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Terracina, Legambiente lancia l’allarme sul clima: «Basta emergenze, serve un piano di adattamento»

Di Redazione • • Ambiente

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Anna Giannetti

TERRACINA – Il nubifragio del 20 e 21 ottobre riporta al centro dell’attenzione il rischio idrogeologico e gli effetti della crisi climatica sul territorio pontino. Legambiente Terracina ha inserito l’evento nell’Osservatorio Città Clima e torna a chiedere interventi strutturali per prevenire alluvioni ed esondazioni, attraverso una migliore manutenzione delle infrastrutture, una pianificazione urbana sostenibile e un piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici.

La presa di posizione arriva mentre il Comune di Terracina ha richiesto lo stato di calamità naturale per i danni provocati dalle precipitazioni eccezionali. L’episodio ha interessato diverse zone della città, con esondazioni di canali e corsi d’acqua, allagamenti ed evacuazioni.

Nubifragio a Terracina, allagamenti ed evacuazioni

Tra le aree maggiormente colpite figurano Borgo Hermada, in particolare via Pantani da Basso, e via Pontalto, dove gli allagamenti hanno reso necessaria l’evacuazione di alcune abitazioni. Criticità sono state segnalate anche in via Ponte Rosso, dove è crollato l’argine del fiume, e lungo la via Appia, temporaneamente chiusa all’altezza di Ponte Maggiore a causa dell’acqua sulla carreggiata.

Per Legambiente, quanto accaduto conferma la necessità di superare una gestione basata esclusivamente sull’intervento successivo agli eventi calamitosi, puntando invece sulla prevenzione e sulla riduzione dei rischi.

Il circolo ambientalista sostiene da anni che le precipitazioni intense e le improvvise esondazioni debbano essere considerate nella pianificazione del territorio, alla luce dei cambiamenti climatici e delle fragilità idrogeologiche locali.

Crisi climatica a Terracina, l’allarme di Legambiente

Legambiente ricorda il violento evento meteorologico del 29 ottobre 2018, caratterizzato da raffiche di vento che, secondo quanto riferito dall’associazione, superarono i 120 chilometri orari e provocarono ingenti danni nel centro cittadino.

Nel 2019 il circolo propose all’Amministrazione comunale di approvare una Dichiarazione di emergenza climatica, poi adottata all’unanimità dal Consiglio comunale con deliberazione numero 82 dell’11 dicembre 2019.

Secondo Legambiente, agli impegni assunti non sarebbe però seguita un’adeguata attuazione delle misure previste. Tra le azioni considerate prioritarie figuravano la predisposizione di un Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione dei rischi, la diffusione di informazioni alla popolazione e la promozione di interventi per ridurre le emissioni e aumentare il verde urbano.

L’associazione segnala inoltre che il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima (PAESC), approvato nel 2019, sarebbe rimasto sostanzialmente inapplicato.

Consumo di suolo e manutenzione dei canali: le proposte per prevenire le alluvioni

Tra le richieste avanzate da Legambiente Terracina c’è una revisione delle politiche urbanistiche, con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo e migliorare la capacità del territorio di assorbire le precipitazioni.

Le proposte comprendono:

  • la predisposizione di un Piano comunale di adattamento ai cambiamenti climatici;
  • la manutenzione costante dei canali di bonifica e delle infrastrutture idrauliche;
  • il contenimento del consumo di suolo e dell’impermeabilizzazione delle superfici;
  • l’introduzione di sistemi di drenaggio urbano sostenibile, capaci di favorire l’infiltrazione e la gestione delle acque piovane;
  • la realizzazione di aree verdi, barriere naturali e rifugi climatici;
  • il rafforzamento del coordinamento tra Comuni, enti competenti e Autorità di bacino per migliorare la raccolta dei dati e la previsione degli impatti degli eventi meteorologici.

Secondo l’associazione, una strategia efficace deve integrare la manutenzione delle opere esistenti con interventi di adattamento climatico e una maggiore collaborazione tra gli enti responsabili della gestione del territorio.

Terracina e l’aumento delle temperature: i dati dell’Osservatorio Città Clima

Nel comunicato Legambiente richiama anche i dati dell’Osservatorio Città Clima e la campagna nazionale “Che Caldo che Fa”, promossa a Terracina nell’estate del 2026 per sensibilizzare sui rischi legati alle temperature elevate.

Secondo i dati citati dall’associazione, la città si sarebbe collocata al secondo posto nel Lazio per l’aumento delle temperature medie nell’ultimo decennio, con un valore indicato di 25,66 °C.

Legambiente collega il riscaldamento del territorio e del Mar Tirreno al contesto nel quale possono svilupparsi fenomeni meteorologici intensi, richiamando l’attenzione sulla necessità di approfondire le relazioni tra cambiamenti climatici, precipitazioni estreme e vulnerabilità urbana.

Anna Giannetti: «La crisi climatica va gestita come un fattore strutturale»

La presidente di Legambiente Terracina e consigliera nazionale dell’associazione, Anna Giannetti, invita a superare l’uso di espressioni come “maltempo” o “evento eccezionale” per descrivere fenomeni che richiedono, a suo giudizio, una pianificazione continuativa.

«Siamo in un’era di crisi climatica e questa va gestita non come un’emergenza ma come un fattore strutturale da considerare in ogni intervento di progettazione e di manutenzione, aumentando l’osservazione, la comprensione e la cura del territorio», dichiara Giannetti.

La presidente sottolinea inoltre che la gestione degli eventi estremi non può ricadere soltanto sui Vigili del Fuoco, sui volontari della Protezione civile e sui cittadini. Per questo chiede una cabina di regia tra gli enti coinvolti, procedure di emergenza efficaci e una maggiore informazione sui rischi e sulle misure di prevenzione.

Secondo Legambiente, la dichiarazione dello stato di calamità è soltanto uno dei passaggi necessari per affrontare le conseguenze degli eventi meteorologici, ma non può sostituire una strategia strutturale di adattamento.

Legambiente Terracina alla manifestazione nazionale “La Terra chiamò”

Il circolo di Terracina annuncia infine la partecipazione, con una propria delegazione, alla manifestazione nazionale “La Terra chiamò”, prevista per sabato 5 dicembre in piazza del Popolo a Roma, a partire dalle 12.30.

L’iniziativa, promossa da diverse organizzazioni ambientaliste e realtà impegnate nella sostenibilità, punta a riportare la crisi climatica al centro del dibattito pubblico, dopo un’estate segnata da criticità per la salute, i territori e la vita quotidiana.

La presenza di Legambiente Terracina intende portare all’attenzione nazionale le problematiche locali e la richiesta di una politica di prevenzione fondata sulla tutela del suolo, sulla manutenzione delle infrastrutture e sull’adattamento ai cambiamenti climatici.

Il messaggio dell’associazione è chiaro: per ridurre i danni delle future alluvioni occorre affiancare agli interventi di emergenza una programmazione capace di rendere il territorio meno vulnerabile.

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