Una protesta contro la mancata manutenzione del territorio e la gestione dei consorzi di bonifica si è tenuta questa mattina, sabato 31 ottobre, in Piazza del Popolo a Latina. Cittadini, residenti delle zone colpite e rappresentanti del mondo agricolo si sono riuniti per chiedere risposte al comune e agli enti competenti dopo gli allagamenti che negli ultimi giorni hanno interessato la città, in particolare nella notte tra il 20 e il 21 ottobre. Tra i partecipanti il presidente nazionale del CRA Danilo Calvani, il residente di Via dei Cappuccini Francesco Giovannelli e la cittadina Noemi Frisieri, e il comitato di quartiere Piazza Moro Latina. La richiesta comune è la pulizia dei canali e la messa in campo di interventi preventivi concreti.
La posizione del CRA: “Gestione dei consorzi un fallimento”
Calvani, che si è presentato come il presidente nazionale del CRA. Ha definito la gestione dei consorzi di bonifica “un fallimento totale”, ricordando le lotte e le denunce portate avanti da anni. Secondo Calvani, la politica tende a scaricare la responsabilità sulla calamità naturale, che pure esiste, ma fossi e canali non vengono puliti, come potrebbe testimoniare qualsiasi cittadino. A suo giudizio, proprio perché il rischio di eventi calamitosi è concreto, gli scoli dovrebbero essere puliti preventivamente anche più di quanto avvenga oggi. Il presidente ha parlato di “menefreghismo”, di una situazione in cui “qualcosa non quadra” e ha richiamato, senza ulteriori specificazioni, “incompetenza” e “incompatibilità”. Una situazione, ha concluso, “grave” e che “non può essere più accettata“. Alla domanda sulla speranza per i cittadini di Latina, ha risposto che dipende dalla loro partecipazione: se non si impegnano, la speranza non c’è; se lo fanno, la certezza di riuscirci c’è.
La voce dei residenti di Via dei Cappuccini
Francesco Giovannelli, residente di Via dei Cappuccini, ha spiegato di non avere un ruolo ma di sperare di essere la voce di tutta la sua via e dell’intera città, perché, ha sottolineato, non si tratta del problema di un singolo. Ha raccontato di non voler rivivere una nottata come quella tra il 20 e il 21 ottobre, con l’orizzonte nero e il timore di allagarsi da un momento all’altro. Giovannelli ha puntato il dito contro la mancata prevenzione, citando in particolare un’allerta arancione che, a suo dire, non sarebbe stata seguita da misure concrete, mentre i comuni limitrofi riducevano la viabilità e chiudevano scuole e mercati. Servono, ha detto, controlli sullo stato dei canali e delle caditoie prima che accada il disastro, perché rimediare dopo non è la soluzione.
Sul futuro della città si è detto fiducioso: la speranza, ha affermato, sono i cittadini stessi. La manifestazione di oggi è stata per lui “un piccolo passo” e l’inizio di “una grande traversata”, non una battaglia vinta. Giovannelli ha annunciato che i cittadini continueranno a farsi sentire davanti agli enti chiamati a dare risposte, citando come esempio di mobilitazioni efficaci alcuni casi recenti di proteste in altri Paesi, e ribadendo che il cambiamento non è facile né immediato, ma possibile.
«L’alluvione è conseguenza dell’incuria»
Noemi Frisieri, cittadina residente in Via dei Cappuccini, zona Piccarello, ha spiegato di essere in piazza perché stanca di vedere la città trascurata. Ha detto di trovare impensabile che la Latina in cui vive oggi da adulta sia più abbandonata di quella in cui è nata e cresciuta. Per Frisieri l’alluvione è “la diretta conseguenza” della mancata manutenzione del territorio e dell’assenza di attenzione ai suoi bisogni. La pioggia, ha osservato, cade comunque, ma un territorio fragile come quello di Latina richiede una cura particolare, e la sua assenza ha determinato i disastri raccontati dalle testimonianze condivise nel corso della giornata.
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