← Torna a Politica
Politica

Frosinone, interdittiva antimafia per Super Eco. L’attacco di Forza Italia e FutuRa: “Un anno fa chiedemmo una Commissione, in 26 dissero no”

Cirillo, Petricca e Martino "Avevamo visto lungo. Quella richiesta oggi è più attuale che mai. La politica non deve avere paura della trasparenza"

Di Eugenio Siracusa • • • Politica

Politica

La Prefettura di Frosinone ha emesso un’interdittiva antimafia nei confronti della società Super Eco s.r.l che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Frosinone ed in altri comuni d’Italia. Registriamo il silenzio dell’amministrazione comunale del capoluogo, ma non quello dei consiglieri comunali. Ad esprimersi sono Pasquale Cirillo per Forza Italia e Teresa Petricca e Giovambattista Martino per FutuRa.

“Nel mese di ottobre 2025, esattamente un anno fa, noi consiglieri comunali : Pasquale Cirillo, Giovambattista Martino, Teresa Petricca, Maurizio Scaccia e solo altri tre consiglieri di 33 totali, avevamo promosso la richiesta di istituzione di una Commissione Consiliare d’indagine sia sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, assegnati alla Super Eco s.r.l., sia sulla manutenzione del verde pubblico nel Comune di Frosinone, entrambi in capo all’Assessorato all’Ambiente.” Affermano i consilgieri comunali.

“La Commissione Consiliare di Indagine è uno strumento che consente di approfondire compiutamente gli aspetti amministrativi rispetto questioni che spesso incidono quotidianamente sulla qualità della vita dei cittadini. La nostra richiesta, tuttavia, non ha raggiunto il quorum necessario previsto dal Regolamento Comunale. Troppi consiglieri, ventisei per la precisione, hanno deciso di non sottoscriverla, impedendo di fatto di istituire uno strumento di verifica e controllo, che riteniamo essere compiti essenziali e precipui dei Consiglieri.” Sottolineano i consiglieri di Forza Italia e FutuRa.

“Oggi, alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore sugli organi di stampa riguardo l’interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Frosinone nei confronti della società Super Eco S.r.l , riteniamo quella scorsa nostra richiesta ancora più attuale e fondata. Di fatto l’interdittiva antimafia impedisce alle società interdette di intrattenere rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione, con le conseguenti ricadute. E’ una misura di prevenzione amministrativa e proprio per questo le istituzioni hanno il dovere di esercitare fino in fondo la propria funzione di controllo, verifica e garanzia nei confronti dei cittadini.” Sottolienano i consiglieri.

“A mezzo della Commissione d’Inchiesta avevamo inteso semplicemente fare chiarezza, approfondire la gestione di un settore delicatissimo e consentire al Consiglio Comunale di svolgere pienamente il proprio ruolo di indirizzo e controllo.
I fatti dimostrano che avevamo visto lungo. Di fronte a questioni tanto rilevanti, la politica non dovrebbe mai avere paura della trasparenza. Al contrario, dovrebbe considerarla un valore utile ed imprescindibile. Per questo ci rammarichiamo e continuiamo a ritenere un errore politico la scelta di coloro che hanno deciso di non sostenere la richiesta di Commissione Consiliare d’indagine da noi formulata.
” Evidenziano Martino, Petricca e Cirillo.

“Continueremo a svolgere il nostro ruolo con serietà e determinazione, esercitando ogni prerogativa prevista dalla legge e dal regolamento comunale affinché sia sempre garantita la massima trasparenza nella gestione dei servizi pubblici e nella tutela dell’interesse collettivo.
Perché il controllo, la verifica e la ricerca della verità non sono mai un problema per chi amministra bene. Sono, al contrario, il fondamento stesso della buona politica e della fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
“

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →