuite al partito per la fine della maggioranza. In una dura presa di posizione, gli esponenti azzurri ricostruiscono le tensioni degli ultimi mesi e accusano il primo cittadino di aver progressivamente ridotto gli spazi di confronto con le forze che lo avevano sostenuto.
La crisi è arrivata al punto di rottura durante il Consiglio comunale, quando è emersa la mancanza dei numeri necessari a garantire la tenuta della maggioranza. Forza Italia contesta però qualsiasi tentativo di ricondurre la situazione esclusivamente alle scelte dei propri rappresentanti e chiede a Mosca di assumersi la responsabilità politica delle dimissioni.
Forza Italia: «Abbiamo sostenuto il sindaco con lealtà»
Nel comunicato, il partito rivendica il sostegno garantito al sindaco fin dall’inizio della consiliatura, con l’obiettivo di attuare il programma amministrativo e tutelare gli interessi della comunità. Secondo Forza Italia, la collaborazione sarebbe proseguita anche quando gli equilibri della maggioranza hanno iniziato a deteriorarsi, tra passaggi di consiglieri in minoranza e dimissioni di assessori.
La frattura, sostengono gli azzurri, si sarebbe consumata soprattutto sul terreno del confronto politico e della condivisione delle decisioni amministrative. «Una maggioranza non può essere considerata una squadra soltanto quando deve garantire i numeri: deve esserlo soprattutto quando si tratta di assumersi responsabilità e affrontare i problemi», afferma il partito.
La posizione di Forza Italia è netta: il sostegno politico non può tradursi in un’approvazione incondizionata delle scelte del sindaco. Ascolto, mediazione e partecipazione vengono indicati come elementi indispensabili per il funzionamento di una coalizione amministrativa.
Il ruolo di Giovanni Secci e la rottura nei rapporti
Nel ricostruire le origini della crisi, Forza Italia attribuisce un ruolo importante all’uscita di scena di Giovanni Secci dalla carica di vicesindaco. Secondo il partito, finché Secci ha ricoperto quell’incarico è stato possibile mantenere un rapporto di collaborazione con Mosca, grazie a una funzione di raccordo politico tra l’amministrazione e la formazione azzurra.
Dopo la sua uscita, sempre secondo la ricostruzione del partito, sarebbero progressivamente venuti meno i momenti di confronto e condivisione, fino all’assenza del sindaco alle riunioni del direttivo locale di Forza Italia.
«Non si governa una città ignorando la propria maggioranza e non si può pretendere sostegno senza garantire ascolto», si legge nel comunicato.
Elezioni provinciali, un altro motivo di tensione
Tra gli episodi richiamati da Forza Italia figurano anche le elezioni provinciali, durante le quali, secondo il partito, Mosca avrebbe sostenuto un candidato appartenente a un’altra forza politica, discostandosi dall’indirizzo dei vertici provinciali e regionali azzurri. Una scelta che, nella lettura di Forza Italia, avrebbe contribuito ad aumentare le tensioni all’interno del coordinamento locale.
Il partito contesta inoltre quello che considera un richiamo contraddittorio ai vertici della stessa formazione politica per sostenere le decisioni del sindaco, dopo le divergenze emerse in occasione del voto provinciale.
Sciamanna e Mazzali, «l’uscita dall’aula è stata una scelta politica»
Forza Italia interviene anche sull’abbandono dell’aula consiliare da parte della presidente del Consiglio comunale Diana Sciamanna e del consigliere Massimo Mazzali durante l’ultima seduta.
Secondo il partito, il gesto non sarebbe stato dettato da motivazioni personali, ma rappresenterebbe una decisione politica maturata dopo ripetute richieste di chiarimento rimaste, a loro giudizio, senza risposte adeguate. L’obiettivo, nella ricostruzione degli azzurri, sarebbe stato richiamare il sindaco alla necessità di concordare una linea condivisa per la conclusione della consiliatura.
Forza Italia respinge quindi le interpretazioni che riconducono il comportamento dei due consiglieri alla difesa di interessi personali e rivendica la legittimità delle richieste di chiarimento sulle scelte amministrative.
Le dimissioni di Mosca e la responsabilità politica
Il passaggio più duro del comunicato riguarda le dimissioni del sindaco, definite dallo stesso Mosca irrevocabili.
«Forza Italia non accetta di essere indicata come causa di una crisi che ha cercato in ogni modo di scongiurare attraverso il dialogo e la condivisione», afferma il partito, attribuendo al primo cittadino la responsabilità politica della propria decisione.
La formazione azzurra sostiene che la crisi non possa essere spiegata soltanto attraverso le ultime mosse in Consiglio comunale, ma debba essere letta alla luce di un deterioramento dei rapporti politici che, secondo la sua ricostruzione, si sarebbe sviluppato nel corso degli ultimi mesi.
Il caso dei bandi per il lungomare: chiesti chiarimenti
Nel comunicato trova spazio anche la vicenda dei bandi relativi al lungomare di Sabaudia, sulla quale, riferisce Forza Italia, il sindaco avrebbe rivolto contestazioni ai rappresentanti del partito.
Gli azzurri chiedono che vengano forniti chiarimenti sulle decisioni amministrative legate alla vicenda, sostenendo che potrebbero avere conseguenze rilevanti per il Comune e per la collettività.
«Su questa vicenda non intendiamo alimentare polemiche sterili. Vogliamo, invece, che siano forniti chiarimenti precisi su decisioni amministrative che potrebbero avere conseguenze rilevanti per il Comune e, quindi, per tutti i cittadini di Sabaudia», conclude il comunicato.
La presa di posizione di Forza Italia aggiunge un nuovo capitolo alla crisi politica cittadina, con il confronto che si sposta ora sulle responsabilità della rottura della maggioranza e sulle questioni amministrative ancora da chiarire.
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