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Stellantis Cassino, Cisl e Cgil dopo l’incontro a Roma: «Servono investimenti e garanzie per il lavoro»

Di Eugenio Siracusa • • Economia

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Lo stabilimento della Stellantis di Piedimonte San Germano

Stellantis Cassino, Cisl e Cgil chiedono risposte concrete sul futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano, sugli investimenti e sulla tutela dell’occupazione. Dopo l’incontro del 23 ottobre 2026 tra la Regione Lazio e le organizzazioni sindacali, le posizioni convergono sulla necessità di un piano industriale chiaro, ma si differenziano nella valutazione del confronto: la Cisl apprezza l’impegno della Regione e sollecita sostegni per le aziende dell’indotto, mentre Cgil e Fiom esprimono un giudizio negativo sugli elementi emersi e chiedono interventi immediati per salvaguardare salari e posti di lavoro.

La riunione si è svolta a Roma, con la partecipazione della vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, ed è arrivata a pochi giorni dall’incontro del 20 ottobre a Torino tra il presidente Francesco Rocca, la stessa Angelilli e i vertici di Stellantis. In quell’occasione, secondo quanto riferito dalla Regione, l’azienda aveva ribadito il ruolo strategico dello stabilimento di Cassino per il rilancio di Maserati e dei modelli premium.

Una prospettiva che, tuttavia, deve ancora tradursi in impegni produttivi e occupazionali definiti. È questo il punto centrale delle richieste sindacali, mentre i numeri confermano le difficoltà attraversate dal sito industriale e dall’intera filiera dell’automotive del territorio.

Stellantis Cassino, produzione in calo: i numeri della crisi

Nel 2025 lo stabilimento di Piedimonte San Germano ha prodotto 19.364 vetture, registrando una flessione del 27,9% rispetto all’anno precedente. La contrazione è proseguita nel primo semestre del 2026, quando le auto prodotte sono state 6.700, il 36,2% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Di queste, 2.575 erano Maserati Grecale.

Anche il quadro commerciale del marchio Maserati evidenzia difficoltà: nel 2025 le vendite globali si sono fermate a 11.100 vetture, con una diminuzione di 3.600 unità rispetto al 2024.

A giugno 2026 il marchio ha presentato una nuova versione della Grecale, insieme agli aggiornamenti di GranTurismo e GranCabrio. Per il territorio cassinate, però, la questione fondamentale resta la traduzione delle novità di prodotto in volumi produttivi adeguati, investimenti e continuità del lavoro.

La Regione Lazio, in attesa del piano industriale di Stellantis e delle risposte attese sul fronte europeo, ha manifestato cautela sulle rassicurazioni ricevute e confermato la disponibilità a proseguire il confronto con le parti sociali.

La Cisl: «Il futuro dello stabilimento riguarda tutto l’indotto»

La Cisl esprime apprezzamento per l’impegno del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, nella ricerca di soluzioni a quella che considera la più rilevante e preoccupante vertenza industriale regionale.

Al tavolo hanno partecipato, per la delegazione Cisl, Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio; Antonella Valeriani, segretaria generale Cisl Frosinone; Andrea Minniti, Cisl Lazio; e Mario Sacco, Fim Cisl Lazio.

Tra le proposte avanzate c’è il rifinanziamento anche per il 2027 della legge regionale n. 46/2002, destinata a sostenere le aziende dell’indotto automotive.

«Abbiamo chiesto il rifinanziamento anche per il 2027 della legge regionale n. 46/2002, a sostegno delle aziende dell’indotto automotive», dichiara Coppotelli.

Il segretario sottolinea come la crisi non coinvolga soltanto i dipendenti diretti di Stellantis, ma un’intera rete di imprese, lavoratori e competenze che dipende dall’attività dello stabilimento.

La Cisl condivide inoltre la prudenza della Regione e considera indispensabile conoscere nel dettaglio le intenzioni dell’azienda.

«Attendiamo il piano industriale di Stellantis: dovrà indicare con chiarezza modelli, investimenti, volumi produttivi e ricadute occupazionali. Il futuro del sito e dell’indotto non può restare affidato a rassicurazioni generiche», afferma Coppotelli.

Cgil e Fiom: «Giudizio negativo, servono impegni vincolanti»

Più dura la valutazione della Cgil e della Fiom, che al termine del confronto hanno definito negativo il giudizio sui pochi elementi emersi.

La posizione è stata espressa dalla Cgil di Roma e Lazio, dalla Cgil di Frosinone e Latina, dalla Fiom di Roma e Lazio e dalla Fiom di Frosinone e Latina.

«Le lavoratrici e i lavoratori di Cassino e dell’indotto aspettano da troppo tempo segnali inequivocabili. Le rassicurazioni si ripetono da mesi, mentre le ore lavorate si riducono drammaticamente», dichiarano le organizzazioni sindacali, denunciando l’assenza di una prospettiva industriale concreta.

Secondo Cgil e Fiom, le indicazioni aziendali sui futuri assetti produttivi non offrono garanzie occupazionali sufficienti. I sindacati segnalano il ricorso prolungato alla cassa integrazione, la riduzione dei salari e le difficoltà delle aziende dell’indotto, che starebbero subendo ristrutturazioni e una progressiva perdita di commesse a favore di altri territori e del Maghreb.

La richiesta è quella di assegnare immediatamente nuove produzioni capaci di garantire un utilizzo adeguato degli impianti e di salvaguardare i livelli occupazionali.

Sostegni ai lavoratori e un piano per rilanciare Cassino

Cgil e Fiom chiedono alla Regione Lazio di intervenire subito con strumenti straordinari di integrazione al reddito, per sostenere chi affronta da anni gli effetti degli ammortizzatori sociali e l’aumento del costo della vita.

Le misure di sostegno, tuttavia, non possono sostituire una strategia industriale di lungo periodo. Per questo le organizzazioni sindacali sollecitano Regione e Governo a chiedere a Stellantis un cronoprogramma vincolante, investimenti certi e garanzie occupazionali per lo stabilimento di Piedimonte San Germano e per l’intera filiera.

«Il futuro di Cassino non si baratta con le chiacchiere: servono stabilità lavorativa e dignità salariale», conclude la nota di Cgil e Fiom.

Il confronto del 23 ottobre lascia quindi aperta la principale questione della vertenza: quando e in che modo le rassicurazioni sul ruolo strategico di Cassino diventeranno decisioni industriali concrete.

Per lo stabilimento e per il territorio, il piano atteso dovrà chiarire quali modelli saranno prodotti, quali investimenti verranno realizzati e quante prospettive occupazionali potranno essere garantite. Dalle risposte dipende non soltanto il futuro dei lavoratori Stellantis, ma anche la tenuta economica e produttiva dell’indotto cassinate.

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