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Velletri, amministrazione al bivio. Il solco tra i partiti e il Sindaco si allarga. Nella disputa anche il ruolo del partito liberaldemocratico

Di Eugenio Siracusa • • Politica

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La festa della vittoria elettorale, sembrano passati decenni

VELLETRI – Il sindaco Ascanio Cascella non solo non ha azzerato la giunta, come gli avevano chiesto i partiti della coalizione, ma anzi ha rilanciato. Per nulla intimorito da questa richiesta, ne ha preso atto ed ha tirato dritto per la sua strada, tanto che all”indomani del consiglio comunale di giovedì, ha riunito la giunta e con soli due assessori, Ilaria Neri e Paolo Felci, ha approvato delibere di giunta comunale, tra le quali anche quella da 6 mila euro per i festeggiamenti di Halloween.

Non era mai accaduto nella storia repubblicana del comune di Velletri che un sindaco di fronte al fatto di non avere più la maggioranza e senza mezza giunta sia andato avanti imperterrito. A questo punto qualche domanda viene spontanea. Perchè continuare in questa situazione per la quale gli unici a rimetterci sono i cittadini di Velletri? A chi giova questa situazione di stallo? Ci sono motivi personali o interessi politici da mantenere in piedi?

Intanto la città scivola sempre di più verso il baratro. Adesso, da qualche giorno piazza Metabo, ancora transennata e di fatto ancora cantiere, è stata presa d’assalto dalle macchine, soprattutto di sera, alla ricerca disperata di un parcheggio e questo senza che nessun vigile urbano intervenga. Motivo? Non ci sono cartelli nella piazza che impediscano alle macchine di parcheggiare. Ma se l’area è transennata non potrebbero, di fatto entrare. Questo è solo uno degli esempi della trasandatezza in cui vive la città.

Ma il braccio di ferro Lega, Cascella contro il resto della coalizione sembra essere destinato ad un redde rationem o se volete ad una resa dei conti. Tuttavia appare utile ripercorrere le tappe di questa crisi, che era latente già dopo pochi mesi dall’inizio della giunta Cascella, diventata di dominio pubblico da maggio del 2025 e che oggi è arrivata, forse, ad un punto di non ritorno.

Ad uscire pubblicamente fu Forza Italia a maggio scorso con la sua mozione congressuale nella quale richiedeva visibilità ma soprattutto collegialità nelle decisioni e nelle scelte dell’amministrazione. Subito dopo arrivarono le dimissioni polemiche di Fausto Servadio che in campagna elettorale aveva stretto un patto di apparentamento elettorale al turno di ballottagio con il sindaco Cascella.

Dimissioni polemiche e mai chiarite fino in fondo. Ma l’uscita di scena dell’assessore ed ex sindaco del PD, passato a destra, Fausto Servadio, hanno fatto venire meno il patto di apparentamento, così Forza Italia e Patto Popolare hanno rinvedicato un ruolo attivo nell’esecutivo.

A settembre il sindaco Cascella, senza interpellare, il diretto interessato, nomina assessore Salvatore Ladaga, il quale rinuncia alla nomina soprattutto perchè non socializzata e non concordata. Si arriva così al consiglio comunale di dicembre, per l’approvazione del bilancio preventivo e qui il primo colpo di scena clamoroso. In dichiarazione di voto, Andrea Bizzarri di FDI e presidente della prima commissione, fece una reprimenda al sindaco Cascella rivendicando un ruolo attivo di FDI come primo partito della coalizione e con tre assessori in giunta. Chiese maggiore condivisione e partecipazione nelle scelte amministrative. Precisazioni che mandarono su tutte le furie il Sindaco Cascella che abbandonò il consiglio comunale e con esso gran parte della maggioranza. Le variazioni di bilancio e il voto conseguente furono assicurati grazie al senso di responsabilità delle opposizioni che di fronte e questo spettacolo rimasero in aula.

La disponibilità del sindaco al dialogo tra i partiti della maggioranza servì a calamare gli animi che ricominciarono a ribollire subito dopo, quando Difendere Velletri, non solo attaccò il sindaco, ma addirittura il gruppo consiliare e l’assessore Paolo Felci disertarono le riunioni di giunta, consiglio e commissioni per oltre due mesi, tra aprile e giugno di quest’anno. Al centro dello scontro la richiesta di sostituzione dell’assessore Monia Bastianelli, che il sindaco ha osteggiato fino a pochi giorni fa, il ridimensionamento di uno dei dirigenti del comune, il recupero della collegialità delle decisioni e il ritorno ad ascoltare i cittadini, di fatto, secondo Difendere Velletri, estromessi dall’ascolto.

Incontri, discussioni, tergiversamenti, poi il rientro di Difendere Velletri nell’esecutivo con l’impegno del Sindaco e la garanzia di FDI che la situazione avrebbe trovato una soluzione. Niente di tutto ciò è avvenuto, visto che anche Patto Popolare, prese le distanze con tanto di dichiarazioni di ferma critica da parte dell’ideatore del Patto, Lamberto Trivelloni. Anche qui il sindaco promise che si sarebbe trovata una soluzione, ma nel frattempo era arrivata l’estate.

Si giunge a settembre e anche FDI, fino a quel momento pontiere di questi mal di pancia, chiede al sindaco di addivenire ad un pit stop. La sera del 22 settembre dopo una lunga riunione fiume della maggioranza, i partiti e il sindaco trovarono una quadra. Rimpasto di giunta, ridistribuzione delle delle deleghe, comprese quelle del sindaco, collegialità e focus sul programma e sui progetti da completare e già in netto ritardo, visto che al 31 di agosto, nessun cantiere dei progetti PNRR era nè finito nè rendicontato.

Ma il sindaco Cascella l’annuncio non lo fece lasciando interdetti i partiti della coalizione. Da qui la situazione ha preso una piega diversa. Il sindaco, dopo le insistenze di Difendere Vellerti revoca l’assessore Bastianelli, avoca a se le deleghe e non nomina nessun altro assessore in quota Difendere Velletri. Arriva quindi l’accelerazione della crisi imposta da FDI che ha fatto dimettere i tre assessori, annunciando l’appoggio esterno al sindaco, di fatto la crisi è diventata conclamata anche all’interno del consiglio comunale.

Si arriva così alla riunione di maggioranza prima dell’ultimo consiglio comunale, nel quale veniva riproposto di rilanciare l’accordo del 22 settembre. Una proposta però rispedita al mittente da FDI per il semplice fattto che, nel frattempo, lo scenario era cambiato con le dimissioni degli assessori. Non più rimpasto ma azzeramento della giunta. Una proposta che il sindaco non ha ritenuto di accettare, tant’è che in consiglio comunale ha preso atto delle dimissioni degli assessori, li ha ringraziati ed ha deciso di andare avanti.

Ad alimentare ancora di più la già intricata situazione è sopravanzata anche la richiesta del partito Liberaldemocratico rappresentanto in consiglio comunale da Maria Paola De Marchis, la quale ha chiesto il rispetto del patto di apparentamento. Un patto che formalmente non esiste più, visto che ne Italia viva, ne Azione sono presenti in consiglio comunale, ma che il sindaco Cascella vorrebbe mantenere. Quindi allo stato attuale uno dei nodi che stanno acuendo la discussione è proprio la rappresentanza del partito Liberaldemocratico, il quale, formalmente dovrebbe essersi collocato al centro, ma in giro per l’Italia non si capisce se sta a destra, al centro o a sinistra, dipende a livello locale, dalle convenienze del momento, come spesso accade nella politica attuale.

Ma di fatto il partito Liberaldemocratico non ha partecipato alle elezioni amministrative, e Maria Paola De Marchis siede oggi in consiglio comunale quale prima dei non eletti della lista apparentata con Fausto Servadio a seguito delle dimissioni di Giuliano Cugini. Anche Fausto Servadio ha affermato, tramite i social, che non esiste nessun patto che la De Marchis può rivendicare, proprio perchè rappresenta un altro partito fuori da quel patto. Quindi il rischio vero è che questa crisi, già complicata di suo, si schianti sul partito Liberaldemocratico.

Ma la linea rossa è ormai vicina ed in queste ore ci dovrebbe essere una riunione di maggioranza, se verrà confermata, nella quale si dovrà tracciare una linea. Per FDI è necessario l’azzeramento di giunta e la ridistribuzione degli incarichi sulla base del peso politico specifico. Per la Lega vale il patto siglato con la fotografia delle amministrative, se così fosse non ci sarebbe spazio per nessun altro partito ad eccezione di quelli della coalizione che hanno sostenuto Ascanio Cascella. Secondo i maggiorenti della coalizione chiunque altro fuori dal centro destra voglia collaborare ben venga ma di certo senza accampare diritti di successione. Sarà un problema del Sindaco Cascella mantenere impegni presi fuori dalla coalizione di centro destra. Così si richia il profilarsi all’orizzonte di un altro braccio di ferro tra il sindaco e il centro destra proprio sul nodo del partito Liberaldemocratico. Un pretesto?

Mentre va avanti questo “teatrino della politica” in salsa veliterna, la città annaspa. Il verde pubblico è abbandonato a se stesso, la viabilità e lo stato delle strade è sotto gli occhi di tutti, i debiti fuori bilancio avanzano, così come i debiti della Velletri Servizi, la pulizia della città lascia a desiderare, i progetti di PNRR praticamente nessuno concluso, la macchina amministrativa è senza dirigenti e segretario generale, il sindaco conserva per se praticamente tutte le deleghe, tra le quali: lavori pubblici, PNRR, Bilancio e Personale, Avvocatura Comunale e Rapporti con le Istituzioni Giudiziarie, Sanità, Piano Regolatore Generale, Transizione Digitale, Gemellaggi e con la revoca della Bastianelli anche Ubanistica, Edilizia Privata, Efficientamento Energetico, Manutenzione degli edifici comunali, Sicurezza sui luoghi di lavoro e Toponomastica.

Oltre a queste deleghe anche quelle dei tre assessori di FDI che si sono dimessi. Nonostante ciò il sindaco, novello Atlante, prosegue per la sua strada, senza curarsi della crisi e dei problemi della città, come se nulla fosse. Di fronte a ciò c’è addirittura chi pensa, nella maggioranza, che sia necessario che la stampa non riporti ciò che accade, come se una crisi politica fosse un problema privato. Invece la crisi di una coalizione che si era presentata alle elezioni come il nuovo che avanza, deve essere raccontata, perchè i cittadini hanno il diritto di sapere cosa sta accadendo tra le fila dei partiti si erano annuncianti come il rinnovamento e che invece a tre anni e mezzo dalle elezioni si ritrovano a discutere su tutto, con una città che invece di essere rilanciata, ben chè vada è trasandata e senza guida.

Come andrà a finire? non ci sono tanti scenari. Il primo se si raggiunge un accordo si dovrà procedere ad un azzeramento di giunta, se ciò non dovesse accadere, il secondo scenario saranno i titoli di coda anticipati.

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