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Home » Notizie » Prima pagina » La Regione Lazio vuole trivellare i Castelli Romani. Il coordinamento ambientalista lancia l’allarme

La Regione Lazio vuole trivellare i Castelli Romani. Il coordinamento ambientalista lancia l’allarme

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa10/02/2025 ore 08:533 Mins Read Prima pagina
Una vista dei laghi dei Castelli da Monte cavo
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Ma perché il Coordinamento ambientalista ha lanciato l’allarme verso il progetto geotermia profonda ai Castelli Romani?

La geotermia è compresa tra le energie verdi, ma come sempre va visto caso per caso, il progetto proposto ai Castelli Romani e a cui la Regione Lazio ha dato il via senza richiedere la Valutazione Impatto Ambientale ha tre aspetti critici: verrà realizzato in un territorio che ha già gravissimi problemi idrogeologici (vedi laghi e falde che si abbassano); i pozzi sono pozzi profondi – dai 2 ai 3 km; è a bassa entalpia e temperatura, quindi a bassa efficienza.

Abbiamo chiesto al Comitato Tecnico scientifico di spiegare la situazione. Spiega il geologo: “La maggior parte dei cittadini dei Castelli Romani non è pienamente consapevole delle gravi problematiche ambientali che deriverebbero dall’installazione di centrali geotermiche a livello industriale. “

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Nel sottosuolo esistono beni geologici fondamentali per la nostra esistenza, in particolare le falde acquifere, che in quest’area sono già sotto forte pressione a causa di un uso intensivo. Per sfruttare l’energia termica del sottosuolo sono necessari interventi di vasta portata e ad altissimo impatto ambientale. Non possiamo certo definirla sempre energia verde o pulita, anzi il suo sfruttamento comporta uno sconvolgimento del territorio e delle sue matrici ambientali: acqua, aria e suolo.”

Prosegue: “Lo sfruttamento dell’energia geotermica richiede enormi consumi idrici. È impensabile parlare di progetti simili senza un serio bilancio idrico, ancor più necessario in un territorio come quello dei Castelli Romani, dove la situazione idrica è già critica e i livelli dei laghi stanno diminuendo drasticamente. In quest’area, la caratterizzazione delle risorse idriche del sottosuolo è stata accuratamente studiata e le zone di tutela per la ricarica delle falde sono fondamentali per garantire la sostenibilità ambientale.“

Cosa accadrebbe se si trivellasse una di queste zone?

“La geotermia genera un consumo accelerato delle risorse idriche del sottosuolo, fino a distruggerle, e altera le falde acquifere inquinandole in maniera irreversibile. Lo sfruttamento geotermico comporta l’emissione di inquinanti – come mercurio, uranio, arsenico, boro, acido solfidrico e metano – che, in un contesto in cui la qualità delle acque è già compromessa, rappresentano un ulteriore rischio per la salute ambientale. Le esperienze in altre regioni, come la Toscana, dove numerose centrali geotermiche hanno distrutto la falda acquifera superficiale potabile, sono un chiaro monito per noi.“

Questa analisi ci invita a riflettere profondamente: in un territorio dove la sostenibilità idrica è già messa a dura prova e i laghi si stanno abbassando di livello, l’introduzione di centrali geotermiche con pozzi profondi potrebbe aggravare una crisi ambientale già critica. Già una volta abbiamo fermato un progetto simile ai Castelli Romani, il rischio allora era insostenibile, oggi con l’aggravarsi della situazione idrica ancora di più.

Chiediamo alla Regione Lazio di rivedere la sua decisione su questo progetto e ai Comuni dei Castelli Romani, Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Frascati, Grottaferrata, Marino, Nemi, Rocca di Papa, di non autorizzare questo progetto anche secondo i “Provvedimenti per la Tutela dei Laghi Albano e di Nemi e degli acquiferi dei Colli Albani” che sono in vigore dal 2007 e aggiornati in questi anni.

Il nostro territorio sta diventando sempre più compromesso dal consumo di suolo e l’inceneritore di Roma è una bomba che rischia di distruggere il nostro territorio, e questo nuovo progetto diventa l’ennesima emergenza ambientale.

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Eugenio Siracusa

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