← Torna a Cronaca
Cronaca

Latina, Parco Falcone e Borsellino: la Procura europea acquisisce documenti in Comune

I Carabinieri Forestali hanno raccolto atti relativi ai lavori di riqualificazione finanziati con oltre 5 milioni di euro del PNRR. L’indagine riguarda il progetto, le varianti in corso d’opera e alcuni aspetti della realizzazione degli interventi. Al momento non risultano contestazioni definitive di responsabilità.

Di Redazione • • • Cronaca

Cronaca

I lavori al Parco Falcone e Borsellino di Latina sono al centro di un’indagine della Procura europea (EPPO). Nella giornata di mercoledì 4 novembre, i Carabinieri Forestali hanno effettuato un’acquisizione di documentazione presso il Comune, su delega dell’autorità giudiziaria europea.

L’attività investigativa riguarda l’utilizzo dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza destinati alla riqualificazione dell’area verde, attraverso un progetto finanziato con oltre 5 milioni di euro. Sotto esame, in particolare, la corretta esecuzione degli interventi e le modifiche apportate rispetto al progetto iniziale.

Documenti acquisiti e varianti ai lavori

Tra gli atti richiesti dagli investigatori figurano la documentazione progettuale, le varianti in corso d’opera, gli ordini di servizio e le comunicazioni intercorse via e-mail tra gli uffici comunali e le ditte incaricate.

Acquisite anche le lettere di contestazione che il Comune avrebbe inviato alle imprese per alcune lavorazioni. La verifica punta dunque a ricostruire le fasi dell’appalto e le eventuali modifiche intervenute durante l’esecuzione degli interventi.

L’esposto degli otto consiglieri di opposizione

L’indagine si inserisce anche nel quadro delle segnalazioni presentate da otto consiglieri comunali di opposizione, che avevano sollevato dubbi su alcuni aspetti dei lavori.

Nell’esposto sarebbero state evidenziate possibili criticità relative alla pavimentazione drenante, alle recinzioni, ai cigli in travertino e alle tubazioni per la raccolta delle acque meteoriche.

Si tratta di questioni che dovranno essere oggetto degli accertamenti. Le segnalazioni contenute nell’esposto, così come i dubbi sulla realizzazione delle opere, non costituiscono di per sé prova di irregolarità.

Indagini nelle fasi iniziali

Secondo le informazioni disponibili, le indagini sono ancora in una fase iniziale e alcune persone informate sui fatti sarebbero già state ascoltate dagli investigatori.

Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali dell’autorità giudiziaria né contestazioni definitive di responsabilità. Saranno gli accertamenti della Procura europea a chiarire eventuali irregolarità nella gestione e nell’esecuzione del progetto.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →