FROSINONE – “Identità Frusinate, Organizzazione Spontanea di Cittadini, rende pubblica una determinazione definitiva: è esclusa qualsiasi possibilità di collaborazione politica con Riccardo Mastrangeli, tanto nell’attuale amministrazione quanto in ogni futura esperienza che lo veda protagonista.” E’ la decisione del movimento civico dopo i tentennamenti del Sindaco nella composizione della nuova giunta. A renderlo noto è Vincenzo Mascetti a nome del movimento.
“Non si tratta di una contrapposizione personale, bensì di una valutazione del metodo politico adottato dal primo cittadino che, alla luce della successione degli avvenimenti, conduce a un giudizio non semplicemente severo, ma severissimo.
Non è in discussione l’uomo Riccardo Mastrangeli, ma l’amministratore politico, la coerenza dei suoi comportamenti e il rispetto degli impegni assunti.” Prosegue Mascetti.
“La cronistoria prende avvio in una fase di particolare difficoltà per la maggioranza comunale, quando il sindaco interpellò Identità Frusinate perché i voti della sua rappresentanza in Consiglio comunale risultavano determinanti per garantire la continuità dell’amministrazione.
Il movimento, che aveva sempre manifestato il proprio incondizionato sostegno al primo cittadino, assicurò allora un contributo politico decisivo, consentendo alla maggioranza di superare una fase nella quale la sua stessa sopravvivenza appariva compromessa.” Afferma Identità Frusinate.
“Identità Frusinate contribuì, dunque, alla tenuta politica dell’amministrazione Mastrangeli.
Nel corso delle successive consultazioni con l’allora presidente e la delegazione del movimento, fu lo stesso Riccardo Mastrangeli a esprimere il proprio placet sulla candidatura di Gianluca Di Trocchio all’assessorato alla Polizia Locale.
La proposta riguardava un commissario della Polizia di Stato in quiescenza, già primo dirigente del Reparto Volanti, coordinatore interforze della zona rossa di Frosinone e tra i dirigenti organizzatori del G7, individuato per competenza ed esperienza professionale.” Prosegue il movimento civico.
“L’assenso venne manifestato durante un incontro conviviale e accompagnato da una stretta di mano. Il successivo 12 luglio, la candidatura fu formalizzata mediante posta elettronica certificata.
A quella PEC non è mai pervenuta alcuna risposta formale.” Sottolinea Mascetti
“Non si trattava di una comunicazione privata, ma di un atto proveniente da una realtà politica che, all’epoca, disponeva di una rappresentanza in Consiglio comunale e aveva contribuito alla continuità dell’amministrazione.
Il mancato riscontro costituisce, nella valutazione del movimento, una grave mancanza di riguardo politico e istituzionale.
Nei mesi successivi, mentre sulla stampa si susseguivano indiscrezioni su possibili nomine assessoriali, alla proposta ufficialmente avanzata facevano seguito soltanto rassicurazioni e continui rinvii, senza alcuna determinazione concreta.” Prosegue Mascetti
“Un assenso personalmente espresso dal sindaco non trovava dunque riscontro né in atti conseguenti né in spiegazioni formali. È questa successione di comportamenti, più ancora della mancata nomina, a determinare il giudizio politico del movimento.
La protratta politica dei rinvii contribuì inoltre al progressivo allontanamento di numerosi aderenti da una realtà civica che aveva sempre sostenuto il sindaco. Alcuni intrapresero autonomamente altri percorsi politici.”. Aggiunge la nota.
“Si potrebbe evocare, a questo proposito, l’antica massima del divide et impera. È una suggestione politica, non l’attribuzione di un disegno deliberato ad alcuno. Resta la progressiva dispersione di una realtà civica precedentemente coesa, maturata nel corso di interlocuzioni rimaste senza esito.” aggiunge Identità Frusinate.
“Tra coloro che hanno scelto un diverso percorso figura Gianluca Di Trocchio, oggi aderente a un’altra formazione civica.
Le sue attuali vicende politiche riguardano esclusivamente il gruppo al quale ha aderito. Identità Frusinate rivendica il merito di averne originariamente proposto la candidatura, senza intendere interferire nelle scelte di altri soggetti politici.
Rimane, tuttavia, un interrogativo che investe direttamente il sindaco.” Sottolinea il movimento.
“Per quale ragione una figura professionale sulla quale Riccardo Mastrangeli aveva espresso personalmente il proprio assenso continua a non trovare spazio nell’esecutivo, sebbene il gruppo politico al quale Di Trocchio ha successivamente aderito, composto da tre consiglieri comunali, abbia sottoscritto il documento di fedeltà richiesto dal sindaco e risulti, a oggi, l’unico gruppo della maggioranza privo di rappresentanza in Giunta?” Si domanda Mascetti.
“Il primo cittadino ritiene forse inadeguato all’assessorato alla Polizia Locale un professionista con le qualifiche e l’esperienza ricordate? Oppure esisterebbe un veto politico calato dall’alto, tale da sovrapporsi alle valutazioni originariamente espresse dal sindaco? Quest’ultima rimane una suggestione, senza attribuzione di responsabilità ad alcuno. La scelta degli assessori spetta solo al sindaco. Gli attuali rapporti tra il primo cittadino e la formazione cui Di Trocchio ha aderito competono esclusivamente ai rispettivi protagonisti.” Precisa Mascetti.
“A questo quadro si aggiunge la crisi attraversata dalla maggioranza comunale. Per circa quattro mesi, l’opposizione formalmente manifestata da alcuni esponenti della stessa coalizione ha contribuito a impedire l’elezione del presidente del Consiglio comunale, determinando una prolungata situazione di stallo politico-istituzionale.
Senza entrare nel merito delle posizioni assunte dalle altre componenti, la responsabilità politica della gestione di quella crisi ricade sulla guida dell’amministrazione e la successiva ricomposizione degli equilibri numerici non cancella i mesi di difficoltà istituzionale.” Fa notare il movimento civico.
“È questa la cronistoria che Identità Frusinate sottopone alla valutazione dei cittadini: il sostegno determinante alla maggioranza, l’assenso del sindaco a una candidatura, la sua formalizzazione mediante PEC, l’assenza di risposta, i successivi rinvii e le conseguenze politiche che ne sono derivate. Da tale ricostruzione scaturisce un giudizio politico severissimo sul metodo adottato da Riccardo Mastrangeli.” Ridabisce Mascetti.
“Identità Frusinate per ultimo ribadisce la propria assoluta autonomia. Le scelte individuali degli ex aderenti non ne modificano l’identità né possono essere interpretate come adesioni collettive ad altre formazioni.
Il movimento non appartiene ad alcuna lista civica né ad alcun partito. Continuerà a raccogliere le istanze dei cittadini, soprattutto nelle periferie e nelle realtà meno ascoltate, promuovendo competenza, esperienza e meritocrazia nella vita pubblica.
Il suo orizzonte politico e civico resta aperto a trecentosessanta gradi, senza appartenenze precostituite e senza vincoli di schieramento.” Precisa Identità Frusinate che ribadisce però che l’esperienza Mastrangeli è terminata.
“Una sola preclusione è assoluta, definitiva e non negoziabile: nessuna collaborazione politica con Riccardo Mastrangeli, né nell’attuale amministrazione né in qualsiasi futura esperienza che lo veda protagonista.
La lealtà del movimento continuerà a essere rivolta esclusivamente alla città di Frosinone e ai suoi cittadini.” Conclude Idetnità Frusinate.
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