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Velletri, l’opposizione attacca il sindaco: «Dopo tre anni la città aspetta ancora risposte»

Di Redazione • • Politica

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il sindaco di Velletri Ascanio Cascella

VELLETRI – La crisi politica della maggioranza, le trattative per ridefinire gli equilibri amministrativi e le tante questioni ancora aperte sul futuro della città. A Velletri il confronto politico continua ad alimentarsi dopo l’ultimo Consiglio comunale, durante il quale i gruppi consiliari di opposizione si aspettavano dal sindaco un chiarimento sulla situazione della maggioranza, sulla composizione della nuova squadra di governo e soprattutto sul programma da portare avanti fino alla conclusione del mandato.

Un’attesa che, secondo le minoranze, sarebbe rimasta sostanzialmente delusa. Il giudizio affidato a una nota congiunta di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Noi Domani e Buona Velletri è particolarmente critico: «La città aspettava risposte», sottolineano i gruppi di opposizione, contestando al primo cittadino una presa d’atto della situazione politica che non avrebbe affrontato i problemi più urgenti della comunità.

Crisi politica a Velletri, l’opposizione interroga la maggioranza

Al centro della polemica c’è anche la posizione di Fratelli d’Italia, che ha annunciato un appoggio esterno alla maggioranza, rivendicando un diverso metodo di governo e riservandosi di valutare i singoli provvedimenti.

Una scelta che, secondo le minoranze, presenta ancora diversi interrogativi. Durante il Consiglio comunale, infatti, i consiglieri del partito erano presenti in Aula e, osservano i gruppi di opposizione, non sarebbero emersi elementi tali da chiarire la reale portata della presa di distanza.

Da qui le domande rivolte alla maggioranza: si tratta di una vera rottura politica oppure di una nuova trattativa per ridefinire incarichi e deleghe? E soprattutto, quale progetto amministrativo continua a tenere insieme le forze politiche che sostengono il sindaco?

Per le opposizioni, mentre il dibattito sembra concentrarsi sugli equilibri interni, i problemi quotidiani della città continuano ad attendere soluzioni.

Servizi, scuole e famiglie: le questioni ancora aperte

Nel documento vengono richiamate diverse emergenze amministrative. Dalla manutenzione delle strade alla sicurezza della viabilità, dalle difficoltà del commercio nel centro storico all’apertura degli asili nido e al completamento delle mense scolastiche.

Particolare attenzione viene riservata anche alle famiglie che hanno perso la propria abitazione nell’incendio dell’immobile ATER. Per queste persone, secondo i gruppi consiliari, non possono essere sufficienti documenti e atti amministrativi: servono risposte concrete e tempi certi per affrontare una situazione di particolare difficoltà.

«A queste persone non interessano le trattative interne alla maggioranza», è il senso della contestazione. I cittadini vogliono sapere quando saranno disponibili i servizi, quando termineranno i lavori e quando potranno contare su una città più efficiente.

Il nodo dei 700mila euro e i conti di Velletri Servizi

Un altro tema sollevato durante il confronto riguarda il disequilibrio di circa 700mila euro, richiamato dal sindaco nel suo intervento e collegato alle responsabilità dell’amministrazione e alla spesa sociale.

Per l’opposizione, tuttavia, il riferimento alla necessità di sostenere il sociale non sarebbe sufficiente senza una spiegazione dettagliata delle scelte effettuate. I gruppi chiedono di conoscere quali servizi si intendano potenziare, quali risultati si vogliano raggiungere e quali interventi siano previsti sul fronte della prevenzione.

Altrettanto delicata viene considerata la situazione economica di Velletri Servizi. Secondo i dati richiamati dalle minoranze, la società avrebbe registrato nei primi sei mesi del 2026 un debito di circa 300mila euro, con una proiezione di 600mila euro su base annua.

I consiglieri avrebbero chiesto chiarimenti sulle possibili soluzioni per il risanamento, domandando anche se sia stata valutata l’eventualità della vendita delle farmacie comunali. Un interrogativo che, denunciano, non avrebbe ricevuto risposta.

Opere pubbliche, «non bastano gli annunci: servono cronoprogrammi»

Nel mirino delle opposizioni finiscono anche i progetti e le opere pubbliche citati dal primo cittadino. Tra questi il parcheggio multipiano, l’ascensore inclinato, i nuovi asili nido, il mattatoio, la piscina comunale, gli interventi sulla viabilità e sul cimitero, la scuola Mariani e i programmi di mobilità e manutenzione urbana.

Il punto, secondo i gruppi consiliari, non è contestare l’importanza degli interventi, ma chiedere conto del loro effettivo stato di avanzamento.

«Tra un annuncio, un procedimento avviato, un finanziamento ottenuto e un’opera effettivamente realizzata c’è una differenza enorme», sottolineano. Per questo chiedono tempi, risorse disponibili e cronoprogrammi verificabili.

«Un elenco non è un cronoprogramma e dire che si sta lavorando non basta più», è la critica rivolta all’amministrazione. Dopo tre anni di mandato, sostengono le minoranze, è legittimo pretendere che agli annunci seguano risultati concreti.

«Velletri ha bisogno di un’amministrazione che sappia governare»

La conclusione della nota torna sul concetto di responsabilità, più volte richiamato dal sindaco durante il Consiglio comunale. Per PD, AVS, Noi Domani e Buona Velletri, amministrare significa soprattutto programmare, ascoltare, garantire i servizi, assumere decisioni e rendere conto delle proprie scelte.

I gruppi di opposizione contestano tre anni caratterizzati, a loro giudizio, da carenze nella programmazione, nel confronto e nella trasparenza, con ricadute sulla vita quotidiana dei cittadini: disservizi, problemi di viabilità, manutenzione insufficiente e cantieri che si trascinano.

Il sindaco ha parlato della fatica di amministrare e della necessità di non abbandonare il timone durante la tempesta. Ma, osservano le minoranze, anche i cittadini affrontano quotidianamente le difficoltà di una città che attende risposte. Da qui l’invito a ripartire dai problemi concreti: servizi, strade, scuole, sociale, centro storico, manutenzione e trasparenza. E soprattutto a chiudere i cantieri, sia quelli materiali sia quelli amministrativi.

La conclusione politica è netta: «Velletri non ha bisogno di un sindaco che continui a raccontarci quanto sia difficile affrontare una tempesta. Ha bisogno di un sindaco che si occupi della città e sappia governare. E soprattutto, cominciamo a chiudere i cantieri. Quelli materiali, che da troppo tempo condizionano la vita dei cittadini, e quelli amministrativi, rimasti aperti per mancanza di programmazione, di scelte e di responsabilità.»

«Se dopo tre anni la preoccupazione principale è ancora quella di trovare un equilibrio tra le forze politiche che sostengono la maggioranza, allora il problema non è la tempesta. È che questa Amministrazione ha perso di vista la città.» Concludono PD, AVS, Noi Domani e Buona Velletri.

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